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Antonello Ferrarini
Leggi i suoi articoliUn patrimonio documentario straordinario, capace di raccontare la trasformazione del territorio toscano negli ultimi due secoli, si prepara a una nuova stagione di studi e valorizzazione. È stato firmato il nuovo accordo tra la Direzione generale Archivi del Ministero della Cultura, la Regione Toscana e le Università di Firenze, Pisa e Siena per promuovere attività di analisi, ricerca, sviluppo scientifico e valorizzazione dei catasti ottocenteschi conservati negli Archivi di Stato della regione.
Al centro dell’iniziativa c’è Ca.Sto.Re. (Catasti Storici Regionali), la piattaforma destinata a raccogliere e mettere in relazione la documentazione catastale storica con il territorio contemporaneo. Un progetto che, grazie alla digitalizzazione, consente di trasformare mappe, registri e documenti prodotti nell’Ottocento in strumenti accessibili per studiosi, istituzioni e cittadini.
Un contributo decisivo arriva dall’Istituto centrale per la digitalizzazione del patrimonio culturale-Digital Library del Ministero della Cultura, che ha redatto e coordinato i progetti Pnd/Pnrr dedicati alla documentazione catastale. Il solo cantiere dell’Archivio di Stato di Firenze ha già portato alla produzione di circa 1,3 milioni di immagini digitali, tra cui circa 40mila documenti grafici catastali e mappe, e oltre 48mila schede descrittive. Un risultato che segna il completamento del progetto di digitalizzazione avviato nell’istituto fiorentino.
Parallelamente, anche gli altri Archivi di Stato della Toscana sono impegnati nella digitalizzazione dei propri fondi catastali. La nuova fase, la cosiddetta Fase 3, punta ora a integrare progressivamente questi materiali nella piattaforma Ca.Sto.Re., ampliandone il patrimonio informativo e le possibilità di utilizzo.
La vera novità è la possibilità di georeferenziare le mappe storiche, mettendole a confronto con la configurazione attuale del territorio. In questo modo diventa possibile seguire nel tempo l’evoluzione dei confini, degli insediamenti, delle infrastrutture e delle forme del paesaggio, ricostruendo le trasformazioni che hanno interessato città e campagne toscane.
«La digitalizzazione e l’organizzazione di un patrimonio così vasto rappresentano un passaggio fondamentale per rendere queste fonti più accessibili», sottolinea la direttrice dell’Archivio di Stato di Firenze, Paola d’Orsi, ricordando il contributo dell’istituto alla realizzazione del progetto.
Per il direttore generale Archivi del Ministero della Cultura, Antonio Tarasco, il nuovo accordo permette invece di dare continuità al lavoro svolto e di integrare i nuovi materiali nella piattaforma Ca.Sto.Re. La collaborazione con Regione e Università consentirà di affiancare alle competenze archivistiche quelle cartografiche e scientifiche.
Il risultato atteso è una nuova modalità di leggere la storia della Toscana: non soltanto attraverso i documenti conservati negli archivi, ma anche attraverso una mappa dinamica delle trasformazioni del territorio, capace di collegare passato e presente e di offrire conoscenze utili anche alle future scelte di pianificazione e governo del paesaggio.
Antonello Ferrarini
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