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Eugènia Balcells

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Eugènia Balcells

Addio ad Eugènia Balcells, pioniera del cinema sperimentale e della videoarte in Spagna

È scomparsa a 82 anni a Barcellona. Dalla metà degli anni '70 nelle sue videoinstallazioni e performance scienze, filosofia o letteratura s’intrecciano con la musica, il suono e l'immagine,  in un richiamo alla trasversalità e all'unità della conoscenza

Daria Berro

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In una conversazione con Roald Hoffmann, Premio Nobel per la Chimica nel 1981, nonché scrittore e poeta, Eugènia Balcells, artista d’avanguardia, pioniera nell'uso delle tecnologie nel campo dell'arte e del cinema sperimentale, aveva teorizzato che la luce è la voce della materia. Uomini e universo sono costituiti da materia ed energia, in infinite combinazioni e variazioni, e alla fine tutti noi siamo «un pizzico di stelle». E «La luce è la voce della materia»  è  il  titolo, e  l’idea, che    riunisce una sua serie di  opere  basate su  ricerche scientifiche e il cui  l'obiettivo è favorire  una  comprensione  e interpretazione  più profonda della realtà.

La stella di Eugènia Balcells si è spenta il primo marzo a Barcellona, la città in cui era nata nel 1943. La notizia è stata diffusa dall'agenzia di stampa Efe, che riporta fonti vicine all'artista. 

Cresciuta in una famiglia di inventori e creatori, Balcells si era laureata in architettura e nel 1968 si era trasferita a New York; tre anni dopo aveva conseguito un MA nell’Università dell'Iowa. L’inizio della sua attività artistica data a metà degli anni '70, con una pionieristica produzione nell'ambito del cinema sperimentale e della Videoarte: nelle sue videoinstallazioni e performance scienze, filosofia e letteratura s’intrecciano con la musica, il suono e l'immagine,  in un richiamo alla trasversalità e all'unità della conoscenza. I temi trattati sono legati alla società dei consumi contemporanea e agli effetti dei mezzi di comunicazione sulla cultura di massa. Negli anni successivi si divide  tra New York e Barcellona.   

Tra il 1981 e il 1982, dopo essere entrata in contatto con musicisti americani, tra cui Peter Van Riper, realizza la serie dei «Sound Works». La sua esplorazione dei limiti della percezione visiva si riflette nelle due videoinstallazioni «Color Fields», presentata al Primo Festival Nazionale del Video al Círculo de Bellas Artes di Madrid (1984) e «TV Weave», all'Institute for Art and Urban Resources di New York (1985). Il confronto dell'essere umano con la propria esistenza e le armonie e dissonanze nelle relazioni interpersonali sono temi centrali di opere come «Descansan como en la casa materna I y II», «En Trànsit» e «Sincronías», presentate nel 1995 al Reina Sofía di Madrid. Nel 2010 aveva ricevuto dal re di  Spagna la Medaglia al Merito nelle Belle Arti. Nel 2025 il Mnac-Museu Nacional d’Arte de Catalunya ha esposto una delle sue opere principali, l'installazione multimediale «Des del Centre», un adattamento realizzato appositamente per il museo barcellonese di «From the Center», opera creata a New York tra il 1980 e il 1982. 

La sua ultima opera per uno spazio pubblico è stata un giardino luminoso, «Jardí de llum-Collserola» (2003), installato in permanenza nella stazione della metropolitana Ciutat Meridiana a Barcellona.


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

 

 

 


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Daria Berro, 02 marzo 2026 | © Riproduzione riservata

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