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La lettera di Alfonso I d’Este a Ludovico Ariosto

Foto: Ansa

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La lettera di Alfonso I d’Este a Ludovico Ariosto

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Dopo cinque secoli, la lettera di Alfonso d’Este ad Ariosto torna all’Archivio di Stato di Massa

Ritrovato e recuperato il documento, datato 1524, che costituisce una testimonianza dell’attività del poeta come governatore della Garfagnana. Per il buon esito della restituzione, è stata decisiva la collaborazione tra i Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale e le autorità statunitensi

A cinque secoli dalla sua stesura, una lettera del duca di Ferrara Alfonso I d’Este indirizzata a Ludovico Ariosto è tornata in Italia e ha ritrovato la sua collocazione originaria: l’Archivio di Stato di Massa. Il documento, datato 31 gennaio 1524, era stato sottratto al patrimonio pubblico, individuato successivamente in un’asta nel 1973 e infine donato alla Morgan Library di New York.

Il rientro della missiva è il risultato di un’attività di recupero condotta dai Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale, in collaborazione con le autorità statunitensi. La restituzione ufficiale si è svolta nella sala conferenze dell’Archivio di Stato di Massa, alla presenza delle istituzioni coinvolte nell’operazione e di una rappresentanza di studenti del territorio.

Al di là del suo valore storico, la lettera offre uno spaccato significativo dell’attività di Ariosto lontano dalla dimensione letteraria. Il poeta, infatti, ricoprì anche l’incarico di governatore della Garfagnana, confrontandosi con i problemi concreti dell’amministrazione e della gestione del territorio. Nel documento, Alfonso I d’Este affronta questioni legate all’ordine pubblico, al banditismo, al governo della regione e alle richieste di grazia. Temi che restituiscono l’immagine di un Ariosto impegnato a trasmettere informazioni utili al duca per orientare le proprie decisioni.

Fondamentale per identificare il documento e ricostruirne la provenienza è stato il lavoro sugli strumenti archivistici. In particolare, l’Inventario ottocentesco dell’Archivio generale della Sottoprefettura di Garfagnana ha consentito di riconoscere l’appartenenza della lettera al patrimonio documentario del territorio. Un contributo importante è arrivato anche dalle ricerche e dalle pubblicazioni di Giovanni Sforza, direttore dell’Archivio di Stato di Massa.

Il recupero era stato presentato il 30 aprile scorso a Roma, insieme ad altri beni culturali restituiti all’Italia. Il ritorno della lettera rappresenta così non soltanto il recupero di un documento antico, ma anche la ricomposizione di un tassello della memoria storica locale, capace di raccontare il rapporto tra potere politico, amministrazione e cultura nell’Italia del Rinascimento.

Antonello Ferrarini, 09 ottobre 2026 | © Riproduzione riservata

Antonello Ferrarini

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