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Stephen Shore, «King Street, Hamilton, Ontario, August 9, 1974»,1974 (stampata 2013-14), stampa cromogenica

Collection of the Vancouver Art Gallery, Gift of the Chan Family, VAG 2023.11.133

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Stephen Shore, «King Street, Hamilton, Ontario, August 9, 1974»,1974 (stampata 2013-14), stampa cromogenica

Collection of the Vancouver Art Gallery, Gift of the Chan Family, VAG 2023.11.133

Ottocento «Uncommon Places» di Stephen Shore donati alla Vancouver Art Gallery

Nell’acclamata serie realizzata on the road fra il 1973 e il 1981, per la prima volta un fotografo usava la pellicola a colori per raccontare il paesaggio americano. La galleria canadese, grazie alla donazione di una famiglia di imprenditori, ne ha ora una delle rappresentazioni più complete al mondo

Daria Berro

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«Poche opere hanno cambiato in modo così decisivo il corso della fotografia»: così Eva Respini, curatrice della Vancouver Art Gallery (Vag) commenta la notizia della donazione alla galleria canadese di 800 fotografie della serie «Uncommon Places» (1973-81) di Stephen Shore. Il cospicuo dono, da parte della famiglia di imprenditori del settore immobiliare Chan, fa della Vag la sede di una delle rappresentazioni più complete al mondo dell’acclamata serie realizzata nel corso di quasi un decennio in viaggi on the road attraverso gli States dall’autore newyorkese (1947), tra i primi a servirsi della fotografia a colori in un ambito che non fosse la pubblicità o la moda, contribuendo ad affermarne l’importanza come forma d’arte. «Fino all’età di ventitré anni, ho vissuto perlopiù in pochi chilometri quadrati a Manhattan, ha scritto Shore nel 1982. Nel 1972 partii con un amico per Amarillo, in Texas. Non guidavo, quindi la mia prima vista dell’America era incorniciata dal finestrino del passeggero. È stato uno shock».

Stazioni di servizio, camere di motel, parcheggi, cartelloni pubblicitari, soggetti apparentemente banali attraverso l’obiettivo di Shore, diventano insoliti: inquadratura, composizione, colore, nitidezza e prospettiva concorrono a creare un mondo di immagini in cui le cose ordinarie appaiono sotto una nuova luce, trasformate dunque in «non-comuni», come se le vedessimo per la prima volta. Gli «Uncommon Places» di Shore originariamente furono pubblicati in un volume uscito nel 1982 che ha definito un nuovo stile fotografico radicato nel linguaggio vernacolare dei paesaggi quotidiani del Nord America. Dal 27 marzo al 19 luglio, nell’ambito del Capture Photography Festival 2026, la Vag presenterà a cura di  Siobhan McCracken Nixon oltre cinquanta fotografie di grande formato provenienti dalla donazione Chan, molte delle quali non sono mai state esposte. Accanto a queste, saranno allestiti scatti realizzati in Canada da Shore, che il primo aprile si collegherà online per una conversazione con la curatrice Kristen Gaylord.

«“Uncommon Places” è chiaramente un’opera fondamentale nella storia della fotografia, ma a livello più personale è un'arte con cui è un piacere interagire. La nostra famiglia ha avuto il vero privilegio di vivere con queste opere molto speciali a casa e in ufficio per molti anni, e questo ha solo rafforzato la nostra convinzione che queste importanti fotografie dovrebbero essere accessibili al pubblico, in modo che i visitatori possano scoprire la magia che Shore rivela nella quotidianità. Attraverso questa importante donazione alla Vancouver Art Gallery, speriamo di garantire che la visione e l'eredità di Shore possano essere studiate, esposte e apprezzate dalle generazioni future», ha dichiarato Christian Chan, parlando a nome della sua famiglia, tra i principali sostenitori del settore culturale di Vancouver, anche con una donazione di 40 milioni di dollari al progetto del nuovo edificio della Vag, ribattezzato the Chan Centre for the Visual Arts.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Daria Berro, 27 febbraio 2026 | © Riproduzione riservata

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