Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Riccardo Deni
Leggi i suoi articoliMemoria Assente / Presente, la grande mappatura laterale della Torino culturale del Novecento, prosegue il suo percorso di valorizzazione delle figure artistiche più originali e trasversali del secolo scorso con un nuovo capitolo dedicato all’artista Giancarlo Pacini. Nato a Livorno nel 1935 e formatosi all’Istituto d’Arte di Firenze, Pacini è stato per decenni uno sperimentatore del panorama italiano dell'arte visiva, capace di coniugare rigore formale, inventiva sensoriale e una visione poetica dell’energia luminosa e spaziale.
Memoria Assente / Presente non è un semplice catalogo biografico, ma una vera e propria “cronaca laterale” della creatività torinese del Novecento: una geografia culturale alternativa che dà voce a storie, opere e percorsi spesso rimasti ai margini delle narrazioni canoniche. Il progetto nasce dalla collaborazione tra Emblème e Allemandi, con l’obiettivo di restituire “memoria” a ciò che appare “assente”, adoperandosi per rendere accessibili archivi, testimonianze e materiali visivi e testuali ora liberamente consultabili.
Cosmicamente Pacini
Il secondo capitolo di questa mappatura è dedicato proprio a Pacini, figura di spicco nel dibattito artistico torinese sin dagli anni Sessanta. Trasferitosi a Torino nel 1960, l’artista ha sviluppato una ricerca radicale sulla luce artificiale come medium autonomo, trasformando superfici, spazi e relazioni percettive in opere interattive e inedite. Pur non aderendo formalmente a movimenti quali Arte Povera o Minimalismo, il suo lavoro dialoga con le pulsioni concettuali dell’epoca, condividendo una tensione verso l’innovazione materiale e concettuale.
Il cuore del progetto è un catalogo digitale in costante espansione, elaborato da Emblème, che raccoglie materiali dell’archivio Pacini: foto d’epoca, progetti, documenti critici, registrazioni e immagini delle opere. Questo ambiente digitale non è un semplice archivio, ma un dispositivo narrativo che invita alla scoperta critica dell’opera, collegando elementi visivi e testuali, contesti storici e riferimenti estetici. In tal modo, la memoria dell’artista diventa uno strumento vivo di lettura e interpretazione per studiosi, appassionati e un pubblico più ampio.
La pubblicazione di questo secondo capitolo segue idealmente il primo dedicato a Piero Fogliati, catalogo che già aveva delineato un modello curatoriale innovativo di restituzione dell’opera e della biografia artistica attraverso il digitale. Ora, con Pacini, il progetto amplia ulteriormente la sua ambizione: non soltanto restituire visibilità a una figura di grande spessore creativo, ma proporre una nuova esperienza di fruizione culturale, capace di trasformare archivi e memorie in luoghi di pensiero e confronto.
Giancarlo Pacini, definito «artigiano del Cosmo» per la sua capacità di fare interagire luce, spazio e immaginario, diventa così protagonista di un’operazione che va oltre la mera celebrazione biografica. L’iniziativa lo inserisce in una trama culturale più ampia, in dialogo con altri protagonisti della città e con le molteplici modalità in cui l’arte ha saputo interrogare, trasformare e prorogare la memoria.
In tempi in cui l’accesso alla conoscenza e la conservazione delle storie artistiche rischiano di essere appannaggio di poche istituzioni, Memoria Assente / Presente si conferma come un esempio di ricerca curatoriale e digitale che restituisce al pubblico il valore complesso e stratificato di artisti come Pacini, facendo rivivere «ciò che sembra assente» attraverso strumenti di lettura nuovi, rigorosi e partecipativi.
Altri articoli dell'autore
Sei aste, cinque collezioni e oltre quattrocento opere: dall’Impressionismo alla contemporaneità, il mercato dell'arte si prepara a uno stress test
Da un quarto di secolo la maison alimenta e diffonde attraverso il mercato la storia dell'arte: in questo caso lo fa con una selezione che attraversa le molteplici anime del Surrealismo europeo
La scultura viene offerta per la prima volta sul mercato, a Londra. Dopo oltre settant’anni nella stessa collezione britannica, è l’unico esemplare ancora in mani private
L’apertura della struttura è accompagnata da un intenso programma di mostre e vendite che dialogano direttamente con l’identità architettonica e culturale dell’edificio



