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Roberto Mercuzio
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Dopo oltre un anno di lavori all’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, torna a Brescia la preziosa croce processionale realizzata nel 1501 da Gian Francesco dalle Croci per la chiesa di San Francesco. Considerata uno dei più significativi esempi dell’oreficeria rinascimentale lombarda, l’opera è stata sottoposta a un accurato intervento conservativo grazie alla collaborazione tra l’istituto fiorentino e la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Bergamo e Brescia.
La croce era arrivata a Firenze il 29 luglio 2025. Le indagini preliminari hanno evidenziato soprattutto un consistente deposito di particellato atmosferico e sostanze grasse, insieme ai naturali processi di solfurazione e ossidazione dell’argento. Il fenomeno aveva creato una patina scura e diffusa, rendendo più difficile apprezzare la qualità dei materiali e la ricchezza dei dettagli. Non sono invece emerse criticità strutturali o forme di degrado tali da rendere necessario lo smontaggio integrale del manufatto.
L’intervento si è quindi concentrato principalmente sulla pulitura delle superfici, eseguita soprattutto con la «tecnica dry» mediante gomme abrasive. Una metodologia che è anche oggetto di sperimentazione nell’ambito del progetto Pnrr Changes e che ha permesso di applicare nuove procedure conservative a un’opera di particolare valore storico e artistico.
Realizzata in argento fuso, sbalzato e dorato, con smalti policromi e raffinati rilievi a niello, la croce presenta un complesso programma iconografico legato alla spiritualità francescana. Al centro compaiono Cristo crocifisso e san Francesco nell’episodio della ricezione delle stimmate; intorno si sviluppano figure di santi e scene della Passione e della Resurrezione. L’apparato decorativo sottolinea così il rapporto tra Francesco d’Assisi e Cristo, secondo l’ideale francescano dell’«alter Christus» (espressione che indica la conformità totale e radicale di San Francesco d’Assisi alla figura di Gesù Cristo).
Commissionata in base al lascito testamentario di frate Francesco Sansone de Brixia, ministro generale dell’Ordine francescano dal 1475 al 1499, la croce torna ora nella sua sede bresciana. Il restauro ne restituisce una più nitida leggibilità, permettendo di cogliere nuovamente la raffinatezza delle decorazioni e l’intensità del programma figurativo che ne fanno un autentico capolavoro dell’oreficeria lombarda del primo Cinquecento.
Roberto Mercuzio
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