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Redazione
Leggi i suoi articoliC’è molta Italia a Paris Photo 2026. La fiera parigina, che nell’anno del bicentenario della fotografia si terrà nel Grand Palais dal 12 al 15 novembre, ha annunciato i curatori di questa 29ma edizione: il settore principale, Voices, è affidato a Francesco Zanot e Zasha Colah.
Zanot, curatore, scrittore e docente, è direttore artistico della biennale Foto/Industria di Bologna e già capocuratore a Camera Torino; Colah è curatrice e scrittrice, condirettrice artistica di Ar/Ge Kunst a Bolzano e già docente di studi curatoriali comparati alla Naba-Nuova Accademia di Belle Arti di Milano. Nel 2025 ha curato la 13ma Biennale di Berlino. Intitolata «Disappearance», la sezione a loro cura, spiegano, è «concepita, tra le altre ragioni, come strumento per preservare ciò che altrimenti scomparirebbe, la fotografia viene ora celebrata in un momento in cui la sua stessa forma tradizionale appare sempre più instabile, trasformata e messa in discussione da processi che ne stanno alterando la natura e lo status».
Anche Marco de Mutiis, il nuovo curatore del settore digitale, ha radici italiane ma una solida e ramificata esperienza internazionale. Laureato in Studi asiatici a Ca’ Foscari a Venezia, l'attuale curatore digitale del Fotomuseum Winterthur, dove guida la ricerca del museo svizzero sulle forme algoritmiche e in rete di creazione di immagini, a Paris Photo proseguirà l'esplorazione della fotografia nell’era digitale. In dialogo con «Voices» di Zanot e Colah, propone una riflessione sulle forme e sulle evoluzioni di questo mezzo, esplorandone eredità e futuro: le sue origini come tecnologia che ha profondamente trasformato la nostra visione del mondo e le forme emergenti che plasmeranno il nostro modo di vedere nei prossimi due secoli.
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