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Daria Berro
Leggi i suoi articoliNon è il «Ritratto della contessa Colleoni» e non è di Giuseppe Vittore Ghislandi, detto Fra Galgario (1655-1743). Il dipinto sottratto al mercante olandese Jacques Goudstikker durante l’occupazione nazista dei Paesi Bassi e ricomparso lo scorso agosto, dopo ottant’anni, in un’abitazione di Mar del Plata in Argentina di proprietà degli eredi di un alto funzionario delle SS, Friedrich Gustav Kadgien. Si tratta, invece, del «Ritratto di signora con guanti e libro» di Giacomo Ceruti, Il Pitocchetto (1698-1767).
La magistratura di Mar del Plata aveva affidato la perizia sull’opera a esperti dell’Academia Nacional de Bellas Artes argentina Ángel Miguel Navarro e Alejo Gabriel Lo Russo, che hanno confermato l’identità dell’autore, stimando il valore del dipinto in 250mila euro. A contestare subito l’attribuzione a Ghislandi, circolata dopo la pubblicazione dell'inchiesta dei giornalisti olandesi di «Algemeen Dagblad» cui si deve il ritrovamento dell’opera, era stata la direttrice dell’Accademia Carrara, Maria Luisa Pacelli: sulle pagine di Bergamo News puntualizzava che il dipinto «è presente nel catalogo generale dell’artista Giacomo Ceruti pubblicato da Mina Gregori nel 1982», facendo anche chiarezza sul titolo.
La perizia degli esperti argentini ha confermato che, nel corso del tempo, il dipinto è stato considerato di volta in volta come opera di Fra’ Galgario e del Pitocchetto, nonostante nell’inventario della collezione Goudstikker la paternità dell'opera sia attribuita a Ghislandi: «Nel 1927 fu attribuito da Roberto Longhi a Ceruti, tuttavia nel 1934 fu esposto allo Stedlijk Museum di Amsterdam come opera di Ghislandi. Con la stessa attribuzione fu esposto nel 1936 al castello di Nyenrode ad Amsterdam. Infine, nel 1982, Mina Gregori la inserì nel corpus di Ceruti nel suo catalogo sull’autore». L’expertise di Navarro e Lo Russo si è basata su documentazione storica, inventari e fotografie conservate presso l’Rkd-Nederlands Instituut voor Kunstgeschiedenis l’Istituto Olandese di Storia dell’Arte dell’Aia, dove è stata rintracciata un’immagine corrispondente al dipinto ritrovato (indicato però nella fotografia come opera di Ghislandi), nonché su elementi stilistici. La resa accurata degli abiti della ritrattata, hanno sottolineato Navarro e Lo Russo, rimanda a opere come il «Ritratto della marchesa Laura Vitali Aliprandi» (1740) di Ceruti della Pinacoteca Tosio Martinengo di Brescia.
Il «Ritratto di signora» faceva parte delle circa 1.300 opere, tra cui capolavori di Rembrandt e Vermeer, possedute da Jacques Goudstikker. Durante l’occupazione nazista, la collezione fu confiscata e «acquistata» da alti funzionari del Terzo Reich a circa un sesto del suo valore reale. Goudstikker morì nel 1940, cadendo da una nave nel Canale della Manica mentre tentava di fuggire dai nazisti.Il dipinto figurava nell’elenco delle opere d’arte scomparse compilato dalla Rijksdienst voor het Cultureel Erfgoed (Rce), l’agenzia olandese per il patrimonio culturale e nel Lost Art Database, dov'è registrato con numero 2577 (Goudstikker) come «Ritratto di signora (Contessa Colleoni)» di Ghislandi, Fra Vittore.. La scheda dell'opera ne ricostruisce la provenienza a partire dagli inizi del Novecento: Vendita Arrigoni, Milano, 7 gennaio 1903, N. 67; coll. Carlo Foresti, Milano; Coll. Giuseppe Beltrami, Milano, 1911; Jacques Goudstikker, Amsterdam; confiscato dai nazisti, Amsterdam, luglio 1940; Alois Miedl, Amsterdam; Dr. Friedrich Gustav Kadgien dall’8 maggio 1944 al 1978, Argentina. Lo scorso agosto i giornalisti di «Algemeen Dagblad» l’hanno riconosciuto in una fotografia pubblicata su un sito di un’agenzia immobiliare, che mostrava il dipinto appeso nel salotto di una casa a Mar del Plata in vendita, di proprietà di Patricia Kadgien, figlia di Friedrich Gustav, e del marito Juan Carlos Cortegoso. Una prima perquisizione della polizia nella villetta della coppia si era risolta con un nulla di fatto, perché il dipinto era nel frattempo scomparso. Successivamente Kadgien e Cortegoso lo hanno ha consegnato alle autorità; al giudice federale di Mar del Plata, Santiago Inchausti, ne ha affidato la custodia alla Corte Suprema di Giustizia della Nazione, in attesa che venga determinato a chi riconsegnare definitivamente l’opera..
Kadgien e Cortegoso sono accusati di favoreggiamento aggravato, in quanto il caso connesso a crimini contro l’umanità. L’indagine, considerata senza precedenti in Argentina, è in corso e potrebbe aprire nuovi scenari sul traffico di opere d’arte saccheggiate dal nazismo e sul loro destino nel dopoguerra. Ora, con i risultati della perizia effettuata da Navarro e Lo Russo, l'indagine prosegue presso l’Area Investigativa e Contenziosa dei Casi Semplici di Mar del Plata, che ha prorogato il termine al prossimo marzo.
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