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La statua di san Carlo Borromeo con una vista sul Lago Maggiore

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La statua di san Carlo Borromeo con una vista sul Lago Maggiore

Dal primo marzo si potrà risalire (dall’interno) sul Colosso di San Carlo Borromeo

Nota affettuosamente come «Sancarlone», l’effigie voluta nel XVII secolo da Federico Borromeo per celebrare il cugino nato ad Arona nel 1538, e commissionata a Giovanni Battista Crespi, supera i 35 metri di altezza: è tra le statue più alte al mondo visitabili da dentro

Dopo la pausa invernale, la statua di san Carlo Borromeo riapre al pubblico domenica primo marzo, inaugurando la nuova stagione con due visite guidate speciali, alle 10 e alle 14.30. Un’occasione per riscoprire storia, arte e curiosità legate al monumento simbolo di Arona e del Lago Maggiore.

Nota affettuosamente come «Sancarlone», la colossale effigie voluta nel XVII secolo da Federico Borromeo per celebrare il cugino san Carlo Borromeo, nato ad Arona nel 1538, e commissionata a Giovanni Battista Crespi, supera i 35 metri di altezza ed è tra le statue più alte al mondo visitabili internamente. Da oltre tre secoli domina il Lago Maggiore, configurandosi come riferimento identitario e spirituale del territorio.

Il percorso di visita conduce attraverso una scala a chiocciola fino al terrazzo panoramico ai piedi della statua, da cui si apre un’ampia veduta sul lago e sulle montagne circostanti. Per un’esperienza immersiva, è possibile salire ulteriormente all’interno della struttura tramite una ripida scala alla marinara, entrando letteralmente nel corpo del monumento e sperimentandone l’ingegneria seicentesca.

Il biglietto include anche l’accesso al giardino botanico che circonda il complesso, luogo di sosta e contemplazione arricchito dalle sculture di Marco Mantovani, artista neoilluminista di riconoscimento internazionale, formatosi accanto a maestri come Lodovico Pogliaghi e Francesco Messina.

La gestione del sito è affidata ad Archeologistics, impegnata nella valorizzazione dei beni culturali, per conto della Veneranda Biblioteca Ambrosiana, proprietaria del complesso. Una riapertura che rinnova il dialogo tra patrimonio storico, paesaggio e fruizione contemporanea.

Una veduta dell’interno della statua di san Carlo Borromeo

Redazione, 17 febbraio 2026 | © Riproduzione riservata

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