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Décolleté con tacco a gattino e fiocco, anni '60.

Courtesy The New York Historical, Dono di Stuart Weitzman.

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Décolleté con tacco a gattino e fiocco, anni '60.

Courtesy The New York Historical, Dono di Stuart Weitzman.

Da Marilyn Monroe a Beyoncé: le scarpe secondo Stuart Weitzman

All’Historical Society di New York inaugurato il Weitzman Shoe Museum con la collezione di calzature storiche del designer americano: un percorso che racconta l’emancipazione femminile, i cambiamenti sociali e l’evoluzione del costume

Manuela De Leonardis

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Sembra che sia stata la stessa Marilyn Monroe ad aver affermato «Date a una ragazza le scarpe giuste e potrà conquistare il mondo». La diva più iconica di tutti i tempi l’aveva conquistato indossando décolleté (create per lei da Salvatore Ferragamo) e sabot o mule aperte sul dietro, tenute ferme all’arco plantare da un elastico di gomma nascosto. Tutte rigorosamente con il tacco alto, per slanciare la sua altezza di circa 1 metro e 66 centimetri. Mai e poi mai avrebbe indossato ballerine, mocassini né tanto meno scarpe Mary Jane con il tacco basso. Anche le scarpe, si sa, sono lo specchio della personalità, del carattere e dello stile della persona che le calzano. Nella collezione del Weitzman Shoe Museum, inaugurato con la mostra «Walk This Way: Footwear from the Stuart Weitzman Collection of Historic Shoes» lo scorso 18 giugno nella nuova ala, la Tang Wing, dell’Historical Society di New York, tra le centinaia di scarpe femminili realizzate e collezionate dal noto creatore di scarpe insieme alla consorte Jane Gershon Weitzman (filantropa e autrice del volume Art & Sole), è presente anche il modello «Marilyn Monroe Shoes». Si tratta di preziosissimi (visto il valore di 1 milione di dollari) sandali da sera in satin con il tacco alto che Weitzman ha realizzato inserendo un paio di orecchini originali in cristallo Swarovski, appartenuti alla celebrità di Hollywood e che nel 2005 sono stati indossati dall’attrice Regina King per gli Academy Awards.
Dopo l’apprendistato nella fabbrica paterna di scarpe Mr. Seymour a Haverhill, il designer newyorkese (nato a Long Island nel 1941) ha fondato, nel 1986, il proprio brand di scarpe di lusso, disegnando e realizzando nel 2000 anche le pumps in satin azzurro con i tacchi tempestati di sfavillanti cristalli Swarovski, esposti nella vetrina accanto a un gruppo di tacchi vintage degli anni Cinquanta di plastica, strass e altri materiali, evidente fonte d’ispirazione per lui. Come lo sono stati, nel corso della sua carriera, i diversi modelli della sua collezione di 600 pezzi che attraversano oltre 200 anni di storia della moda, a partire dal XIX secolo con le scarpe femminili a «pantofola» (senza tacco o con rialzo di massimo 5 millimetri), da passeggio o per il ballo, in raso di seta, velluto, capretto, camoscio o altro pellame morbido e rivestite internamente in tessuto. L’emancipazione femminile passa anche attraverso il cambiamento di foggia di un accessorio fondamentale come le scarpe, soprattutto con l’entrata in guerra degli Stati Uniti, la Grande Guerra, quando le donne si ritrovano a svolgere professioni che fino ad allora erano state appannaggio maschile, come guidare un tram o un’ambulanza, lavorare come impiegate negli uffici pubblici o come operaie nell’industria bellica. Servivano, perciò, scarpe più consone ai diversi ruoli, come gli stivaletti con le ghette di cuoio di manifattura inglese (Peal & Co.) con i bottoni al posto dei lacci o le «Red Cross noiseless shoes» (scarpe che non fanno rumore della Red Cross) di pelle, prodotte intorno al 1918 dal marchio americano Krohn-Fechheimer & Co. che venivano indossate con un outfit ispirato al guardaroba maschile, con la camicia dal colletto inamidato e la cravatta sulla gonna dritta che arrivava alle caviglie.
Anche la pratica degli sport e il diffondersi di balli popolarissimi tra il 1910 e il 1920 (il foxtrot, il tango arrivato a New York dall’Argentina e il charleston) hanno contribuito a cambiare uno stile di vita attraverso i diversi modelli di scarpe che nel tempo hanno unito femminilità e indipendenza. «“Walk This Way” rappresenta un ritorno a casa per la collezione Weitzman, esposta per la prima volta al New York Historical nel 2018, prima di iniziare un tour itinerante pluriennale che l’ha portata in sei diverse istituzioni negli Stati Uniti, con una tappa internazionale in Spagna», scrive Louise Mirrer, presidente dell’Historical Society. Oltre alle scarpe d’epoca che decennio dopo decennio, dall’influenza del cinema di Hollywood alla rivoluzione sessuale, arrivano alla fine del XIX secolo, sono esposte a rotazione le creazioni di Stuart Weitzman per le celebrità, a partire da Beyoncé (c’è anche la forma di legno per calzature con le sue misure) con modelli realizzati a partire dal 2007 che la popstar ha indossato sia in tournée sia in occasioni speciali, come gli stivali da cowboy, con i tacchi a spillo decorati con cristalli dei colori «Stars and Stripes», sfoggiati per la presentazione della squadra olimpica statunitense nel luglio 2024.

Team USA cowboy boots, 2024, Weitzman Shoe Museum all’Historical Society di New York. Credits Manuela De Leonardis.

Manuela De Leonardis, 18 agosto 2026 | © Riproduzione riservata

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