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Tate Britain, Londra

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Tate Britain, Londra

Curare con l’arte: presentato un protocollo di intesa tra Ministero della Cultura e della Salute

L’iniziativa, promossa dalla sottosegretaria alla Cultura Lucia Borgonzoni, punta a verificare se l’esperienza culturale possa diventare uno strumento integrato nelle politiche di salute pubblica

E se la cultura fosse prescritta dal medico? Sembra un’assurdità, eppure Ministero della Cultura e Ministero della Salute ci stanno pensando, come dimostra il protocollo d’intesa presentato il 16 settembre nella Sala Stampa Estera di Roma dai rispettivi rappresentanti, Alessandro Giuli e Orazio Schillaci.

C’è chi, ad esempio, sta già testando una simile iniziativa, come il Regno Unito, dove i medici indirizzano i pazienti anche verso attività culturali, sociali e di volontariato. Il «social prescribing» non vuole però sostituire le terapie più tradizionali, ma si pone come strumento integrativo per perseguire il benessere della persona. I dati sono favorevoli: una ricerca pubblicata a maggio su «Innovation in Aging» dall’University College London mostra come individui abituati a fare attività artistiche almeno una volta alla settimana presentano un invecchiamento biologico più lento del 4%. Nel test «PhenoAge», inoltre, risultava mediamente un anno più giovane. A questi si aggiunge un progetto come «Museums on Prescriptions», che ha registrato una riduzione nell’uso dei servizi sanitari.

In Italia non esistono ancora programmi veri e propri di questo genere, a livello statale. L’iniziativa, promossa dalla sottosegretaria alla Cultura Lucia Borgonzoni, punta a verificare se l’esperienza culturale possa diventare uno strumento integrato nelle politiche di salute pubblica. A tal fine risulta necessaria la creazione di un comitato scientifico paritetico, con tre rappresentanti per ciascun Ministero, anche grazie a 1 milione di euro già stanziato con la precedente legge di bilancio per finanziare nuovi studi. Inoltre, il piano prevede percorsi formativi per operatori sanitari e culturali, oltre a iniziative di sensibilizzazione.

Tra le esperienze già attive, dalla museoterapia all’arteterapia e alla musicoterapia, ci sono «Art4ART», nato dalla collaborazione tra il MaXXI di Roma e il Policlinico Universitario Gemelli, oltre alle iniziative dell’Asst Grande Ospedale Metropolitano Niguarda di Milano. L’obiettivo è trasformare queste sperimentazioni, finora spesso episodiche, in una politica pubblica strutturata.

Redazione, 17 settembre 2026 | © Riproduzione riservata

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