Image

Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine

Image

Veduta esterna dello Stephen A. Schwarzman Centre for the Humanities, University of Oxford

Foto © David Levene

Image

Veduta esterna dello Stephen A. Schwarzman Centre for the Humanities, University of Oxford

Foto © David Levene

Finanziato con 150 milioni di sterline il nuovo Schwarzman Centre di Oxford

Apre il 25 aprile un nuovo centro di eccellenza per le arti e le discipline umanistiche nella città universitaria britannica. Comprenderà una sala da concerto, un teatro, una galleria, la sede per 7 facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università, l’Institute for Ethics in AI, l’Oxford Internet Institute e la Bodleian Humanities Library

Gaspare Melchiorri

Leggi i suoi articoli

Il 25 aprile apre ad Oxford lo Stephen A. Schwarzman Centre, un nuovo centro di eccellenza per le arti e le discipline umanistiche. Finanziato dalla maggior donazione singola mai effettuata in epoca moderna all’Università di Oxford (per un ammontare di 150 milioni di sterline) e progettato dallo studio di architettura britannico Hopkins Architects, questo polo comprende la prima sala da concerto al mondo ad ottenere la certificazione Passivhaus (per gli edifici a bassissimi consumi ed elevatissima efficienza energetica), un teatro, una galleria e una sede all’avanguardia per sette facoltà della Sezione di Lettere e Filosofia dell’Università, l’Institute for Ethics in AI, l’Oxford Internet Institute e la nuova Bodleian Humanities Library.

Il programma culturale, diretto da John Fulljames, pone al centro la sperimentazione e la co-creazione. Il festival Open House, gratuito e della durata di un giorno, proprio il 25 aprile, comprende l’inaugurazione della nuova Sohmen Concert Hall da 500 posti, con un’esibizione dello Scottish Ensemble. Il pubblico potrà assistere alla prima mondiale di «360 Vessels» dell’artista Es Devlin e del compositore Nico Muhly con il coro da camera Schola Cantorum, che si terrà sotto la cupola di vetro della Great Hall. Gli artisti e pionieri dell’IA Refik Anadol e Anna Ridler presenteranno ciascuno nuove opere digitali create utilizzando l’IA, mentre un estratto di «The Mad Hatter’s Tea Party» di ZooNation andrà in scena nel nuovo teatro da 250 posti.

Il festival prevede inoltre esibizioni a sorpresa durante tutta la giornata nella Great Hall: la professoressa Jieun Kiaer esplorerà l’universo culturale che sta dietro alla storia del cartone animato-musical KPop Demon Hunters, la pluripremiata poetessa Yomi Ṣode curerà una serie di performance di «spoken word» dal vivo, i gruppi di danza e performance Head over Wheels, Justice in Motion, Body Politic Youth e The Cocoa Butter Club si esibiranno in estratti speciali, mentre lo sketch scritto su misura da Richard Curtis per lo Schwarzman Centre, «What have the humanities ever done for us?» («Che cosa hanno mai fatto le discipline umanistiche per noi?»), sarà interpretato dall’attore Tim McInnerny.

Il programma inaugurale dello Schwarzman Centre spazia dalle arti visive al teatro, dalla danza alla musica, dalla letteratura ai dibattiti, con una serie di eventi gratuiti o a pagamento. Il pubblico avrà l’opportunità di vedere una schiera di artisti e performer di fama internazionale, tra cui Cynthia Erivo, Nitin Sawhney, Lil Buck, Edmund de Waal, Brian Eno e Kae Tempest.

Veduta della Great Hall dello Stephen A. Schwarzman Centre for the Humanities, Università di Oxford. Foto © David Levene

Al centro del programma ci sono gli Schwarzman Centre Cultural Fellows, un gruppo di artisti provenienti da tutto il mondo che stanno collaborando con i principali accademici di Oxford per creare opere nuove e pionieristiche. La «scuderia» iniziale degli Schwarzman Centre Cultural Fellows è composta da Refik Anadol, Lil Buck, Anna Clyne, Bryce Dessner, Rhiannon Giddens, Sarah Jones, Taylor Mac, Sir Wayne McGregor, Suzan-Lori Parks, Anoushka Shankar, Dan Smith, Kae Tempest, Nitin Sawhney e i «Bloomberg-Oxford Fellows» Es Devlin, Hans Ulrich Obrist e Marshmallow Laser Feast.

Il programma 2026 dello Schwarzman Centre propone due grandi cicli tematici. «Unfinished Revolutions» (da maggio a giugno) esplora l’eredità della Dichiarazione d’Indipendenza degli Stati Uniti del 1776, con la partecipazione di Cécile McLorin Salvant, Taylor Mac, Anna Clyne e la superstar americana della street dance Lil Buck. «Utopia Now!» (da ottobre a novembre) invita il pubblico a lasciarsi ispirare dal pensiero utopico e a immaginare futuri audaci, con momenti salienti, tra cui una nuova commissione di Nitin Sawhney e una Storia dell’Utopia, guidata da Brian Eno e Kim Stanley Robinson.

John Fulljames, direttore del programma culturale dello Schwarzman Centre dell’Università di Oxford, ha dichiarato: «Sono lieto di vedere il pubblico interagire con una tale varietà di opere realizzate da artisti di fama internazionale. Allo Schwarzman Centre riuniamo ricercatori, artisti e comunità per dare vita a nuove collaborazioni che amplino e approfondiscano la ricerca dell’Università e ci aiutino a esplorare cosa significhi essere umani oggi».

Lord Hague of Richmond, cancelliere dell’Università di Oxford, ha commentato: «Questo straordinario investimento di Stephen A. Schwarzman rappresenta un enorme voto di fiducia nelle discipline umanistiche. L’inaugurazione dello Schwarzman Centre arriva in un momento in cui le prospettive degli esperti di discipline umanistiche non sono mai state così importanti per affrontare le grandi sfide che il mondo si trova ad affrontare, tra cui l’intelligenza artificiale, i diritti umani e l’ambiente. I benefici derivanti dal riunire studenti e ricercatori eccellenti provenienti da così tante discipline in un edificio all’avanguardia si faranno sentire per le generazioni a venire».

Gaspare Melchiorri, 22 aprile 2026 | © Riproduzione riservata

Altri articoli dell'autore

Una 28enne turista straniera si stava cimentando in una «sfida prematrimoniale» sul capolavoro dell’Ammannati in piazza della Signoria: individuata dalla Polizia municipale, è stata fatta subito uscire dalla fontana

Della pittrice americana il museo svizzero espone oltre cinquanta opere, nella maggior mostra europea di sempre dedicata alla sua opera

In ordine cronologico è solo l’ultima di una lunga serie di restituzioni ottenute presso i musei di tutto il mondo dal Paese della Mezzaluna, che con una continua campagna di informazione mira a recuperare il proprio patrimonio culturale

La nuova costruzione è un’enorme distesa ondulata di cemento che aggiunge oltre 10mila metri quadrati di spazio espositivo al museo, oltre a 1,4 ettari di parco pubblico

Finanziato con 150 milioni di sterline il nuovo Schwarzman Centre di Oxford | Gaspare Melchiorri

Finanziato con 150 milioni di sterline il nuovo Schwarzman Centre di Oxford | Gaspare Melchiorri