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Solo, 2026

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Solo, 2026

«Da cosa stai scappando?»: le domande di Fiamma Diletta Cremonese tra partenze e arrivi

Fino al 28 novembre, lo spazio espositivo difstore art space, all'interno del Milan Bergamo Airport, ospita «Where are you running from?», personale dell'artista Fiamma Diletta Cremonese (2002), curata da Maria Lucrezia Corno. Nove opere tra pittura su lino, plexiglass e vetro indagano il corpo umano come luogo di possibilità, attraverso figure essenziali, architetture sospese e interrogativi sull'identità e sulla solitudine. È il terzo appuntamento di un programma dedicato agli artisti emergenti, in uno spazio attraversato quotidianamente da migliaia di viaggiatori.

«Where are you running from?», da cosa stai scappando? La domanda che dà il titolo alla mostra di Fiamma Diletta Cremonese (Bassano del Grappa, 2002) acquista un significato particolare nel luogo in cui viene formulata: un aeroporto, dove migliaia di persone attraversano quotidianamente spazi di attesa, transito e partenza. Dal 10 ottobre al 28 novembre 2026, l'artista presenta nove opere al difstore art space, lo spazio espositivo situato all'interno del Milan Bergamo Airport, subito dopo i controlli di sicurezza. La personale, curata da Maria Lucrezia Corno, si inserisce in un programma dedicato alla promozione delle nuove generazioni artistiche.

La ricerca di Cremonese ruota attorno alla rappresentazione del corpo umano, concepito come una struttura essenziale, una sorta di contenitore apparentemente vuoto ma aperto alla possibilità di accogliere esperienze, memorie e identità. Le figure che popolano le sue opere sono spesso ridotte a sagome, definite da un contorno nero su fondo bianco oppure lasciate emergere dalla superficie del lino grezzo. L'assenza di caratterizzazioni individuali rende queste presenze volutamente indeterminate, disponibili a una pluralità di interpretazioni. È una pittura che procede per sottrazione, nella quale il rapporto tra figura e spazio assume un ruolo centrale. Attorno ai corpi compaiono archi, aperture, stanze e soglie: elementi architettonici che costruiscono ambienti sospesi, talvolta prossimi a una dimensione metafisica. Le figure vi sostano, si osservano o sembrano attendere qualcosa che rimane fuori dall'immagine. La narrazione non si compie, ma resta affidata alla relazione tra il soggetto rappresentato e chi guarda.

Anche i titoli delle opere contribuiscono a questa apertura di significato. Dove? e Solo? sono interrogativi privi di una risposta prestabilita, mentre Stillness (of heart) introduce il tema dell'immobilità e della dimensione interiore. L'artista costruisce così un vocabolario visivo fondato su gesti minimi e situazioni essenziali, nel quale la figura umana diventa il punto di partenza per una riflessione sulla presenza, sull'identità e sulla relazione con gli altri.

Il percorso espositivo comprende nove opere realizzate con tecniche e supporti differenti, dalla pittura su tela di lino alle stampe su plexiglass, fino all'acrilico su vetro. Accanto a lavori già esistenti, la mostra presenta quattro tele di formato 50 x 50 centimetri e i due vetri di Ciò che rimane, concepiti appositamente per l'occasione. L'impiego di superfici diverse introduce ulteriori possibilità nel rapporto tra immagine, materia e percezione, mantenendo al centro la ricerca sulla figura. La collocazione all'interno dell'aeroporto contribuisce a modificare le condizioni abituali della fruizione. Le opere si rivolgono infatti a un pubblico che non ha necessariamente scelto di visitare una mostra e che incontra la pittura durante un percorso funzionale, scandito da orari, spostamenti e controlli. In questo contesto, le domande formulate dall'artista si confrontano con una situazione concreta: quella di persone che stanno lasciando un luogo per raggiungerne un altro. Il progetto rappresenta il terzo appuntamento del programma di difstore art space, dopo Marks & Multitudes di Bianca Bona ed Emotions in motion di Charlie Ben. L'iniziativa intende offrire visibilità agli artisti emergenti attraverso uno spazio espositivo collocato al di fuori dei circuiti tradizionali di musei e gallerie, sperimentando un rapporto diretto con un pubblico ampio ed eterogeneo.

Nata a Bassano del Grappa nel 2002, Fiamma Diletta Cremonese ha frequentato una scuola steineriana, dove ha sviluppato un primo interesse per l'espressione artistica e per lo studio dell'essere umano. Si è successivamente trasferita a Milano per frequentare l'Accademia di Belle Arti di Brera, città nella quale oggi vive e lavora. Tra le sue precedenti esperienze espositive figurano io sono/Cuore, presentata nel 2022 alla Galerie Annette De Keyser di Anversa insieme a Francesco Russo, e Riflessi, allestita nel 2025 presso lo Spazio BIG Santa Marta di Milano.

 

 

Redazione, 17 ottobre 2026 | © Riproduzione riservata

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