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Martha Levy
Leggi i suoi articoliPrendersi il tempo per osservare. È una delle richieste più semplici che l’arte di Josef Albers continua a rivolgere a chi si trova di fronte ai suoi capolavori. Il suo lavoro nasce da una ricerca quasi ossessiva sul colore, ma soprattutto da ciò che accade quando un colore entra in relazione con un altro. La percezione cambia con l’accostamento, con la luce, con lo spazio e con il punto da cui si osserva. È intorno a questa convinzione che si sviluppa «Josef Albers. Meditations», la mostra a cura di Nicholas Fox Weber aperta a Villa e Collezione Panza fino al 10 gennaio 2027, una selezione di ventinove opere del Maestro tedesco, tra cui diversi capolavori finora quasi mai esposti al pubblico, appartenenti alle serie «Variant/Adobe» e «Homage to the Square», provenienti da importanti collezioni pubbliche e private in Europa e negli Stati Uniti. Ad arricchire il progetto espositivo, Villa Panza propone un ciclo di incontri, «Dialoghi intorno all’arte: Josef Albers», il public program che il FAI dedica quest’anno all’artista. Tre appuntamenti, tre diversi sguardi: dalla ricerca sul colore e sulla percezione al rapporto dell’artista con l’Italia e con la Milano degli anni Trenta, fino agli aspetti tecnici e conservativi delle opere. Il progetto si inserisce in un format presente nella programmazione di Villa Panza dal 2025 e torna ora con un affondo dedicato all’arte di Josef Albers.
È Nicholas Fox a condurre il primo incontro, «Starting from Zero: The Art of Beginning Again», giovedì 24 settembre. Executive Director della Josef & Anni Albers Foundation, Weber ha conosciuto Josef e Anni Albers nel 1971 e dal 1976 si occupa della loro eredità artistica e dal 1979 dirige la Fondazione. La lunga consuetudine con Josef e Anni Albers e oltre cinquant’anni di studio della loro opera hanno permesso a Weber di maturare una lettura della ricerca dell’artista fondata sulla conoscenza diretta delle opere, delle fonti e del contesto in cui hanno preso forma rendendo questo appuntamento un’opportunità inedita per rileggere non solo i nuclei della ricerca dell’artista, ma anche le scelte critiche e curatoriali che hanno guidato la costruzione del progetto espositivo di Villa Panza. L’incontro si apre con una visita in mostra alle 18.00 a cura diNicholas Fox Weber, a cui segue alle ore 19.00 una conversazione che, a partire dalle esperienze di Anni e Josef Albers – dal Bauhaus al Black Mountain College, fino alla nascita della Fondazione in Connecticut – ripercorre alcuni passaggi e momenti di svolta nelle loro traiettorie artistiche e intellettuali. Il confronto si apre a una riflessione più ampia sulla possibilità di ridefinire il proprio percorso e aprire nuove direzioni di ricerca nel confronto con contesti ed esperienze differenti. Il panel riunirà Charlotte Fox Weber (scrittrice, psicoterapeuta e Presidente della Albers Foundation), Orlando Mostyn-Owen (pittore, disegnatore e curatore) e Jack Guinness (curatore, scrittore e autore di «The Queer Bible»). L’evento si terrà in inglese, con traduzione simultanea in italiano.
Il secondo appuntamento «1934: Josef Albers a Milano», domenica 4 ottobre alle 16:30, ripercorre un episodio centrale della prima ricezione di Josef Albers in Italia. Gabriella Belli ricostruirà la mostra organizzata nel 1934 alla Galleria del Milione di Milano, inserendola nel clima di rinnovamento che contribuì alla nascita dell’astrattismo italiano, un momento importante per il rinnovamento dell’arte italiana e per una generazione di artisti, tra cui Lucio Fontana, Fausto Melotti, Bruno Munari, Mario Radice e Luigi Veronesi. Storica dell’arte e curatrice, Belli ha diretto il Mart di Rovereto e dal 2011 al 2022 è stata alla guida della Fondazione Musei Civici di Venezia. È oggi membro del Comitato scientifico di Villa Panza. Nel suo intervento il lavoro di Albers viene quindi letto attraverso un preciso momento della storia dell’arte italiana e attraverso la ricezione che la sua ricerca ebbe nel nostro Paese.
Il terzo incontro «Note a margine. Josef Albers oltre il colore», il 25 ottobre alle 16:30, apre un diverso campo di indagine, mettendo insieme lo sguardo conservativo di Barbara Ferriani, restauratrice specializzata in arte contemporanea, e quello storico-artistico di Marta Spanevello, curatrice di Villa e Collezione Panza. L’incontro porterà l’attenzione sulla dimensione materiale dell’opera di Albers, mettendo in relazione la ricerca sul colore con i materiali, le tecniche e i procedimenti attraverso cui prende forma. Ne emerge una lettura del lavoro di Albers che va oltre la sola esperienza estetica e percettiva, per indagarne la scelta dei materiali, la preparazione dei supporti, la stesura pittorica e i procedimenti che sono parte integrante della sua ricerca. Prima degli incontri di domenica 4 e domenica 25 ottobre alle ore 15.00, il FAI propone inoltre due visite guidate alla mostra. Il ciclo di incontri «Dialoghi intorno all’arte: Josef Albers», insieme alla mostra «Meditations», si inserisce in una più ampia linea culturale sviluppata negli anni da Villa e Collezione Panza, che pone la collezione permanente in relazione con artisti, opere e prospettive critiche differenti. Un dialogo che ne riattiva di volta in volta significati e relazioni, facendo della Villa non soltanto il luogo in cui la collezione è conservata ed esposta, ma uno spazio in cui continua a essere interrogata e riletta alla luce della ricerca contemporanea.
Josef Albers, «Study to Homage to the Square: Vernal», 1957. Collezione Privata. Credits Michele Alberto Sereni, 2026. © FAI
Martha Levy
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