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Sofia Piperno
Leggi i suoi articoliPer cinque giorni, dal 14 al 18 ottobre, Londra torna a essere uno dei principali punti di incontro del sistema internazionale dell'arte contemporanea. Le due fiere di Regent's Park, Frieze London e Frieze Masters, richiamano galleristi, collezionisti, curatori e direttori di museo, ma è soprattutto il programma diffuso nella città a rendere la settimana un osservatorio privilegiato sulle trasformazioni della scena artistica. Le grandi retrospettive istituzionali convivono con mostre di artisti emergenti, progetti promossi da fondazioni private, nuove aperture e iniziative che mettono in relazione mercato e collezioni pubbliche.
Robert Ryman, la pittura come materia
Uno degli appuntamenti istituzionali più importanti è «Robert Ryman: The Real Thing», al Barbican dall'8 ottobre 2026 al 28 febbraio 2027. È la prima grande mostra britannica dedicata al pittore americano (1930-2019) da oltre trent'anni e riunisce più di sessanta opere, dai primi esperimenti della metà degli anni Cinquanta fino ai lavori degli anni Duemila.
La ricerca di Ryman, spesso associata alla pittura monocroma, è in realtà un'indagine rigorosa sulle condizioni materiali del dipingere. Il bianco, il formato quadrato, i supporti e i sistemi di fissaggio diventano elementi attraverso i quali mettere in discussione la natura stessa dell'opera. Una mostra che restituisce la complessità di un artista fondamentale per comprendere le trasformazioni della pittura del secondo Novecento.
Sturtevant, l'originalità messa in discussione
Dal 15 ottobre al 20 dicembre, Raven Row presenta «Sturtevant: I Am Taking My Head and Getting Out of Here», dedicata a una delle figure più radicali dell'arte concettuale americana. Attraverso dipinti, installazioni, oggetti, tessuti e video, la mostra ripercorre la ricerca di Elaine Sturtevant (1924-2014), nota per aver riproposto opere di artisti come Andy Warhol, Jasper Johns e Felix Gonzalez-Torres.
La ripetizione, nella sua pratica, non è mai stata una semplice imitazione, ma uno strumento per interrogare i meccanismi dell'autorialità, della riconoscibilità e della circolazione delle immagini. Questioni che assumono oggi una nuova attualità, in un contesto nel quale la produzione e la riproduzione delle immagini sono al centro di un profondo cambiamento tecnologico.
Nicole Eisenman, Rebecca Warren e le nuove forme della figura
La programmazione delle gallerie londinesi riserva un ruolo centrale ad alcune protagoniste della ricerca contemporanea. Sadie Coles HQ, nella sede di Savile Row, presenta fino al 21 novembre una mostra di nuovi dipinti e sculture di Nicole Eisenman, la cui pittura intreccia figurazione, critica sociale e riferimenti alla storia dell'arte. La personale coincide con la presentazione di una nuova scultura monumentale nel cortile della Royal Academy of Arts.
Da Maureen Paley, nelle due sedi di Herald Street e Three Colts Lane, Rebecca Warren presenta «There Will Be Another You», aperta dal 9 ottobre al 12 dicembre. La mostra riunisce nuove sculture dell'artista britannica, la cui ricerca attraversa da tempo le convenzioni della rappresentazione del corpo, le tradizioni della scultura moderna e le possibilità espressive dei materiali. Sempre da Sadie Coles, ma nella sede di Bury Street, Catherine Murphy espone fino al 7 novembre una serie di dipinti e disegni dedicati a situazioni e oggetti quotidiani, reali o immaginati, osservati attraverso prospettive inattese. La sua pittura, caratterizzata da un'attenzione quasi ossessiva ai dettagli, trasforma l'ordinario in un campo di tensione visiva.
Pope.L e la radicalità della performance americana
Da Modern Art, nella sede di Bennet Street, apre il 13 ottobre «Pope.L: Five Decades», una mostra che attraversa quasi cinquant'anni della ricerca dell'artista americano, scomparso nel 2023. Il percorso comprende opere legate alle prime performance, fotografie, dipinti, sculture, video e lavori su carta.
Particolare attenzione è riservata alla pittura, una componente della pratica di Pope.L meno frequentemente discussa rispetto alle celebri azioni performative. La mostra permette di osservare la continuità di una ricerca che ha interrogato il corpo, le gerarchie sociali, le disuguaglianze e le convenzioni dello spazio pubblico americano.
Nuove istituzioni e fondazioni: Nicoletta Fiorucci
Tra gli appuntamenti che segnalano il ruolo crescente delle fondazioni private nella scena londinese figura «Nothing Personal», personale di Alex Margo Arden alla Nicoletta Fiorucci Foundation, aperta dal 9 ottobre 2026 al 23 gennaio 2027. Il progetto prende in esame gli oggetti personali appartenuti ad Amy Winehouse, ricostruendoli attraverso una pratica di ricerca e rievocazione. Arden indaga il modo in cui la morte e la celebrità modificano il valore degli oggetti quotidiani, trasformandoli in testimonianze, reliquie e beni destinati alla speculazione. La mostra affronta così il rapporto tra autenticità, proprietà, memoria e mercato, con un'attenzione particolare ai processi attraverso i quali viene costruito il valore culturale.
La fondazione sarà inoltre protagonista a Frieze London con la seconda edizione del Nicoletta Fiorucci Foundation Prize, destinato a sostenere pratiche sperimentali e forme di presentazione non convenzionali nella sezione Focus. Il premio prevede 10mila sterline, da dividere tra l'artista vincitore e la sua galleria, oltre alla commissione di un nuovo progetto per la fondazione londinese. La prima edizione, nel 2025, era stata assegnata proprio ad Alex Margo Arden.
L'arte come testimonianza: Gabrielle Goliath e Martine Syms
Il rapporto tra immagini, memoria e rappresentazione attraversa anche alcuni dei progetti istituzionali più interessanti della settimana. Da Ibraaz, dall'8 ottobre, Gabrielle Goliath presenta «Elegy», progetto sviluppato nell'arco di oltre un decennio attraverso performance e installazioni dedicate al lutto collettivo, alla violenza e alle storie cancellate. Dopo le vicende legate al Padiglione sudafricano della Biennale di Venezia, l'opera arriva a Londra in una presentazione istituzionale. Parallelamente, Ibraaz ospita una residenza della biblioteca di Earshot, organizzazione non profit fondata da Lawrence Abu Hamdan, dedicata all'uso del suono nell'indagine sulle violazioni dei diritti umani e ambientali.
Da Sadie Coles HQ, nella sede di Kingly Street, Martine Syms presenta invece due nuovi film, «RW-LO» ed «Ex Voto», nei quali realtà e finzione si sovrappongono attraverso riferimenti alla cultura televisiva e ai rituali della rappresentazione contemporanea.
Evelyn Taocheng Wang e le identità in trasformazione
Al Goldsmiths Centre for Contemporary Art, fino al 13 dicembre, Evelyn Taocheng Wang è protagonista della sua prima mostra istituzionale nel Regno Unito, «Being Poetic Ruins Life». Il percorso riunisce opere selezionate attraverso il suo alter ego, «The Cultural Whore», figura narrativa che permette all'artista di interrogare gli equivoci culturali, le convenzioni della storia dell'arte e le costruzioni sociali dell'identità. Moda, design, letteratura e questioni di genere si intrecciano in una ricerca che mette continuamente in discussione i confini tra autobiografia, finzione e rappresentazione.
Sempre sul versante delle nuove geografie artistiche, Gasworks presenta il lavoro di Paloma Contreras Lomas, artista messicana che utilizza fantascienza latinoamericana, satira politica e immaginari popolari per costruire un'installazione ispirata alle diverse figure di Antigone nella storia dell'America Latina.
Liz Larner e Isaac Julien: scultura, ecologia e trasformazione
Al Camden Art Centre, fino al 17 gennaio 2027, Liz Larner presenta «A hard line to bend», la sua prima mostra istituzionale nel Regno Unito. Il progetto riunisce opere esistenti e nuove sculture che combinano ceramica, bronzo e legno di madrone, richiamando la mitologia mesopotamica per riflettere sui rapporti tra le origini della civiltà e le crisi ambientali, sociali e politiche contemporanee.
A The Cosmic House, fino al 18 dicembre, Isaac Julien presenta invece un'installazione site-specific di «All That Changes You. Metamorphosis», opera video realizzata con Mark Nash. La versione a schermo singolo è stata concepita in relazione all'architettura dell'edificio e affronta, attraverso una struttura narrativa non lineare, le trasformazioni ecologiche, culturali e temporali.
La pittura nelle gallerie: Graham Little, Maren Karlson e Ce Roser
La Frieze Week offre anche l'occasione per osservare ricerche pittoriche molto differenti. Da Alison Jacques, in Cork Street, Graham Little presenta fino al 7 novembre nuovi lavori a gouache che prendono spunto dal linguaggio della fotografia di moda, concentrandosi sugli oggetti, sulle superfici e sui gesti attraverso i quali viene costruita e rappresentata la bellezza. Da Soft Opening, fino al 17 ottobre, Maren Karlson espone «LAG», quindici dipinti che affrontano il rapporto tra arte e violenza politica. Il punto di partenza sono immagini giornalistiche delle distruzioni provocate dalla Rote Armee Fraktion, rielaborate attraverso un procedimento di rifotografia che introduce vuoti e interruzioni nella rappresentazione.
Da VeneKlasen, fino al 5 dicembre, «Running with the Sun, Works 1961-2014» riunisce cinque decenni di ricerca di Ce Roser, artista e attivista femminista centenaria residente a New York. È la sua prima personale fuori dagli Stati Uniti da oltre sessant'anni e permette di ripercorrere una pratica astratta sviluppata attraverso relazioni artistiche tra Asia, Europa e America.
I premi e le acquisizioni: quando Frieze diventa un'occasione per i musei
La settimana londinese è anche un momento nel quale si consolidano i rapporti tra mercato e istituzioni pubbliche.
Il 14 ottobre sono attesi gli annunci relativi a diversi programmi di acquisizione e sostegno agli artisti. L'Arts Council Collection prosegue la collaborazione con Frieze per acquistare opere di artisti emergenti e a metà carriera, destinate a entrare in una delle collezioni pubbliche più diffuse del Regno Unito. Il Camden Art Centre Emerging Artist Prize, giunto all'ottava edizione, seleziona un artista della sezione Focus al quale viene offerta la possibilità di realizzare una personale nell'istituzione londinese. Tra i precedenti vincitori figurano Julien Creuzet, Wong Ping, Tenant of Culture e Marina Xenofontos.
La Contemporary Art Society celebra invece dieci anni di collaborazione con Frieze introducendo il Dasha Shenkman Focus Fund, destinato all'acquisizione di opere di giovani artisti per le istituzioni pubbliche britanniche. Il nuovo fondo si affianca al CAS Collections Fund, che ha costruito nel tempo un modello di collaborazione tra curatori museali e collezionisti privati.
Frieze London e Frieze Masters, Regent's Park, Londra, 14-18 ottobre 2026.
Sofia Piperno
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Il nuovo rapporto Art Basel-UBS, realizzato da Clare McAndrew su 3.100 collezionisti facoltosi in dieci mercati internazionali, registra una forte crescita della spesa dei più giovani. Cambiano anche i comportamenti: aumentano le ricerche indipendenti, gli acquisti diretti dagli artisti e l'utilizzo dell'intelligenza artificiale. Ma la maggioranza dei collezionisti preferisce mantenere riservata la proprietà delle opere.
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Dal 22 al 27 settembre lo spazio Atrium di Durazzi, in via Rosolino Pilo a Milano, riunisce quindici artisti e professionisti creativi attraverso opere, installazioni, oggetti, materiali d’archivio e performance. Immaginata da Marta Cereda, Ilenia Durazzi e Katia Miha, «The Atrium Show» comprende lavori e interventi di Iva Lulashi, Nona Inescu, Careof, Lucia Cristiani, Raphael Danke, Caterina Gobbi e altri protagonisti. Nella serata inaugurale le performance di Gaia Ginevra Giorgi e Cult of Magic e, su invito, la presentazione della collezione Primavera/Estate 2027 del marchio fondato nel 2022 da Ilenia Durazzi e Maurizio Cattelan.
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