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Redazione
Leggi i suoi articoliGrandi maestri della storia dell’arte, figure riscoperte, artisti contemporanei e riletture di periodi cruciali convivono in una stagione che attraversa pittura, scultura, fotografia, design, cinema e installazione. Dalle ricerche di Cézanne, Tintoretto, Zurbarán, Van Eyck, Renoir e Van Gogh ai progetti dedicati a Louise Bourgeois, Maurizio Cattelan, Niki de Saint Phalle, William Kentridge e Ryuichi Sakamoto, il panorama autunnale europeo restituisce una pluralità di approcci alla storia e alla contemporaneità. Accanto alle grandi retrospettive emergono confronti tra artisti e culture, riletture di figure femminili, riflessioni sulla fotografia e sul modernismo, fino a progetti che intrecciano arte, memoria, identità e trasformazioni sociali. Ecco quindi una guida alle mostre europee più interessanti da segnare in agenda per l’autunno 2026.
AUSTRIA
Belvedere 21
«Feminist Futures Forever»
5 novembre 2026 – 7 marzo 2027
La mostra riunisce pratiche artistiche femministe e queer contemporanee, guardando al futuro attraverso prospettive che mettono in discussione strutture sociali e culturali consolidate. Il progetto considera il femminismo come un «campo aperto», attraversato da differenti generazioni, identità e posizioni artistiche. Il titolo richiama l'idea di futuri molteplici e condivisi, costruiti attraverso forme di solidarietà e immaginazione politica. Il percorso mette in relazione opere e pratiche provenienti da diversi contesti internazionali. La mostra appartiene al programma del Belvedere dedicato alle questioni contemporanee e alle trasformazioni sociali.
«CARLONE CONTEMPORARY: Asta Gröting — Things»
24 settembre 2026 – 29 marzo 2027
La mostra presenta «Things», video realizzato da Asta Gröting nel 2018 e parte della serie «CARLONE CONTEMPORARY». Nell'opera, oggetti organici e inorganici attraversano al rallentatore un cielo estivo profondamente blu, mentre la gravità sembra sospesa. La sequenza costruisce progressivamente una tensione legata all'attesa dell'oggetto successivo e alla trasformazione delle forme durante il loro movimento. L'artista concentra così l'attenzione sulla materia, sulla deformazione e sulla percezione degli oggetti nello spazio. Il video, della durata di 6 minuti e 32 secondi, viene presentato al Upper Belvedere. La mostra è curata da Stella Rollig, con Johanna Hofer come assistente alla curatela.
Kunsthistorisches Museum (Neue Hofburg / Weltmuseum Wien)
«Crime Scene Ephesus – Cleopatra and Rome»
20 ottobre 2026 – 29 marzo 2027
La mostra prende avvio dalla vicenda di Arsinoe, sorella di Cleopatra, assassinata e sepolta a Efeso. Al centro del progetto c'è il cosiddetto Ottagono, una tomba scoperta dagli archeologi austriaci circa un secolo fa, il cui scheletro non è stato ancora identificato con certezza. Da questo ritrovamento il percorso amplia lo sguardo alla grande trasformazione politica del Mediterraneo tra I secolo a.C. e I secolo d.C. Cleopatra, Cesare, Marco Antonio e Augusto sono i protagonisti della vicenda storica. Sono previsti importanti prestiti internazionali insieme a opere delle collezioni del Kunsthistorisches Museum – tra queste figurano la Gemma Augustea, sculture, iscrizioni, rilievi funerari e manoscritti.
BELGIO
BOZAR
«William Kentridge. I am not me, the horse is not mine»
18 settembre 2026 – 7 marzo 2027
William Kentridge sarà il Grand Invité di BOZAR per la stagione 2026–27. La mostra costituisce il fulcro del programma dedicato all'artista sudafricano, la cui ricerca attraversa disegno, incisione, animazione, film, scultura e installazione. Il progetto mette in evidenza anche il rapporto tra le arti visive e il teatro, ambito fondamentale nella pratica di Kentridge. L'artista ha sviluppato il proprio linguaggio durante gli anni della lotta contro l'apartheid in Sudafrica, ragione per cui la dimensione politica e sociale rimane intrecciata alla sua ricerca poetica e visiva. E l'esposizione presenta diversi aspetti di questa pratica multidisciplinare.
«Jean Brusselmans. Painter by Nature»
2 ottobre 2026 – 31 gennaio 2027
È la prima grande retrospettiva dedicata a Jean Brusselmans dal 1980. Il pittore belga sviluppò una ricerca autonoma rispetto alle principali tendenze artistiche del suo tempo, mantenendo però un forte legame con la tradizione pittorica. Il paesaggio del Brabante e la dimensione quotidiana costituiscono elementi importanti della sua produzione. Il suo linguaggio si colloca in una zona di confine tra figurazione e astrazione. La mostra riunisce circa 120 opere e mette Brusselmans in dialogo con artisti come Fernand Léger, Piet Mondrian e Rik Wouters. Una sezione è dedicata anche alla sua attività come scenografo teatrale.
DANIMARCA
Louisiana Museum of Modern Art
«Remedios Varo»
18 settembre 2026 – 10 gennaio 2027
L'artista, nata in Spagna e attiva soprattutto in Messico, sviluppò un universo pittorico nel quale immaginazione, scienza, magia e surrealismo si intrecciano. Il percorso riunisce oltre 70 opere, dagli esordi a Barcellona e Parigi fino alla produzione messicana degli anni Cinquanta e dei primi anni Sessanta. Saranno presenti anche disegni, quaderni e materiali documentari. Importanti opere arriveranno da musei del Messico e degli Stati Uniti, oltre che da collezioni private. La mostra – organizzata in collaborazione con il Moderna Museet di Stoccolma e con la storica dell'arte messicana Tere Arcq – permette così di seguire l'intero arco della ricerca dell'artista.
FRANCIA
Bibliothèque nationale de France – Site Richelieu
«Louise Bourgeois. Extrême tension»
20 ottobre 2026 – 21 febbraio 2027
L’ esposizione è dedicata alla produzione grafica di Louise Bourgeois. Il progetto riunisce per la prima volta i fondi della Bibliothèque nationale de France e del Centre Pompidou. Disegni e incisioni costituiscono il nucleo dell'esposizione e permettono di concentrarsi su una parte fondamentale della pratica dell'artista. Bourgeois ha infatti sviluppato, nel corso della sua carriera, un linguaggio profondamente personale, legato a memoria, corpo, relazioni e dimensione psicologica. E la mostra permette di seguire questa ricerca attraverso opere su carta e tecniche grafiche. È inoltre la prima esposizione dedicata all'artista in un'istituzione pubblica parigina dal 2008.
Grand Palais, Parigi
«Cezanne et nous»
23 settembre 2026 – 17 gennaio 2027
La mostra – coprodotta da Grand Palais Rmn, Centre Pompidou e Musée d’Orsay-Musée de l’Orangerie – mette in dialogo Paul Cézanne con artisti e generazioni successive che hanno guardato alla sua opera. Cézanne viene considerato per la sua influenza sulla pittura moderna e contemporanea. Il rapporto con il paesaggio, la costruzione della forma e la ricerca sulla percezione costituiscono alcuni dei nuclei della sua eredità. Il progetto permette quindi di osservare non soltanto le opere di Cézanne, ma anche il modo in cui la sua ricerca è stata recepita e reinterpretata.
Musée d’Art Moderne de Paris
«Prix Marcel Duchamp 2026»
2 ottobre 2026 – 7 febbraio 2027
L'edizione 2026 del Prix Marcel Duchamp presenta al pubblico i quattro artisti nominati per il prestigioso premio francese dedicato alla creazione contemporanea. La mostra si svolge per la seconda volta al Musée d'Art Moderne de Paris (il trasferimento dal Centre Pompidou è legato ai lavori di ristrutturazione della sede storica, nell'ambito di una nuova organizzazione «a costellazione»). L'esposizione è curata da Odile Burluraux e Nicolas Liucci-Goutnikov.
Musée d’Orsay, Parigi
«Auguste Bartholdi. La Liberté éclairant le monde»
15 settembre 2026 – 31 gennaio 2027
La mostra è dedicata ad Auguste Bartholdi, scultore francese dell'Ottocento e autore della «Statua della Libertà». Il progetto viene organizzato dal Musée d'Orsay in occasione del 250° anniversario della Dichiarazione d'indipendenza degli Stati Uniti. La Statua della Libertà fu concepita come dono della Francia agli Stati Uniti e inizialmente pensata per celebrare il centenario dell'indipendenza americana. Il percorso approfondisce la progettazione e la realizzazione dell'opera, inaugurata nel 1886. La mostra amplia però lo sguardo all'intera attività di Bartholdi e alla sua produzione scultorea. Accanto all'esposizione è prevista anche un'esperienza immersiva in realtà virtuale dedicata alla nascita della «Statua della Libertà».
«Mary Cassatt. The Choice of Independence», Orsay
6 ottobre 2026 – 31 gennaio 2027
La mostra è dedicata a Mary Cassatt in occasione del centenario della sua morte, avvenuta nel 1926. Il Musée d’Orsay presenta il progetto come una grande esposizione monografica dedicata all’artista americana. Cassatt trascorse gran parte della sua vita in Francia e fu una delle figure più originali dell’Impressionismo. La mostra approfondisce il percorso con cui costruì una posizione autonoma all’interno della scena artistica del suo tempo. Il rapporto con l’Impressionismo costituisce uno dei punti centrali, insieme alla sua particolare attenzione alla rappresentazione della vita moderna. Il titolo sottolinea proprio la dimensione di indipendenza della sua ricerca artistica.
«Jenny Holzer. J’ai vu», Orsay
20 ottobre 2026 – 21 febbraio 2027
Il progetto è stato concepito da Jenny Holzer appositamente per il Musée d’Orsay e per il suo programma dedicato all’arte contemporanea. L’artista utilizza frammenti di testi tratti dalle collezioni del museo e da documenti legati all’epoca rappresentata nelle sue raccolte. Le parole vengono trasferite sui supporti caratteristici della sua pratica: installazioni monumentali, proiezioni, incisioni su pietra e dispositivi elettronici luminosi. Una parte del progetto coinvolgerà anche la facciata storica dell’ex stazione ferroviaria. La mostra mette quindi in relazione la ricerca contemporanea di Holzer con il patrimonio storico e documentario del Musée d’Orsay. Il progetto è organizzato nell’ambito delle celebrazioni per i 40 anni del museo.
Louvre
« Kader Attia e Elizabeth Peyton. Les Hôtes du Louvre», Louvre
24 settembre – 14 dicembre 2026
Il progetto conclude il programma che ha visto Kader Attia ed Elizabeth Peyton lavorare all’interno del Louvre. Per due anni i due artisti hanno avuto un atelier nel palazzo, entrando in rapporto con gli spazi, le collezioni e il personale dell’istituzione. La mostra presenta gli esiti delle rispettive esperienze. Kader Attia realizza un film e un’installazione legati alla propria frequentazione del museo e alla riflessione sullo sguardo. Elizabeth Peyton presenta invece dipinti nati anche dal rapporto con opere della collezione del Louvre. Il progetto occupa la sala della Chapelle nell’Aile Sully. L’esposizione mette quindi a confronto due modalità differenti di guardare e reinterpretare il patrimonio del museo.
«Zurbarán. 1598–1664», Louvre
7 ottobre 2026 – 25 gennaio 2027
È una grande retrospettiva internazionale dedicata a Francisco de Zurbarán, uno dei principali pittori spagnoli del Seicento. La mostra è organizzata dal Louvre insieme alla National Gallery di Londra e all’Art Institute of Chicago. Il percorso non vuole essere una monografia completamente esaustiva, ma una selezione ampia di opere capace di restituire la varietà della sua pittura. Particolare attenzione è dedicata alle monumentali commissioni religiose realizzate per i monasteri dell’Andalusia. Sono presenti anche ritratti e nature morte. Una sezione è dedicata alla produzione del figlio Juan de Zurbarán. Il percorso si chiude con l’influenza esercitata dall’artista sulle avanguardie francesi, da Manet a Picasso e Juan Gris.
«Sculpter la couleur. Chefs-d’œuvre du Musée national de sculpture, Valladolid», Louvre
7 ottobre 2026 – 25 gennaio 2027
La mostra presenta per la prima volta in Francia una selezione della grande scultura spagnola policroma del XVII secolo. Sono esposte 23 sculture, provenienti dal Museo Nacional de Escultura di Valladolid. Il legno policromo viene utilizzato dagli artisti per ottenere effetti di straordinario naturalismo. Il percorso mette in relazione scultura e pittura nella cultura del Seicento spagnolo. Tra gli artisti presenti figurano Gregorio Fernández, Alonso Cano, Juan de Mesa, Pedro de Mena e Luisa Roldán. Un ruolo particolare è riservato al «Camino del Calvario», un gruppo processionale monumentale composto da cinque figure. La mostra è allestita contemporaneamente a Zurbarán nello stesso spazio del Louvre, creando un dialogo diretto tra pittura e scultura.
Musée Jacquemart-André
«Éternel Tintoret / Timeless Tintoretto»
11 settembre 2026 – 24 gennaio 2027
La mostra presenta per la prima volta in Francia una panoramica complessiva dell'intera carriera di Tintoretto. Il percorso riunisce circa 40 dipinti e opere grafiche provenienti da importanti collezioni. L'esposizione segue l'evoluzione dell'artista veneziano attraverso le diverse fasi della sua produzione. Grande attenzione viene riservata alla sua particolare costruzione dello spazio, alle prospettive ardite, alla luce e alla rapidità della pennellata. La mostra mette inoltre in evidenza l'eredità di Tintoretto e la sua influenza sulla pittura francese del XIX secolo. Il progetto permette quindi di osservare il rapporto tra la ricerca veneziana del Cinquecento e la successiva ricezione dell'artista in Francia.
Panthéon
«Vies minuscules»
25 settembre 2026 – 31 gennaio 2027
La mostra nasce dalla collaborazione tra Centre Pompidou e Centre des monuments nationaux nell'ambito del programma Constellation. Il titolo deriva dal libro «Vies minuscules» di Pierre Michon, pubblicato nel 1984. Al centro del progetto ci sono le vite che la grande storia tende a lasciare ai margini. Una trentina di artisti sono riuniti nella navata del Panthéon attraverso un percorso multidisciplinare. La mostra attraversa più di un secolo di produzione artistica, da František Kupka a Jumana Manna. Pittura, disegno, scultura, fotografia, video e installazione entrano in dialogo con l'architettura monumentale del Panthéon. Il progetto riflette così sul modo in cui l'arte può dare visibilità a esistenze anonime o marginalizzate.
Musée des Beaux-Arts de Lyon
«Musée sentimental»
11 settembre 2026 – 14 marzo 2027
La mostra affronta il tema della collezione come pratica artistica e del rapporto affettivo che può svilupparsi con gli oggetti. Il progetto riunisce opere provenienti dal Musée des Beaux-Arts de Lyon, dal Musée d’Art Contemporain de Lyon e dal Centre Pompidou. Sono coinvolti circa sessanta artisti e collettivi del XX e XXI secolo. Assemblaggi, accumulazioni, vetrine, scatole e altri dispositivi trasformano oggetti comuni in elementi dotati di una nuova dimensione memoriale ed emotiva. Il percorso prende avvio da due riferimenti storici: il museo di Alexandre Lenoir e il «Musée sentimental» realizzato da Daniel Spoerri nel 1977. Tra le opere presentate figurano il «Mur de l’atelier d’André Breton» e «Le Magasin de Ben». La mostra è co-organizzata dal Musée des Beaux-Arts de Lyon e dal Centre Pompidou.
GERMANIA
Beethoven-Haus
«Beethoven by Warhol»
9 settembre 2026 – 5 aprile 2027
La mostra è dedicata al rapporto tra Andy Warhol e Beethoven e presenta oltre cento oggetti provenienti da collezioni internazionali e regionali. Il nucleo centrale è la serie di serigrafie «Beethoven 1987», realizzata da Warhol poche settimane prima della sua morte. Il progetto ricostruisce la genesi di questo portfolio e il suo rapporto con l'immagine di Beethoven. Sono esposti anche disegni, copertine di dischi, «trial proofs», serigrafie su tela e materiali effimeri. Tra i materiali presentati figurano anche opere e documenti meno conosciuti. La mostra inserisce la produzione di Warhol nel più ampio contesto della ricezione contemporanea di Beethoven.
Hamburger Bahnhof – Nationalgalerie der Gegenwart
«Ryuichi Sakamoto. seeing sound, hearing time»
11 settembre 2026 – 20 giugno 2027
È la prima grande retrospettiva europea dedicata a Ryuichi Sakamoto, compositore, produttore e artista. Il progetto presenta la sua ricerca nel punto d’incontro tra musica, arte visiva, cinema e performance. Tra i lavori figura «IS YOUR TIME», in cui un pianoforte danneggiato dallo tsunami del 2011 viene trasformato in uno strumento per una nuova esperienza sonora. Sono inoltre presenti installazioni legate all’album «async» e lavori realizzati con Shiro Takatani e Apichatpong Weerasethakul. La mostra mette così al centro il rapporto tra suono, spazio e immagine.
Kunstsammlung Nordrhein-Westfalen
«Franz Marc. Die Suche nach einer besseren Welt»
12 settembre 2026 – 24 gennaio 2027
È la prima grande mostra monografica dedicata a Franz Marc organizzata dalla Kunstsammlung Nordrhein-Westfalen da circa vent'anni. Il percorso riunisce oltre 120 opere provenienti da diverse fasi della carriera dell'artista. Particolare rilievo hanno i celebri dipinti di animali, che costituiscono uno degli aspetti più riconoscibili della sua produzione. La mostra permette però di andare oltre questa immagine consolidata e di seguire l'intero sviluppo della ricerca di Marc. Il percorso considera la sua evoluzione artistica fino alla morte nel 1916. Le opere vengono presentate all'interno di un progetto dedicato anche ai temi che attraversano la sua pittura. Il titolo della mostra richiama proprio questa dimensione ideale della sua produzione.
Kunstpalast
«Niki de Saint Phalle. Dream Machine»
10 settembre 2026 – 7 febbraio 2027
La mostra ripercorre oltre quattro decenni della produzione di Niki de Saint Phalle. Il percorso comprende diverse fasi della ricerca dell'artista franco-americana, dalle celebri «Tirs», le opere realizzate sparando contro superfici ricoperte di colore, fino alle monumentali e coloratissime «Nanas». La mostra presta particolare attenzione ai temi della libertà, dell'autodeterminazione e della rappresentazione della donna – temi centrali nella produzione dell'artista. Il percorso permette di osservare come Saint Phalle abbia utilizzato forme, colori e materiali per costruire un linguaggio immediatamente riconoscibile. Il Kunstpalast sottolinea inoltre il carattere fortemente personale della sua posizione all'interno di una scena artistica prevalentemente maschile.
Museum Ludwig
«Along the Color Line. Spuren einer transatlantischen Moderne»
3 ottobre 2026 – 7 marzo 2027
La mostra mette in discussione il modo tradizionale in cui viene raccontata la storia del Modernismo. Il progetto prende in esame il contributo degli artisti della diaspora nera internazionale alla formazione della modernità artistica. Al centro ci sono le relazioni tra Europa, Stati Uniti e altri contesti della diaspora transatlantica. Il percorso parte da movimenti come la Harlem Renaissance negli Stati Uniti e la Négritude in Europa. L'obiettivo è osservare come gli artisti abbiano recepito, trasformato o deliberatamente rifiutato i modelli modernisti. La mostra considera quindi la modernità come un fenomeno attraversato da scambi geografici e culturali. Il progetto rientra nelle celebrazioni per il 50° anniversario del Museum Ludwig.
Neue Nationalgalerie
«Maurizio Cattelan. NIGHT»
10 settembre 2026 – 7 marzo 2027
«NIGHT» è la prima grande mostra personale di Maurizio Cattelan in Germania. L'esposizione occupa l'iconico edificio progettato da Ludwig Mies van der Rohe e fa parte del Preis der Nationalgalerie 2026, assegnato all'artista da una giuria internazionale. Il progetto riunisce opere storiche e nuovi lavori realizzati per l'occasione. Il rapporto con l'architettura della Neue Nationalgalerie è quindi centrale nell'esposizione. Le opere vengono messe in relazione con la struttura trasparente e rigorosamente modernista dell'edificio, e la mostra permette di rileggere la pratica di Cattelan attraverso lavori appartenenti a momenti diversi della sua carriera. Tra le opere documentate nel progetto figura anche «Novecento» del 1997.
Gemma Augustea 9–12 CE, Kunsthistorisches Museum, Vienna. © KHM-Museumsverband.
SPAGNA
MACBA
«Aurèlia Muñoz. Beings»
5 novembre 2026 – 29 marzo 2027
La mostra è una grande retrospettiva dedicata ad Aurèlia Muñoz, figura centrale nello sviluppo dell'arte tessile contemporanea in Catalogna e a livello internazionale. Il percorso copre oltre cinquant'anni di produzione. Sono presentati i primi collage e assemblaggi, caratterizzati da influenze surrealiste e gotiche, insieme ai grandi ricami pittorici. Una parte importante è dedicata alle strutture monumentali in macramé, provenienti da collezioni istituzionali spagnole, europee e statunitensi. Sono inoltre esposte le celebri sculture a forma di aquilone e le installazioni più tarde realizzate con carta fatta a mano. Il percorso comprende anche un'ampia selezione di disegni e maquette mai esposti prima. La mostra è organizzata dal MACBA e dal Museo Reina Sofía nell'ambito dell'Anno Aurèlia Muñoz.
Museo Nacional del Prado
«Ricardo de Madrazo. Drawings and Watercolours»
19 ottobre 2026 – 17 gennaio 2027
È la prima mostra interamente dedicata a Ricardo de Madrazo, il più giovane figlio del pittore Federico de Madrazo e il meno conosciuto della famiglia. Il progetto si concentra sulla sua produzione su carta, riunendo una selezione di taccuini, disegni e acquerelli. Il percorso permette di mettere in evidenza la varietà degli interessi dell'artista. Tra i lavori figurano copie da dipinti di antichi maestri, opere legate all'Orientalismo e scene di genere. La ricerca è inoltre legata ai numerosi viaggi compiuti da Madrazo in Spagna, Europa e Nord Africa. La mostra nasce anche grazie alle acquisizioni effettuate dal Prado negli ultimi anni. Il progetto è curato da Pedro J. Martínez Plaza, della collezione di pittura del XIX secolo del museo.
«Rilke and Spanish Art»
17 novembre 2026 – 7 marzo 2027
La mostra nasce in occasione del centenario della morte di Rainer Maria Rilke, avvenuta nel 1926, e indaga il rapporto dello scrittore con la pittura spagnola e con alcuni dei suoi principali protagonisti. Rilke si interessò in particolare a El Greco, Velázquez, Murillo e Goya, che ebbero un ruolo significativo nella sua riflessione sull'arte. Centrale è infatti il viaggio compiuto in Spagna tra il novembre 1912 e il febbraio 1913. Durante quel soggiorno visitò Toledo, Ronda e Madrid e il Prado, dove approfondì il suo interesse per El Greco, Goya e Velázquez. La mostra considera anche il rapporto di Rilke con il pittore spagnolo Ignacio Zuloaga, mettendo in relazione letteratura, pittura e esperienza del viaggio.
«Hans Baldung Grien»
24 novembre 2026 – 7 marzo 2027
La mostra è dedicata a Hans Baldung Grien, una delle figure più importanti della pittura del Rinascimento tedesco. Allievo di Albrecht Dürer a Norimberga, Baldung sviluppò successivamente una propria attività a Strasburgo. Il Prado concentra il progetto soprattutto sui due dipinti della propria collezione, «Harmony (The Three Graces?)» e «The Ages and Death». Le opere, datate intorno al 1541–44, costituiscono uno dei nuclei fondamentali della mostra. Il percorso le inserisce nel più ampio contesto della pittura tedesca del Rinascimento e del rapporto di Baldung con Dürer. Particolare attenzione viene dedicata alla rappresentazione della natura, delle piante e della figura umana. La recente pulitura dei due dipinti del Prado ha inoltre permesso di osservare nuovi dettagli botanici e differenze cromatiche.
REGNO UNITO
Barbican Art Gallery
«Robert Ryman. The Real Thing»
8 ottobre 2026 – 28 febbraio 2027
È la prima grande mostra britannica dedicata a Robert Ryman da oltre trent'anni. Il percorso riunisce più di 60 opere, realizzate dalla metà degli anni Cinquanta fino ai primi anni dieci del Duemila. Ryman è noto soprattutto per la sua ricerca sulla pittura, sviluppata attraverso l'uso ricorrente del bianco e di formati spesso quadrati. La mostra mette però in evidenza la grande varietà delle sue soluzioni tecniche e materiche. Ogni dipinto diventa per l'artista un'occasione per verificare il comportamento della pittura, della superficie e del supporto. Il progetto invita quindi a guardare con attenzione a differenze minime di materia, luce, texture e applicazione del colore. Il Barbican sottolinea proprio l'importanza dell'esperienza diretta delle opere, coerentemente con la concezione della pittura sviluppata da Ryman.
British Museum
«The Bayeux Tapestry»
10 settembre 2026 – 11 luglio 2027
È uno degli appuntamenti più attesi della programmazione londinese del 2026–27. Per la prima volta da quasi mille anni, l'arazzo di Bayeux torna in Inghilterra grazie a un accordo storico di prestito con la Francia. L'opera, lunga circa 70 metri, racconta gli eventi che precedettero la battaglia di Hastings e la conquista normanna dell'Inghilterra nel 1066. Il ricamo costituisce allo stesso tempo un’importante testimonianza storica e una delle più rilevanti opere artistiche medievali conservate. Il percorso permetterà di osservare scene di guerra, viaggi, navi, abiti, cibo e vita quotidiana dell'XI secolo.
National Gallery
«Van Eyck: The Portraits»
21 novembre 2026 – 11 aprile 2027
Per la prima volta saranno riuniti tutti e nove i ritratti dipinti conosciuti di Jan van Eyck, provenienti da diverse collezioni europee. Il progetto permette di osservare insieme una parte consistente delle opere autografe sopravvissute dell'artista fiammingo. Tra gli incontri eccezionali ci sarà quello del «Ritratto dei coniugi Arnolfini» della National Gallery e il «Ritratto di un uomo (Giovanni? Arnolfini)» della Gemäldegalerie di Berlino. Sarà inoltre esposto il «Ritratto di un uomo (Autoritratto?)» del 1433 accanto al ritratto di Margaret, moglie dell’artista. La mostra approfondisce così il modo in cui Van Eyck trasformò il ritratto nel Quattrocento, con la particolare attenzione che riservò anche ai soggetti non appartenenti all’aristocrazia, come mercanti, artigiani e persone vicine all’artista.
«Renoir and Love»
3 ottobre 2026 – 31 gennaio 2027
La mostra è la prima grande esposizione dedicata a Renoir alla National Gallery dal 2007 e riunisce circa 45 dipinti. Il progetto si concentra soprattutto sugli anni dalla metà degli anni Sessanta alla metà degli anni Ottanta dell'Ottocento, una fase decisiva per la formazione del linguaggio impressionista dell'artista. Il tema dell'amore attraversa il percorso insieme a quelli dell'amicizia, della seduzione e della socialità. Saranno presenti scene di coppia, momenti familiari, incontri nei caffè e immagini della vita moderna. Tra i prestiti più importanti figura «Bal au Moulin de la Galette» del Musée d'Orsay, esposto per la prima volta nel Regno Unito. La mostra è organizzata in collaborazione con il Musée d'Orsay e il Museum of Fine Arts di Boston
«Yinka Shonibare and Thomas Gainsborough: A Conversation»
15 ottobre 2026 – 7 febbraio 2027
Il progetto mette in dialogo Thomas Gainsborough e Yinka Shonibare attraverso una delle opere più note della National Gallery, «Mr and Mrs Andrews». Shonibare rilegge il dipinto settecentesco attraverso la propria pratica scultorea. Le figure vengono trasformate in corpi senza testa e vestite con tessuti wax dell'Africa occidentale. L'intervento modifica radicalmente l'immagine originale mantenendo però il riferimento alla coppia ritratta da Gainsborough. Il confronto introduce questioni legate a ricchezza, identità, potere e storia coloniale britannica. L'opera di Shonibare risale al 1998 ed è intitolata «Mr and Mrs Andrews Without Their Heads». La mostra è allestita nella H J Hyams Room, Room 1, della National Gallery.
Tate Modern
«Light and Magic: The Birth of Art Photography»
14 ottobre 2026 – 21 febbraio 2027
L’esposizione esplora lo sviluppo del pittorialismo – primo movimento internazionale ad aver contribuito all'affermazione della fotografia come forma d'arte, seguendone l'evoluzione dagli anni Ottanta dell'Ottocento fino agli anni Sessanta del Novecento. Il percorso riunisce oltre 50 artisti provenienti da diversi contesti geografici, da Seoul a Sydney, da New York a Città del Capo, dal Brasile a Singapore. Accanto a opere della collezione della Tate saranno presentati lavori mai esposti prima, mettendo in evidenza la varietà delle sperimentazioni fotografiche sviluppate nel corso di questo periodo. La mostra considera così il pittorialismo nella sua dimensione internazionale e le diverse modalità con cui gli artisti hanno utilizzato la fotografia per avvicinarsi alle possibilità espressive della pittura e delle altre arti. L'esposizione è allestita nelle Eyal Ofer Galleries della Tate Modern.
Tate Britain
«The 90s»
8 ottobre 2026 – 14 febbraio 2027
La mostra è curata da Edward Enninful, ex direttore di «British Vogue», e guarda agli anni Novanta come a un momento di forte trasformazione della cultura britannica. Arte, fotografia, moda e musica vengono considerate come parti di uno stesso sistema creativo. Il progetto riunisce artisti, fotografi e designer legati alla scena britannica del decennio. Tra i nomi associati alla mostra figurano Damien Hirst, Gillian Wearing, Yinka Shonibare, Vivienne Westwood, Alexander McQueen e Hussein Chalayan. La fotografia di Juergen Teller, Nick Knight, David Sims e Corinne Day documenta invece una nuova estetica dell'immagine. Il percorso affronta anche temi legati a identità, classe, razza e rappresentazione. L'obiettivo è restituire un decennio in cui i confini tra cultura alta, moda, musica e cultura popolare si fecero molto più permeabili.
«Vanessa Bell & Duncan Grant: Inside Bloomsbury»
12 novembre 2026 – 11 aprile 2027
La mostra celebra la collaborazione artistica durata oltre cinquant'anni tra Vanessa Bell e Duncan Grant, due figure centrali dell'arte britannica del XX secolo e del Bloomsbury Group. Il percorso riunisce oltre 250 opere e segue sia le ricerche condivise sia gli sviluppi individuali dei due artisti, attraverso dipinti, ritratti, nature morte, paesaggi e oggetti decorativi, oltre a ceramiche e tessuti. L'esposizione approfondisce il rapporto tra pittura e arti decorative che caratterizzò la loro attività e il più ampio ambiente culturale di Bloomsbury. Un elemento centrale è la ricostruzione dello studio di Duncan Grant nel Sussex, trasferito a Tate Britain dalla residenza di Charleston. Il progetto permette così di osservare la relazione tra la produzione dei due artisti, la loro collaborazione e il più ampio clima di sperimentazione associato al gruppo di Bloomsbury.
Ryuichi Sakamoto & Shiro Takatani, «async–immersion», Tokyo, 2024. Installation view «Ryuichi Sakamoto | seeing sound, hearing time», Museum of Contemporary Art Tokyo (MOT) 2024 © e Courtesy dell'artista, KAB Inc. / Takeshi Asano.
PAESI BASSI
Frans Hals Museum
«Hals-Rembrandt»
6 novembre 2026 – 28 febbraio 2027
La mostra mette a confronto due dei grandi protagonisti della pittura olandese del Seicento: Frans Hals e Rembrandt van Rijn. Il percorso costruisce accostamenti diretti tra le loro opere, permettendo di osservare analogie e differenze nella rappresentazione dei personaggi. Particolare attenzione è dedicata ai ritratti di gruppo, tra cui quelli dei funzionari delle istituzioni pubbliche e delle «regentesses», le donne che ricoprivano ruoli istituzionali. Entrambi gli artisti sono celebri per il modo in cui hanno rappresentato la personalità dei propri soggetti. Hals si distingue per la pennellata rapida e apparentemente spontanea; Rembrandt per una pittura più stratificata e sperimentale. Il confronto permette di osservare due approcci differenti al ritratto nel Secolo d'Oro olandese.
Kröller-Müller Museum,
«Van Gogh, All Our Paintings»
15 settembre 2026 – 3 gennaio 2027
Il Kröller-Müller riunisce per la prima volta dal 1984 tutti gli 88 dipinti di Vincent van Gogh appartenenti alla propria collezione. È quindi un'occasione eccezionale per vedere insieme l'intero nucleo di opere dell'artista conservato dal museo. Il percorso è organizzato attorno alle tre virtù teologali di fede, speranza e amore. Questi temi accompagnano la vicenda personale e artistica di Van Gogh e il suo desiderio di utilizzare l'arte come forma di conforto. La mostra permette di seguire la sua evoluzione da predicatore ad artista. Sono presenti alcuni dei dipinti più celebri della collezione, tra cui «I mangiatori di patate», «Il seminatore» e «Terrazza del caffè la sera».
Rijksmuseum
«Willem de Kooning at Work»
9 ottobre 2026 – 17 gennaio 2027
La mostra presenta la prima grande panoramica mai realizzata nei Paesi Bassi sui disegni di Willem de Kooning. Il percorso riunisce oltre 120 opere, seguendo più di 65 anni di ricerca dell'artista. Il disegno viene presentato come una componente fondamentale del suo processo creativo, attraverso schizzi, correzioni, ripetizioni e variazioni. Accanto ai disegni saranno esposti anche dipinti e sculture fondamentali della sua produzione. Tra questi figurano «Excavation», «Pink Angels», «Woman I» e «Woman and Bicycle». Le opere permettono di seguire l'evoluzione del linguaggio di de Kooning dagli esordi fino alla maturità. La mostra nasce dalla collaborazione con l'Art Institute of Chicago e con la Willem de Kooning Foundation. Il progetto assume inoltre un significato particolare perché ricorre il centenario della partenza dell'artista da Rotterdam verso gli Stati Uniti.
REPUBBLICA CECA
National Gallery Prague
«Anne Jagiellon (1503–1547): Queen at the Dawn of a New Era»
22 ottobre 2026 – 28 marzo 2027
La mostra è dedicata ad Anna Jagellone, regina di Boemia e d'Ungheria e figura centrale nella storia della dinastia jagellonica e asburgica. Il progetto nasce nel cinquecentenario dell'ascesa degli Asburgo al trono boemo e della formazione della monarchia asburgica nell'Europa centrale. Il percorso ricostruisce la vita della sovrana attraverso le sue responsabilità politiche e dinastiche, i frequenti viaggi, la maternità e il ruolo esercitato all'interno della corte. La mostra presenta oltre 200 opere e documenti provenienti da istituzioni ceche e internazionali, tra cui lavori di Lucas Cranach il Vecchio, Conrat Meit, Hans Maler, Jakob Seisenegger, Albrecht Dürer e Tiziano. Particolare attenzione è dedicata anche alla corte di Praga e ai cambiamenti politici e culturali che accompagnarono il passaggio dalla dinastia jagellonica agli Asburgo. L'esposizione è allestita alla Waldstein Riding School della National Gallery Prague.
SLOVENIA
Loški muzej / Ivan Grohar Gallery
«Tomo Savić-Gecan»
7 ottobre – 22 novembre 2026
La mostra presenta la ricerca di Tomo Savić-Gecan, artista croato noto per una pratica concettuale che mette in discussione i confini tra opera, spazio espositivo e sistema istituzionale. Il suo lavoro spesso introduce elementi minimi o interventi apparentemente invisibili, trasformando il contesto in parte integrante dell'opera. L'artista riflette così sui meccanismi attraverso cui un'istituzione definisce ciò che può essere considerato arte. La mostra alla Ivan Grohar Gallery porta questa ricerca nel contesto del museo di Škofja Loka. Il progetto rientra nella programmazione contemporanea dello Loški muzej.
UGM – Maribor Art Gallery
«Bart Lunenburg: City as a Garment»
2 ottobre – 30 ottobre 2026
La mostra presenta la prima personale a Maribor dell'artista olandese Bart Lunenburg e nasce dalla ricerca sul patrimonio tessile della città. L'artista indaga il ruolo della produzione tessile nella formazione del tessuto architettonico, sociale e culturale di Maribor, collegandolo alla storia industriale e alla memoria collettiva. Il progetto sviluppa inoltre la ricerca di Lunenburg sull'architetto Jože Plečnik, avviata durante una residenza alla Švicarija di Lubiana nel 2024. Attraverso materiali d'archivio, osservazione degli spazi e sperimentazione materica, l'artista mette in relazione tessuti, architettura, ritmi del lavoro e memoria della produzione industriale. Il titolo City as a Garment richiama proprio l'idea della città come una sorta di «abito», attraverso cui leggere le tracce lasciate dalla storia tessile nella forma urbana. La mostra è allestita presso UGM Kabinet, in collaborazione con RAVNIKAR Projects, e comprende anche una nuova fase di ricerca sviluppata durante una residenza a Maribor nell'estate 2026.
SVIZZERA
Kunsthaus Zürich
«Maria Lassnig and Edvard Munch. Flow of Paint = Flow of Life»
2 ottobre 2026 – 21 febbraio 2027
La mostra mette per la prima volta direttamente in dialogo Maria Lassnig ed Edvard Munch. I due artisti appartengono a generazioni molto distanti, ma il Kunsthaus individua numerosi punti di contatto nella loro ricerca. Entrambi utilizzano il colore come strumento per esprimere emozioni, sensazioni fisiche e rapporto con il mondo. La pittura diventa così una forma di indagine sulla propria interiorità. Nel caso di Lassnig, questo aspetto è legato alla sua ricerca sulla body awareness, mentre in Munch emerge attraverso la dimensione psicologica ed esistenziale delle immagini. Il confronto permette di rileggere le opere dei due artisti al di là delle differenze cronologiche. Il Kunsthaus possiede inoltre la più importante collezione di opere di Munch al di fuori della Norvegia.
Willem de Kooning, «Pink Angels», 1945.
Redazione
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