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Uno scorcio del Museo Francesco Baracca di Lugo (Ra), uno dei 130 piccoli musei «gratificati» dal MiC con un’elargizione di oltre 4mila euro

Foto: Patrimonio Culturale Emilia-Romagna-Regione Emilia-Romagna

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Uno scorcio del Museo Francesco Baracca di Lugo (Ra), uno dei 130 piccoli musei «gratificati» dal MiC con un’elargizione di oltre 4mila euro

Foto: Patrimonio Culturale Emilia-Romagna-Regione Emilia-Romagna

Dal MiC oltre 534mila euro di contributi per i piccoli musei. Sono 130: a ciascuno spettano 4.112,10 euro

Tra i requisiti necessari, gli enti devono avere entrate annue non superiori a 50mila euro, al netto delle somme destinate alle spese per il personale. E non devono aver beneficiato, nel triennio precedente, di determinati contributi o finanziamenti statali

Valeria Sermonti

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Sono 130 i piccoli musei italiani ammessi ai contributi previsti per il 2026 dal Fondo per il funzionamento dei piccoli musei. Il Ministero della Cultura ha approvato l’elenco dei beneficiari, destinando complessivamente 534.573 euro a musei regionali, provinciali, civici e privati gestiti da soggetti pubblici, Enti del Terzo settore e organizzazioni non profit in possesso dei requisiti richiesti. A ciascun beneficiario spettano 4.112,10 euro.

Il Fondo, istituito dalla legge 160 del 2019, nasce con l’obiettivo di sostenere le realtà museali di dimensioni più contenute, spesso caratterizzate da risorse economiche limitate ma importanti per la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale locale. I 534.573 euro dello stanziamento sono il risultato delle risorse rimaste sul capitolo di bilancio: a fronte di una disponibilità iniziale di 1,805 milioni di euro, 1,170 milioni erano già stati impegnati per la precedente procedura, mentre altri 100.427 sono stati sottratti alla disponibilità in seguito al Decreto legge 33 del 18 marzo 2026.

Le regole dell’Avviso pubblico prevedono che le risorse vengano distribuite in parti uguali tra tutti i soggetti ammessi, con un tetto massimo di 15mila euro per beneficiario. Tra i requisiti necessari per accedere alla misura, i piccoli musei devono avere entrate annue non superiori a 50mila euro, al netto delle somme destinate alle spese per il personale. È inoltre richiesto che non abbiano beneficiato, nel triennio precedente, di determinati contributi o finanziamenti statali.

L’elenco dei beneficiari comprende realtà distribuite in diverse regioni italiane. Tra queste figurano il Museo Civico di Todi, il Museo Civico di Asolo, il Museo del Cinema della Città Metropolitana di Catania, il Museo Civico di Cuneo, il Museo Archeologico del Finale, il Museo Francesco Baracca di Lugo, il Museo del Tessile e della Tradizione Industriale di Busto Arsizio, il Museo Civico di Feltre e il Museo Civico di Spoleto-Casa romana. Ammessi anche il Museo della Ceramica di Grottaglie, il Museo Tuscolano-Scuderie Aldobrandini di Frascati e il Museo Civico Principe Guglielmo Romanazzi Carducci di Santo Mauro di Putignano. Sono invece 38 i soggetti risultati non ammessi alla procedura.

Il contributo potrà essere utilizzato per sostenere il progetto presentato nella domanda. Nel caso in cui i 4.112,10 euro assegnati siano inferiori alla somma necessaria, il beneficiario potrà rimodulare le attività previste oppure integrare autonomamente le risorse mancanti.

Prima dell’erogazione, particolare attenzione sarà riservata anche alla regolarità contributiva. In presenza di irregolarità rilevate dal Durc (Documento Unico di Regolarità Contributiva) nei confronti degli istituti previdenziali, infatti, non sarà possibile procedere all’accreditamento del contributo. La Direzione generale Musei potrà inoltre effettuare controlli amministrativi e contabili, anche a campione.

La presentazione di dichiarazioni o documentazione non veritiera potrà comportare la revoca del beneficio e il recupero delle somme già eventualmente versate, con l’aggiunta degli interessi e delle ulteriori sanzioni previste dalla legge. Contro il decreto è possibile ricorrere al Tar del Lazio entro 60 giorni dalla pubblicazione oppure, in alternativa, presentare ricorso straordinario al Presidente della Repubblica entro 120 giorni.

Valeria Sermonti, 05 ottobre 2026 | © Riproduzione riservata

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