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Redazione
Leggi i suoi articoliDomani 14 aprile, Milano diventa il baricentro del collezionismo vetrario internazionale in occasione dell'asta organizzata da Cambi Casa d’Aste. Sotto la direzione di Marco Arosio, la vendita presenta un corpus di opere che ripercorre l'evoluzione tecnica e formale del vetro di Murano nel Novecento, attingendo da provenienze di eccezionale prestigio storico. L'importanza dell'appuntamento è sottolineata dalla presenza di lotti che raramente appaiono sul mercato, molti dei quali reduci dalle più importanti esposizioni del secolo scorso, come le Biennali di Venezia e le Triennali di Milano.
L'apertura del catalogo è dedicata agli esordi del secolo con un nucleo proveniente dagli eredi del pittore Renato Tomassi. Tra i pezzi più significativi spicca un vaso di Hans Stoltenberg Lerche eseguito per la vetreria Fratelli Toso e stimato tra i 30-40 mila euro ciascuno, che testimoniano l'incontro tra la sensibilità nordica e la tradizione lagunare negli anni Dieci. Proseguendo nell'analisi cronologica, la collezione di una raffinata intenditrice torinese offre opere di straordinario vigore plastico, tra cui la pianta grassa in pasta vitrea rossa di Napoleone Martinuzzi. L'esemplare, affine a quello custodito al Vittoriale degli Italiani, è proposto con una stima di 2,5-3 mila euro e rappresenta un limpido esempio dell'estetica monumentale degli anni Venti.
Hans Stoltenberg Lerche, Fratelli Toso, Murano, 1911. Stima 30-40 mila euro
Paolo Venini, Murano, 1954 ca. stima 20-25 mila euro
Dalla medesima raccolta giunge un rarissimo vaso a sezione esagonale in rosa diafano e foglia d’oro firmato da Carlo Scarpa per Cappellin, valutato 8-10 mila euro, che anticipa il rigore architettonico del maestro veneziano. Di Scarpa è presente anche un imponente vaso a uovo con superficie corrosa, del 1936, già protagonista della XX Biennale. La sperimentazione degli anni Quaranta trova invece la sua massima espressione nella grande coppa Groviglio di Ercole Barovier, un pezzo di estrema rarità con cordolo nero sommerso, la cui valutazione si attesta sui 3-4 mila euro.
Il dopoguerra è rappresentato dalle eccellenze cromatiche di Flavio Poli e Fulvio Bianconi. Del primo si segnalano i pesci in vetro sommerso blu-rubino, premiati alla Triennale del 1957; mentre di Bianconi arrivano da Parigi i celebri vetri appartenuti all'ambasciatore Gérard Gaussen.
Tuttavia, l'apice della vendita è costituito dal rarissimo vaso Mosaico Multicolore di Venini, un'opera a tessere di canne policrome sommerse che, per importanza e qualità, è proposta con una stima di 20-25 mila euro. Vasi simili della stessa serie in passato sono stati aggiudicati però anche a cifre intorno ai 200 mila euro.
La chiusura del catalogo volge lo sguardo oltre i confini muranesi con la collezione internazionale di Louise Berndt, includendo sculture in vetro massiccio di Loredano Rosin.
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