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Un ritratto di Henry Highley

Phillips

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Un ritratto di Henry Highley

Phillips

Henry Highley prende le redini delle private sales di Phillips

Il battitore di punta della casa d'aste assume ruolo chiave nello scacchiere operativo della maison, un segnale chiaro di come i canali riservati stiano ridisegnando gli equilibri dell'arte contemporanea

Nel dinamico mercato delle aste internazionali, le transazioni private hanno smesso da tempo di essere un semplice corollario alle vendite pubbliche per diventare uno dei motori strategici più redditizi. In questo scenario di costante riassestamento dei pesi commerciali, Phillips compie una mossa nel segno della continuità e della crescita interna, nominando Henry Highley a capo globale delle Private Sales.

Entrato nella casa d'aste nel 2008, Highley rappresenta una figura cresciuta interamente all'interno della maison. Nel corso di quasi vent'anni, il manager britannico ha intessuto una fitta rete di relazioni con collezionisti privati, mercanti e istituzioni museali su scala globale, orchestrando nell'ombra alcune delle trattative riservate più rilevanti messe a segno dalla casa d'aste negli ultimi anni.

La nomina si intreccia a doppio filo con un'altra veste fondamentale con cui Highley si è affermato sul mercato: quella di Principal Auctioneer. Battitore di punta durante le attesissime Evening Sales dedicate all'arte contemporanea, Highley ha sviluppato sul podio una sensibilità rara per i tempi d'asta, oltre a una familiarità diretta con i protagonisti del collezionismo di fascia alta. La sua nuova carica non lo vedrà abbandonare il martelletto, bensì integrare la presenza scenica delle aste pubbliche con la discrezione richiesta dal mercato privato.

Per Phillips, l'operazione guidata dall'amministratore delegato Martin Wilson risponde alla necessità di strutturare in modo sempre più sartoriale le compravendite private, sempre più rilevanti ai fini operativi. Per intenderci, nel 2025 le vendite privare hanno generato per Phillips oltre 200 milioni di dollari, con un aumento del 66% rispetto all’anno precedente. Un terzo degli acquirenti, inoltre, era alla prima esperienza con la maison. Segno inequivocabile che la modalità è in grado di attrarre collezionisti forse non a loro agio in un'asta pubblica.

In un momento in cui la riservatezza, la rapidità e la certezza delle quotazioni sono requisiti prioritari per molti collezionisti, la scelta di affidare la divisione a un volto storico della casa d'aste punta a consolidare la fiducia della clientela apicale, espandendo al contempo le quote di mercato su scala globale.

Redazione, 17 settembre 2026 | © Riproduzione riservata

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Henry Highley prende le redini delle private sales di Phillips | Redazione

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