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Berthe Morisot, Jeune fille accoudée. Stima 700 mila-1 milione di euro

Christie’s

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Berthe Morisot, Jeune fille accoudée. Stima 700 mila-1 milione di euro

Christie’s

Da Morisot a Riopelle, la primavera di Christie’s passa da Londra e Parigi

Sei aste, cinque collezioni e oltre quattrocento opere: dall’Impressionismo alla contemporaneità, il mercato dell'arte si prepara a uno stress test

Riccardo Deni

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Da Londra a Parigi, un unico asse e una stessa ambizione: misurare la temperatura del mercato portando all'incanto alcune delle opere più importanti dell'anno. Con la Marquee Week 20/21, Christie’s costruisce una stagione primaverile che, dopo l’apertura londinese di inizio marzo, culminerà a Parigi dal 14 al 17 aprile con sei vendite - di cui una online - e più di quattrocento opere. Non una semplice sequenza di aste, ma un racconto coerente che tiene insieme Impressionismo, avanguardie storiche, Scuola di Parigi e contemporaneo, alternando grandi nomi museali e riscoperte provenienti da collezioni rimaste invisibili per decenni.

La misura dell'ambizione viene fissata già a Londra, tra il 4 e 5 marzo, dove spicca un capolavoro di René Magritte, Les grâces naturelles, stimato 6,5-9,5 milioni di sterline. Un’immagine che condensa l’enigma poetico del maestro belga e riafferma la centralità del Surrealismo in un momento in cui il mercato sembra premiare opere iconiche, riconoscibili, capaci di unire forza visiva e qualità storica. Di questa e di altre opere in vendita nelle aste inglese abbiamo già parlato in questo articolo

Oggi l'attenzione si sposta su Parigi, dove il discorso si amplia e si stratifica. Nella Evening Sale del 15 aprile, per esempio, riemergono due tele di Berthe Morisot - Jeune fille accoudée, stimato 700 mila-1 milione di euro, e Jeune fille cueillant des oranges, 600-800 mila euro - provenienti da una collezione privata francese e lontane dal mercato da decenni. Cofondatrice dell’Impressionismo, Morisot appare oggi come una figura sempre più centrale nella rilettura del canone ottocentesco. Le sue giovani figure, immerse in una natura vibrante e domestica insieme, non sono semplici scene intime, ma affermazioni radicali di uno sguardo femminile che ha contribuito a ridefinire i confini stessi della modernità pittorica.

Se l’Impressionismo apre il percorso, l’astrazione ne rappresenta uno dei vertici. L’acquerello Nördlich-Winterlich del 1923 di Paul Klee, stimato 400-600 mila euro, appartiene agli anni del Bauhaus e riflette quel momento in cui teoria del colore e immaginazione poetica si fondono in un linguaggio essenziale e musicale. In parallelo, un disegno di Piet Mondrian, stimato 3,5-5,5 milioni di euro, riporta l’attenzione su uno dei nodi cruciali della storia del disegno moderno, ribadendo il ruolo di Parigi come piazza di riferimento per questo segmento di mercato.

Paul Klee, Nördlich-Winterlich, 1923. Stima 400,000-600,000 euro

Jean-Paul Riopelle, Untitled, 1950. Stima 1,000,000–1,500,000 euro

Il secondo dopoguerra è affidato a una tela del 1950 di Jean-Paul Riopelle, stimata 1-1,5 milioni di euro, che segna il momento in cui l’artista abbandona il pennello per la spatola, costruendo superfici dense di colature e materia. È una pittura che dialoga con l’espressionismo astratto americano ma conserva una tensione europea, lirica, radicata nella Scuola di Parigi. In questo stesso alveo si inseriscono le opere di Serge Poliakoff e Maria Helena Vieira da Silva, nomi che restituiscono la complessità di un ambiente artistico cosmopolita e ancora oggi ricercato dai collezionisti.

Il salto alla contemporaneità è incarnato da Abstraktes Bild (1992) di Gerhard Richter, stimato 1,7-2,5 milioni di euro. Qui la pittura si fa campo di tensione tra controllo e casualità, tra gesto e cancellazione. Richter, da sempre sospeso tra figurazione e astrazione, dimostra come la tela possa restare uno spazio di interrogazione critica, capace di rinnovarsi senza perdere memoria della tradizione.

Un capitolo a parte merita la sezione Thinking Italian, che dopo il debutto autunnale si consolida anche nel calendario primaverile. Non come segmento isolato, ma come trama trasversale che attraversa le diverse vendite. Le opere di Lucio Fontana, Mario Schifano, Ettore Spalletti e Alighiero Boetti restituiscono la varietà e la profondità della ricerca italiana dal dopoguerra in avanti: dal gesto radicale dei tagli di Fontana alla superficie lirica e rarefatta di Spalletti, passando per l’energia mediatica di Schifano e la complessità concettuale di Boetti. È un comparto che negli ultimi anni ha mostrato crescente solidità internazionale, sostenuto da collezionisti europei e americani, e che a Parigi trova ora una vetrina capace di dialogare con un pubblico sempre più ampio.

Riccardo Deni, 20 febbraio 2026 | © Riproduzione riservata

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