Image

Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine

Image

La Cappella Reale del Palazzo Reale di Napoli sarà visitabile nel pomeriggio di sabato 3 ottobre nell’ambito dell’iniziativa «Open House Napoli 2026»

Foto: Palazzo Reale di Napoli

Image

La Cappella Reale del Palazzo Reale di Napoli sarà visitabile nel pomeriggio di sabato 3 ottobre nell’ambito dell’iniziativa «Open House Napoli 2026»

Foto: Palazzo Reale di Napoli

Open House Napoli 2026: una «tre giorni» alla scoperta della città

La formula resta quella che ha reso il festival un appuntamento atteso: entrare in edifici, abitazioni, studi professionali, infrastrutture e cantieri normalmente non accessibili. All’iniziativa aderiscono anche Il Palazzo Reale di Napoli e il Museo Pignatelli

Valeria Sermonti

Leggi i suoi articoli

Dal 2 al 4 ottobre Napoli torna ad aprire le porte delle sue architetture con l’ottava edizione di «Open House Napoli». Il festival propone 160 appuntamenti gratuiti tra visite guidate, itinerari urbani, laboratori ed esposizioni, con circa 70 nuove aperture, quasi il 43% del programma. A guidare il pubblico saranno 603 volontari, tra studenti, architetti, insegnanti e appassionati della città.

La formula, organizzata dall’associazione culturale Openness e inserita nella rete internazionale Open House Worldwide, resta quella che ha reso il festival un appuntamento atteso: entrare in edifici, abitazioni, studi professionali, infrastrutture e cantieri normalmente non accessibili, per leggere Napoli attraverso i suoi spazi e le trasformazioni del territorio.

La principale novità del 2026 è «Sconfinamenti», la nuova sezione che porta Open House anche nella Città metropolitana, a partire dai Campi Flegrei. Il 2 ottobre saranno circa venti le esperienze dedicate ad archeologia, architettura e natura. Tra queste, la visita al Faro di Capo Miseno, ricostruito nel 1948 dopo i bombardamenti, e l’apertura dei sentieri del Parco Letterario e Naturale di Nisida, compreso quello dedicato a Omero.

A Pozzuoli, invece, il percorso «Pozzuoli sotto e ’ncoppa», curato da Agritettura 2.0 e Metadventures nell’ambito di Napoli Rurale, attraverserà circa cinque chilometri, dalla stazione Pozzuoli-Solfatara al belvedere sul cratere e quindi verso il porto. Un itinerario per osservare gli effetti del bradisismo e il rapporto tra la città e la sua natura vulcanica. L’antica Puteoli sarà invece al centro del percorso «Pozzuoli, la trama antica nella città contemporanea», da Anfiteatro Flavio e Terme di Nettuno fino al Macellum, noto come Tempio di Serapide.

Tra le novità napoletane spicca «Restart Scampia», dedicata al grande progetto di rigenerazione dell’area. Il piano prevede la demolizione della Vela Gialla e della Vela Rossa, la riqualificazione della Vela Celeste e la costruzione di circa 500 nuovi alloggi. Nell’ex Lotto M si inseriscono i tre edifici residenziali progettati da Settanta7 con Piloda Building.

A Napoli Est il festival entra invece nell’area di Italian Green Factory, dove Od’A Officina d’Architettura sta trasformando un sito industriale dismesso di oltre 53mila metri quadrati attraverso il recupero delle preesistenze, nuovi volumi produttivi e spazi verdi.

Per chi guarda al Novecento, due aperture a Posillipo raccontano altrettante stagioni dell’architettura moderna: Villa Ferri, progettata nel dopoguerra da Luigi Cosenza e Francesco Della Sala, e la Scuola Svizzera di Dolf Schnebli, realizzata negli anni Sessanta e oggi sede dell’Istituto Comprensivo Raffaele Viviani.

Nel centro storico, infine, si potranno scoprire il Teatro Antico di Neapolis all’Anticaglia, con la cavea inglobata negli edifici successivi, e la Fondazione Real Monte Manso di Scala, che conserva una chiesa settecentesca al terzo piano, sopra la Cappella Sansevero. A Forcella, l’Arciconfraternita della Disciplina della Santa Croce ospiterà «L’invisibile quotidiano», mostra di Geeno Merlino, alter ego di Ciro Marino, prodotta da Open House Napoli.

Per l’occasione, il Palazzo Reale di Napoli e il Museo Pignatelli propongono l’iniziativa «Tra sacro e profano», con quattro visite dedicate alla scoperta di due spazi esclusivi.

Al Museo Pignatelli, nella mattinata di sabato, sono in programma due visite accompagnate alla Cappella del museo, alle 11 e alle 12. A guidarle sarà la funzionaria storica dell’arte Elena Carrelli. Ogni turno potrà accogliere un massimo di 10 persone e avrà una durata di circa 45 minuti.

Nel pomeriggio l’attenzione si sposta sulla Cappella Reale del Palazzo Reale, dove sono previsti due turni di visita, alle 16 e alle 17. La restauratrice Barbara Balbi, funzionaria della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Napoli, illustrerà ai partecipanti gli interventi di restauro attualmente in corso.

Le iniziative sono gratuite e si svolgeranno con la collaborazione del personale museale e dei volontari di Open House. La prenotazione è obbligatoria fino a esaurimento dei posti disponibili, attraverso il sito di Open House Napoli; eventuali posti residui potranno essere assegnati direttamente sul posto.

Valeria Sermonti, 30 settembre 2026 | © Riproduzione riservata

Valeria Sermonti

Leggi i suoi articoli

Altri articoli dell'autore

Giovanissimo fotoreporter della Fao in Medioriente, arrivò a Roma negli anni della Dolce Vita, seguendo le grandi star del cinema. Negli anni ’70 e ’80 diventò fotocronista, mentre è degli anni Duemila il suo sodalizio con Roberto D’Agostino e Dagospia per «Cafonal»  

I manufatti trovano ora posto nella Sala Greca dell’istituzione fiorentina, ambiente storicamente destinato all’esposizione del repertorio di maioliche rinascimentali prodotte a Montelupo

L’edificio settecentesco sarà la «nuova casa» della Biblioteca Civica di Cuneo (la più antica del Piemonte), su una superficie di 12mila metri quadrati e con 12 chilometri lineari di scaffalature

Il progetto di recupero, promosso nel 2025 dalla Direzione regionale Musei nazionali Lombardia, è stato affidato al Centro Conservazione e Restauro La Venaria Reale, che l’ha condotto con un approccio interdisciplinare

Open House Napoli 2026: una «tre giorni» alla scoperta della città | Valeria Sermonti

Open House Napoli 2026: una «tre giorni» alla scoperta della città | Valeria Sermonti