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Nike Air Jordan 1, 1985

Museo del Tessuto - Prato

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Nike Air Jordan 1, 1985

Museo del Tessuto - Prato

Dal parquet dell’NBA alla Silicon Valley: a Prato cento sneaker raccontano un secolo

Al Museo del Tessuto «Sneaker Revolution», la prima grande mostra italiana promossa da un’istituzione culturale sul fenomeno delle scarpe sportive. Sette sezioni, cento modelli, un web game e un’installazione 3D collegata a Fortnite e Minecraft

Alla fine dell’Ottocento era poco più di un esperimento: gomma vulcanizzata applicata alla tela. In poco più di un secolo la sneaker è diventata il vero centro di gravità del costume contemporaneo. La indossano gli studenti e i fondatori della Silicon Valley, chi vive le sottoculture urbane e chi governa, e nessun’altra calzatura ha avuto una parabola simile. A ripercorrerla è «Sneaker Revolution», la prima grande mostra italiana sul tema promossa da un’istituzione culturale. L’esposizione, organizzata dalla Fondazione Museo del Tessuto, insieme a Beside Arts & Publishing e con l’allestimento dello studio Guicciardini e Magni, si apre dal 6 novembre al Museo del Tessuto di Prato e resta visitabile fino al 2 maggio 2027.

Il percorso mette in fila cento modelli per mostrare come la scarpa da corsa sia diventata un linguaggio universale, capace di azzerare i confini tra formale e informale, lusso e strada. Come evidenzia la presidente della Fondazione, Fabia Romagnoli, la mostra è dedicata in particolare alle nuove generazioni, invitate a scoprire quante storie si nascondano dietro un gesto apparentemente banale come infilarsi un paio di scarpe. Un’evoluzione che, nelle parole del direttore Filippo Guarini, permette di «osservare i grandi cambiamenti che hanno attraversato l’ultimo secolo e che tuttora attraversano la società contemporanea».

Il racconto espositivo, a cura di Arianna Sarti del Museo del Tessuto e Francesca Biagioli fondatrice di Beside, è formato da sette sezioni. Prende il via con «Genesi», sulle origini ottocentesche e l’incontro tra innovazione tecnica e trasformazioni sociali. A seguire con «Arena» entra in scena lo sport: tra anni ’60 e ’90 la tecnologia trasforma la scarpa da gioco e i modelli esposti ricordano le imprese di campioni come Larry Bird, Michael Jordan, Stan Smith e André Agassi. Poi la sneaker lascia lo stadio. «Tribù: cinema, musica e asfalto» la segue nelle strade e sui set, quando diventa segno di appartenenza e strumento di identità individuale e collettiva. «The Hype Cycle» porta nel mercato di oggi, fatto di edizioni limitate, drop, reselling e piattaforme digitali, mentre «Dalla strada alle passerelle» ne racconta l’ingresso nell’alta moda e nel lusso. La sezione più insolita è «Power Play», che guarda alla scarpa sportiva come strumento di immagine pubblica e di comunicazione del potere: dai protagonisti delle grandi aziende tecnologiche fino alla politica, dove è diventata parte di un nuovo linguaggio visivo. Chiude «Futuro sostenibile», sui materiali e le tecnologie che riducono l’impatto ambientale senza rinunciare a funzionalità ed estetica, un tema centrale nella ricerca del museo pratese.

Hidn-Ander, «THREEDOME» di Alessandro Viganò, Anatomia di una sneaker

I cento modelli provengono dalle collezioni del museo, da quelle di Marco Colombo e Matteo Ficci, dal Back to the Future Museum, da raccolte private e dagli archivi di Adidas, Balenciaga, Gucci, Hidn-Ander, Hogan/Tod's, Lotto, Prada e Superga. Coronet, Fessura, Id.Eight, Steve's e Veja hanno inoltre donato al museo alcuni modelli ecosostenibili.  La visita prevede anche esperienze interattive. Nel web game «Sneaker Oracle», realizzato da Beside Arts & Publishing, quiz e cartoline oracolari svelano quale sneaker rappresenta di più chi gioca. Un’installazione sviluppata con la startup pratese Openverse permette invece di disegnare in 3D una sneaker virtuale, ammirarla in una teca olografica e condividerla sui social e negli ambienti digitali di Fortnite e Minecraft.

Il volume Sneaker Revolution, pubblicato da Beside Arts & Publishing, raccoglie i saggi dedicati alle sette sezioni, le schede dei modelli e un’intervista inedita al coach Dan Peterson. Tra gli autori figurano Gloria Maria Cappelletti, Nicoletta De Menna, Antonio Mancinelli, Maurizio Ridolfo e Gianluca Vitiello.

Una veduta della mostra «Sneaker Revolution» al Museo del Tessuto di Prato. Foto Filippo Bardazzi

Arianna Scinardo, 06 novembre 2026 | © Riproduzione riservata

Arianna Scinardo

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