Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Redazione
Leggi i suoi articoliLa firma imminente di un memorandum d’intesa istituzionale tra Israele e Grecia segna un cambio di passo decisivo nella cooperazione bilaterale per la tutela del patrimonio culturale e la lotta al traffico illecito nel bacino del Mediterraneo. L’accordo, nato dai colloqui tra la ministra ellenica Lina Mendoni e il ministro israeliano Miki Zohar e consolidato da workshop internazionali tra le unità investigative specializzate dei due Paesi, mira a recidere alla radice le rotte del contrabbando archeologico. Un fenomeno criminale globale che, come sottolineato da Amir Ganor, direttore dell’Unità per la Prevenzione dei Furti dell’Autorità Israeliana per le Antichità (Iaa), oltre a cancellare la memoria storica attraverso lo scavo clandestino, costituisce uno strumento d’infiltrazione economico-finanziaria legato al riciclaggio e al crimine organizzato.
In questo scenario di etica della restituzione e protezione sistemica, emerge lo straordinario valore storico-artistico dei manufatti recentemente recuperati: ventidue reperti risalenti al periodo compreso tra l’VIII e il IV secolo a.C. Tra i pezzi spiccano vasellami del VII secolo a.C. recanti le influenze stilistiche dell’arte orientale, affiancati da celebri esemplari di ceramica a figure nere e a figure rosse con raffigurazioni di miti ed eroi del pantheon ellenico. Oggetti d’uso quotidiano, liturgico e soprattutto funerario che, strappati alle tombe d’origine come doni votivi per l’aldilà, riacquistano oggi il proprio contesto culturale e la propria integrità narrativa.
L’operazione trae origine da un blitz condotto nel 2020 dall’Unità Anti-Scippo dell’Iaa insieme alla Polizia e all’Autorità Tributaria israeliana. La perquisizione di gallerie, appartamenti e magazzini nella regione di Gush Dan aveva portato al sequestro di migliaia di antichità mediorientali e mediterranee, svelando un’articolata rete commerciale illegale alimentata dal saccheggio di siti archeologici.
L’atto conclusivo dell’articolato iter legale si è celebrato il 13 ottobre ad Atene presso il Museo Archeologico Nazionale, alla presenza delle massime autorità, tra cui l’ambasciatrice Pninat Yanai e la ministra Mendoni. L’evento segna la prima restituzione ufficiale di beni archeologici compiuta da Israele verso la Grecia, definendo un virtuoso modello per il diritto e la diplomazia culturale dell’arte.
Redazione
Leggi i suoi articoliAltri articoli dell'autore
A Roma, 26 opere ripercorrono la ricerca di Alfredo Catarsini, dal Riflessismo al Simbolismo meccanico, mentre un progetto di QR code, audioguide e strumenti tattili amplia l’accesso alla mostra anche alle persone con disabilità visiva
Dal 23 ottobre al 15 novembre 2026, a Ptolemaida, in Grecia, la seconda edizione della biennale riunisce 35 artisti internazionali per riflettere sull’eredità dell’industria mineraria e sulle conseguenze ambientali, sociali e culturali dell’attività estrattiva. Con «Breath in the Ashes», la manifestazione indaga le responsabilità umane nella crisi ecologica e le possibilità di trasformazione dei territori post-industriali, presentando anche un’opera video di Stefano Cagol
Oltre 120 opere di 32 artisti, dai maestri del Novecento alle ricerche contemporanee, raccontano il rapporto tra acqua, ambiente e umanità. Al Palazzo delle Albere di Trento, la collaborazione tra Mart e MUSE dà vita a un percorso espositivo in cui arte, tecnologia e ricerca scientifica si intrecciano per cambiare il nostro sguardo su una risorsa essenziale per la vita
Progettato nel 1863 da Francesco Arrio, ingegnere capo del Genio civile di Foggia, il faro nacque nell’ambito del programma di ammodernamento dei segnalamenti marittimi avviato dopo l’Unità d’Italia



