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«L’Apocalypse»

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«L’Apocalypse»

Furto incredibile in Francia: rubato un libro di 210 chili con la copertina di Dalí, è il «libro più prezioso del mondo»

Ancora un furto in un’istituzione culturale francese. Nella notte tra domenica e lunedì i ladri sono entrati nel Centro d’arte contemporanea d’Issoire, in Auvergne, e hanno portato via «L’Apocalypse», monumentale libro d’artista di 210 chilogrammi commissionato nel 1959 dall’editore Joseph Forêt. La sola copertina in bronzo, realizzata da Salvador Dalí, pesa 150 chili; all’interno opere di Georges Mathieu, Bernard Buffet, Leonor Fini, Foujita, Pierre-Yves Trémois e Ossip Zadkine e testi, tra gli altri, di Jean Cocteau, Emil Cioran, Jean Giono ed Ernst Jünger. Il valore dell’opera, un tempo presentata come «il libro più prezioso del mondo», sarebbe di diversi milioni di euro.

Sophie Seydoux

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Non è un libro che si possa nascondere sotto una giacca. Pesa 210 chilogrammi, 150 dei quali appartengono alla sola copertina in bronzo realizzata da Salvador Dalí. Eppure nella notte tra domenica e lunedì qualcuno è riuscito a portarlo via dal Centro d'arte contemporanea d'Issoire, in Auvergne.

Si tratta di L'Apocalypse, monumentale libro d'artista realizzato a partire dalla fine degli anni Cinquanta e considerato all'epoca «il libro più prezioso del mondo». Oro, pietre preziose, una copertina di Dalí e il contributo di alcuni dei maggiori artisti e intellettuali europei del Novecento ne fanno un'opera difficilmente assimilabile a un normale volume illustrato. Il suo valore è stimato in diversi milioni di euro. Sul furto è stata aperta un'inchiesta. La storia dell'opera comincia nel 1959, quando l'editore di libri d'arte Joseph Forêt decide di costruire un progetto editoriale intorno all'Apocalisse di san Giovanni. Il principio è ambizioso: mettere insieme pittura, letteratura e arte del libro in un unico oggetto. Forêt coinvolge sette artisti, chiedendo a ciascuno tre opere: Salvador Dalí, Georges Mathieu, Bernard Buffet, Leonor Fini, Léonard Foujita, Pierre-Yves Trémois e Ossip Zadkine. Accanto alle immagini vengono chiamati sette scrittori e intellettuali per commentare il testo: Jean Cocteau, Jean Rostand, Daniel-Rops, Jean Guitton, Emil Cioran, Jean Giono ed Ernst Jünger. Dalí realizza la parte più immediatamente riconoscibile dell'insieme: una gigantesca copertina in bronzo che da sola raggiunge i 150 chilogrammi. All'interno, materiali preziosi e interventi artistici trasformano il libro in un oggetto che appartiene tanto alla storia dell'editoria quanto a quella dell'arte del secondo Novecento.

Dal 1961 L'Apocalypse comincia a viaggiare ed essere esposto in diverse parti del mondo. Passa successivamente in Svizzera e in Giappone, fino ad arrivare, nel 2002, nelle mani del collezionista Christian Karoutzos. La vicenda personale del proprietario aggiunge ora un elemento quasi paradossale alla storia del furto. Soltanto lo scorso agosto Karoutzos aveva raccontato a Le Parisien di avere acquistato il libro seguendo un impulso immediato. «L'ho comprata per un colpo di fulmine, d'istinto, senza riflettere. Ho impiegato dieci anni a pagarla, lavorando sette giorni su sette», aveva raccontato. Alla domanda sul prezzo aveva risposto semplicemente: «Qualche milione di euro». Per ventiquattro anni l'opera è rimasta nella sua collezione. Poi, proprio quest'estate, Karoutzos aveva deciso di renderla nuovamente accessibile al pubblico esponendola nel suo Centro d'arte contemporanea di Issoire.

Pochi mesi dopo è scomparsa. Le dimensioni e soprattutto il peso dell'opera rendono il furto particolarmente insolito. Spostare 210 chilogrammi, compresa una copertina di bronzo da 150, richiede inevitabilmente un'operazione molto diversa da quella necessaria per sottrarre un dipinto di piccole dimensioni o un oggetto facilmente trasportabile. Al momento, tuttavia, gli elementi forniti non permettono di ricostruire modalità, numero delle persone coinvolte o destinazione del libro. C'è poi un'altra difficoltà evidente: L'Apocalypse è praticamente impossibile da confondere con qualsiasi altra opera. È un esemplare unico, ampiamente documentato, con una storia espositiva internazionale e caratteristiche materiali immediatamente riconoscibili. Proprio questa unicità, che ne determina il valore, rende molto complessa un'eventuale ricomparsa sul mercato ufficiale.

Il furto arriva inoltre mentre in Francia rimane alta l'attenzione sulla sicurezza delle collezioni e delle istituzioni culturali. Nel caso di Issoire, la sproporzione tra la monumentalità dell'oggetto sottratto e la possibilità che qualcuno sia riuscito effettivamente a portarlo fuori dal centro rende inevitabile anche una domanda sulle condizioni nelle quali l'opera era custodita. Karoutzos ha reagito con parole durissime. Intervistato dalla radio locale Ici Pays d'Auvergne, ha definito L'Apocalypse «un'opera unica al mondo», aggiungendo: «Hanno assassinato il patrimonio francese, hanno assassinato la Francia». Per il collezionista è anche la perdita dell'opera alla quale aveva dedicato dieci anni di lavoro per riuscire a pagarne l'acquisto e che, dopo quasi un quarto di secolo, aveva appena deciso di mostrare al pubblico. Adesso quel libro da 210 chili, costruito con il contributo di Dalí, Cocteau, Cioran, Foujita, Buffet, Fini, Jünger e Zadkine, è scomparso. E proprio la caratteristica che per decenni ne aveva alimentato la fama potrebbe diventare il principale ostacolo per chi l'ha rubato: è difficile immaginare un libro più complicato da nascondere e, soprattutto, più impossibile da vendere senza essere riconosciuto.

Sophie Seydoux, 06 ottobre 2026 | © Riproduzione riservata

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