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Ferrari Luce Telaio 0

Courtesy of RM Sotheby’s

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Ferrari Luce Telaio 0

Courtesy of RM Sotheby’s

Dopo le polemiche, la Ferrari Luce raggiunge i 40 milioni di dollari in asta da RM Sotheby’s

Il primo esemplare elettrico di Maranello raggiunge una cifra record, per molti versi sorprendente. Come spiegare un'aggiudicazione così elevata?

Un verdetto inaspettato arriva dalla Monterey Car Week, California, dove l'asta organizzata da RM Sotheby's ha visto un'aggiudicazione destinata a fare discutere. Un collezionista al momento anonimo si è aggiudicato per 40 milioni di dollari lo «Chassis 0», ovvero il primissimo esemplare di produzione della Ferrari Luce. La cifra appare clamorosa se si pensa che non si tratta di un'icona d'epoca o un'auto da corsa con un glorioso passato sportivo, bensì della prima super-car interamente elettrica uscita dagli stabilimenti di Maranello nel 2026.

Presentata lo scorso maggio, la Ferrari Luce aveva provocato immediate spaccature nella comunità degli appassionati. Priva di un V8 o di un iconico V12, la vettura spinge la transizione ecologica del Cavallino attraverso quattro motori elettrici capaci di erogare oltre 1.000 CV, con un'accelerazione da 0 a 100 km/h in 2,5 secondi e una velocità massima di 310 km/h, a fronte di oltre 530 chilometri di autonomia. A generare perplessità tra i puristi dei club Ferrari non è stata soltanto la svolta propulsiva, ma anche la scelta stilistica. Il design è stato infatti affidato al collettivo LoveFrom, fondato da Jony Ive e Marc Newson, tracciando una linea discontinua rispetto al linguaggio formale sviluppato dal Ferrari Design di Flavio Manzoni. Un approccio multidisciplinare che all'epoca del debutto aveva innescato critiche accese e persino qualche turbolenza sul titolo azionario della società.

Il risultato ottenuto all'asta va tuttavia scisso dal valore commerciale del modello di serie, il cui prezzo di listino si attesta attorno ai 550 mila euro, mentre per lo «Chassis 0» le stime della vigilia non superavano gli 1,1 milioni di dollari. Trattandosi di un incanto a scopo benefico, l'intero ricavato sarà devoluto dalla Ferrari Foundation ad attività educative, con la casa d'aste che ha persino azzerato le proprie commissioni sul lotto. La vettura venduta presenta una configurazione unica realizzata tramite il programma Tailor Made, caratterizzata dalla verniciatura «Madreperla Semi-Gloss», dagli interni in pelle metallizzata «Perla Le Mans» e da finiture esclusive su cerchi, freni e stemmi.

Chi ha investito 40 milioni di dollari deve aver pensato di stare quindi acquistando un pezzo di storia aziendale nel momento esatto del suo compimento. Del resto, nel collezionismo ad altissimi livelli la rarità e la narrazione contano più delle sole specifiche tecniche. Sia che l'elettrico rappresenti il futuro di Maranello, rendendo questo esemplare l'atto fondativo di una nuova era, sia che si riveli in seguito un azzardo tecnologico destinato a rimanere un caso isolato, lo «Chassis 0» manterrà intatto il suo status di documento storico. È questa consapevolezza che proietta la prima elettrica di Maranello in un'orbita finanziaria finora riservata a pochissime leggende del passato, come la 250 GTO «Bianco Speciale» del 1962 venduta all'inizio del 2026 per 55,45 milioni di dollari o la 330 LM/250 GTO passata di mano nel 2023 per 51,7 milioni.

L'intero ricavato sarà destinato dalla Ferrari Foundation a future iniziative educative.

Redazione, 16 agosto 2026 | © Riproduzione riservata

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