Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Riccardo Deni
Leggi i suoi articoliLa storia dell'arte passa inevitabilmente dal suo mercato, così la storia del mercato dell'arte diviene in parte la storia dell'arte stessa. Giro di giostra che ci porta indietro fino al 1989, anno in cui da Christie’s debuttò la The Art of the Surreal Evening Sale, l’unica vendita internazionale interamente consacrata a Dada e Surrealismo. La serie di vendite ha contribuito negli anni a rafforzare la posizione dei due movimenti nella geografia artistica, consolidando il mercato e la diffusione, diffondendone le opere tra collezioni private e musei. Tradizione che si rinnova il 5 marzo, a Londra, con una selezione che attraversa le molteplici anime del Surrealismo europeo, riunendo capolavori di René Magritte, Paul Delvaux, Dorothea Tanning, Max Ernst, Odilon Redon, Joan Miró, Pablo Picasso e Toyen.
A guidare la vendita è «Les grâces naturelles» di René Magritte, stima 6,5-9,5 milioni di sterline. Eseguito intorno al 1961 e esposto sin dall’apertura del Museo Magritte di Bruxelles nel 2009, il dipinto condensa l’essenza poetica e concettuale dell’artista belga. In una tavolozza luminosa e tersa, appare uno dei suoi motivi più celebri, l’uccello-foglia, sospeso nell’istante della metamorfosi: una forma ibrida che incarna la tensione tra visibile e invisibile, tra natura e artificio, cuore del suo pensiero visivo.
René Magritte, Le choeur des sphinges, 1964 (stima: £5,000,000-8,000,000)
Altrettanto emblematico è «Le choeur des sphinges» (1964), stima 5-8 milioni di sterline, in cui Magritte orchestra un paesaggio boschivo abitato da cinque forme fluttuanti - tra cui l’iconica pipa - rese con la medesima texture lignea degli alberi sottostanti. Il gioco di trasformazioni, condotto con ironia e limpidezza formale, rimanda alle sperimentazioni collage degli anni Venti, ma filtrate attraverso la maturità stilistica degli anni Sessanta. Più precoce, e intriso di una sottile ambiguità narrativa, è «La jeunesse illustrée» (1937), stima 1,8-2,5 milioni di sterline. Una scena campestre attraversata da figure e oggetti in processione onirica, acquistata nel 1938 da Paul-Henri Spaak, futuro primo ministro belga, a testimonianza di una provenienza di grande prestigio.
Dopo i risultati eccezionali ottenuti nelle recenti vendite londinesi, Christie’s presenta due opere chiave di Paul Delvaux. «La Ville lunaire» (1944), stima 2-3 milioni di sterline, dipinta nella primavera della Liberazione, è un esempio compiuto della sua visione surrealista matura. Un’architettura silenziosa e metafisica, sospesa in una luce lunare, in cui figure femminili si muovono come apparizioni in uno spazio insieme classico e perturbante. L’opera, rimasta per oltre cinquant’anni nella stessa collezione privata, fu inclusa nella grande retrospettiva al Palais des Beaux-Arts di Bruxelles nel 1944 e alla Biennale di Venezia del 1954. Di analoga intensità è «L’Été» (1963), stima 1,5-2,5 milioni di sterline, in cui cinque figure femminili, avvolte in abiti dai colori senza tempo, popolano un bosco immobile, evocando il dialogo di Delvaux con la tradizione metafisica e la sua personale mitologia del femminile.
Joan Miró, Peinture, 1949 (stima: £1,500,000–2,500,000)
Tra i lotti più magnetici figura «Children’s Games» (1942) di Dorothea Tanning, stima 1-2 milioni di sterline. Dipinto in un momento cruciale della sua ricerca, il quadro mostra due bambine che strappano la carta da parati di un corridoio domestico, rivelando sotto la superficie un brulicare carnale e inquietante. L’immagine, carica di tensione psicologica, sovverte il cliché surrealista della femme-enfant e introduce un tema di emancipazione e turbamento che attraversa l’intera opera dell’artista. Presentato nel 1943 alla storica mostra Exhibition by 31 Women alla galleria Art of This Century di Peggy Guggenheim, il dipinto fu acquistato nel 1948 dalla celebre Gypsy Rose Lee, a conferma di una storia collezionistica affascinante.
Un’altra voce femminile di primo piano è quella di Toyen con «Le devenir de la liberté» (1946), stima 1,2-2,2 milioni di sterline. Realizzato subito dopo la fine della Seconda guerra mondiale, quando l’artista ceca riemergeva da anni di clandestinità, il dipinto intreccia minuzia descrittiva e immaginazione visionaria. Qui una massa di piselli si addensa fino a suggerire una figura umanoide ambigua, mentre rondini solcano un cielo illusionistico. Natura e interno domestico si compenetrano in un’allegoria della rinascita, segno del rinnovato dialogo tra il Surrealismo ceco e quello parigino. Dalla Renker Collection proviene «Peinture» (1949) di Joan Miró, stima 1,5-2,5 milioni di sterline, appartenente al ciclo delle cosiddette Slow Paintings. Con le sue forme sospese, i segni calibrati e le superfici minuziosamente lavorate, l’opera rivela una dimensione poetica e contemplativa che Jacques Dupin definì tra le più alte dell’intera carriera dell’artista catalano.
Altri articoli dell'autore
La scultura viene offerta per la prima volta sul mercato, a Londra. Dopo oltre settant’anni nella stessa collezione britannica, è l’unico esemplare ancora in mani private
L’apertura della struttura è accompagnata da un intenso programma di mostre e vendite che dialogano direttamente con l’identità architettonica e culturale dell’edificio
Protagonista di mostre museali e in galleria, sempre presente nelle aste e fiere più importanti del mondo, l'autore si conferma tra i punti di riferimento dell'intero sistema artistico
La Estorick Collection inaugura il 2026 con una mostra dedicata ad Alessandro Mendini. Dalla celebre «Poltrona Proust» agli iconici cavatappi Alessi, la mostra, fino al 10 maggio 2026, esplora il suo approccio colto e pop che ha unito il mondo dell'arte a quello della produzione industriale.



