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Leggi i suoi articoliA Lucignano, comune di meno di 3.500 abitanti, il Mad’ Museo dell’Albero d’Oro custodisce il celebre reliquiario trecentesco, tornato di recente alla ribalta grazie al recupero di parti sottratte oltre un secolo fa. È solo uno degli otto musei toscani che quest’anno hanno ottenuto il riconoscimento di rilevanza regionale, entrando contemporaneamente nel Sistema Museale Nazionale del Ministero della Cultura.
I percorsi che hanno portato ai riconoscimenti sono diversi: dalla riapertura dopo lunghi lavori del Palazzo Pretorio-Museo archeologico «Ranuccio Bianchi Bandinelli» di Colle di Val d’Elsa, alla ricollocazione del Museo Civico della Paglia di Signa, fino agli interventi di adeguamento antincendio che hanno permesso il ritorno del Museo Civico Archeologico di Sarteano. Completano l’elenco il Museo di Massaciuccoli Romana di Massarosa, il Museo Civico «Giovanni Fattori» di Livorno, il Museo delle Statue Stele Lunigianesi A. C. Ambrosi di Pontremoli e il Museo artistico della Bambola di Suvereto.
«Investire sui musei significa investire sulla cultura, sull’identità dei territori e sulla loro capacità di essere attrattivi e vitali», ha dichiarato l’assessora regionale alla Cultura Cristina Manetti, ricordando che dietro ogni riconoscimento ci sono «investimenti, lavoro, professionalità e spesso un grande impegno da parte dei Comuni, anche di quelli più piccoli».
Il riconoscimento regionale certifica il rispetto degli standard nazionali su quattro ambiti: organizzazione, gestione delle collezioni, cura e comunicazione con il territorio. Dal 2020, grazie alla collaborazione con il MiC, la Regione ha attivato una procedura che consente ai musei di ottenere contestualmente sia il riconoscimento regionale sia l’accreditamento nazionale.
Con i nuovi ingressi salgono a 128 i musei e gli ecomusei toscani insigniti della qualifica, selezionati tra oltre 700 realtà museali non statali e senza scopo di lucro presenti sul territorio. «Musei di città importanti e realtà di piccoli comuni, collezioni archeologiche, artistiche e testimonianze profondamente legate alla storia e all’identità dei territori», ha commentato Manetti: «è proprio questo uno degli aspetti più significativi, la qualità culturale non appartiene soltanto ai grandi centri, ma attraversa tutta la nostra regione».
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