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Sophie Seydoux
Leggi i suoi articoliDopo 260 anni di storia, Christie's allarga ulteriormente i confini di ciò che può entrare in una grande casa d'aste. Cinema e televisione, musica e strumenti musicali, cimeli sportivi, scienza e tecnologia, storia naturale, moda e design popolare confluiranno in una nuova divisione globale dedicata alla cultura pop, con diverse aste ogni anno. A guidarla da New York sarà Josh Benesh, già responsabile della strategia e consulente legale di Heritage Auctions.
La decisione non nasce dal nulla. Christie's vende da tempo collezioni appartenute a celebrità come Elizabeth Taylor, Audrey Hepburn, Elton John, George Michael, Mark Knopfler e David Gilmour. Ciò che cambia è la scala dell'operazione: una successione di vendite viene trasformata in un dipartimento permanente, riconoscendo alla cultura pop una posizione autonoma nell'organizzazione internazionale della casa. A fornire la prova economica è stata soprattutto la dispersione della collezione di Jim Irsay, il proprietario degli Indianapolis Colts scomparso nel 2025. In cinque aste Christie's ha venduto 404 lotti per 105,3 milioni di dollari, indicati dalla casa come il totale più alto mai raggiunto da una collezione di memorabilia. Le prime quattro vendite avevano già totalizzato 94,5 milioni, con il 100% dei lotti venduti e 28 record d'asta.
La collezione rende bene l'idea della progressiva dissoluzione delle categorie tradizionali. Accanto al dattiloscritto originale di On the Road di Jack Kerouac e a documenti presidenziali comparivano alcune delle chitarre più riconoscibili della storia del rock. La «Black Strat» di David Gilmour è stata venduta per 14,5 milioni di dollari, diventando la chitarra più costosa mai passata in asta; figuravano inoltre la «Tiger» di Jerry Garcia e la Fender Mustang utilizzata da Kurt Cobain nel video di Smells Like Teen Spirit. Christie's arriva peraltro su un terreno già esplorato dai concorrenti. Sotheby's ha istituito nel 2021 un dipartimento dedicato a Science and Popular Culture; Bonhams organizza da anni aste di memorabilia dell'intrattenimento; Freeman's opera tra cultura pop, fumetti, videogiochi e giocattoli. Heritage Auctions ha costruito invece un'attività di grandi dimensioni proprio attorno ai collectibles.
Christie's non sembra però intenzionata a competere sul volume. Brennan ha dichiarato che la casa vuole privilegiare oggetti dotati di provenienza e significato culturale sufficientemente forti da poter essere trattati attraverso lo stesso dispositivo narrativo utilizzato per le belle arti e le grandi collezioni private. La cultura pop non viene semplicemente aggiunta al catalogo: viene sottoposta agli stessi meccanismi attraverso cui una casa d'aste costruisce valore - provenienza, rarità, storia, autenticità, esposizione, catalogazione e competizione tra compratori. L'obiettivo finale è però il pubblico. Christie's considera l'ingresso di clienti più giovani e nuovi nel mercato secondario una questione strategica. Lusso, orologi, gioielli, borse e vini hanno già funzionato come categorie di accesso; secondo Brennan, il 75% delle offerte nelle aste luxury arriva ormai attraverso gli strumenti online della casa. La cultura pop rappresenta il passaggio successivo: un universo di oggetti immediatamente riconoscibili da pubblici che potrebbero non avere mai partecipato a un'asta d'arte. Il pallone Wilson di Cast Away, una chitarra di Kurt Cobain o un oggetto appartenuto a una star possono dunque diventare qualcosa di più di memorabilia. Per Christie's sono potenzialmente la prima porta attraverso cui entra il collezionista di domani.
Sophie Seydoux
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