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Valeria Sermonti
Leggi i suoi articoliUn nuovo capitolo nella storia archeologica della Via Appia Antica si apre a Roma, alla Villa dei Tritoni, al civico 55 della celeberrima via. Per la prima volta viene indagato un settore del complesso finora mai interessato da campagne di scavo. Le attività, avviate il 16 settembre, sono condotte dal Parco Archeologico dell’Appia Antica in collaborazione con l’Università degli Studi di Ferrara e hanno già portato alla luce strutture murarie in «opus reticulatum» e tracce di diverse fasi di frequentazione.
Il progetto mette insieme ricerca, tutela e formazione. Sul campo lavorano infatti anche studentesse e studenti dei corsi di laurea triennale e magistrale in Archeologia dell’Università di Ferrara, impegnati direttamente nelle attività di scavo e nello studio dei reperti e delle strutture. La direzione scientifica è affidata a Luigi Scaroina, direttore del Parco Archeologico dell’Appia Antica, mentre la direzione dello scavo è condivisa tra Stefano Roascio, funzionario archeologo del Parco, e Rachele Dubbini, professoressa associata di Archeologia classica all’Università di Ferrara.
La villa si trova in un punto di particolare interesse, all’incrocio tra via Appia Antica e via della Caffarella. Del complesso è ancora visibile un casale di origine tardomedievale, costruito sulle strutture di una precedente residenza romana. Le indagini effettuate nel corso del tempo hanno documentato ambienti in «opus reticulatum» e «opus latericium», una struttura circolare e diversi spazi ipogei, testimonianze di una lunga storia edilizia compresa tra l’Età repubblicana e il IV secolo d.C.
A dare il nome alla villa è il celebre mosaico pavimentale conservato in un grande ambiente di rappresentanza, probabilmente un ninfeo. La decorazione raffigura un corteo marino popolato da tritoni, ittiocentauri (creature mitologiche marine con il busto umano, le zampe anteriori da cavallo e una coda di pesce) e altre creature associate al mondo di Nettuno. Le figure, realizzate in tessere bianche su fondo nero, acquistavano un particolare effetto dinamico grazie all’acqua che un tempo scorreva sul pavimento. Il mosaico, datato al III secolo d.C., appartiene a una delle ultime grandi fasi monumentali del complesso.
Il nuovo scavo si concentra ora su un edificio di notevoli dimensioni, posto a breve distanza dal nucleo principale della villa. Gli archeologi dovranno stabilire la cronologia delle strutture, comprenderne la funzione e ricostruire i rapporti con gli altri edifici del complesso. Un lavoro che potrebbe aggiungere nuovi tasselli alla conoscenza di questo settore dell’antica Roma.
La storia recente della Villa dei Tritoni è altrettanto significativa. I resti romani vennero individuati negli anni Settanta, durante alcuni lavori di ristrutturazione del casale. Nel 1982 il Ministero impose sull’area un vincolo archeologico. Dopo alcune aste andate deserte, quel vincolo consentì allo Stato di esercitare il diritto di prelazione: nel 2022, circa un ettaro di terreno tra l’Appia Antica e la Valle della Caffarella è così entrato nel patrimonio del Parco Archeologico dell’Appia Antica.
Un’acquisizione destinata ad avere importanti ricadute anche sulla fruizione pubblica dell’area. In prospettiva, infatti, la Villa dei Tritoni potrà contribuire a creare un nuovo collegamento con la Valle della Caffarella.
In occasione dell’Appia Day, la villa sarà eccezionalmente aperta al pubblico il 3 ottobre, dalle 10 alle 18, e il 4 ottobre, dalle 10 alle 14, senza prenotazione e con accesso contingentato all’area del mosaico. Nelle stesse giornate sarà possibile visitare anche il cantiere, accompagnati dagli archeologi dell’Università di Ferrara: le visite guidate, gratuite e con prenotazione obbligatoria, sono previste alle 10 e alle 11. Un’ulteriore apertura del cantiere è programmata per sabato 10 ottobre, con due turni alle 10 e alle 11 e un massimo di 30 partecipanti per turno.
Valeria Sermonti
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