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Panoramica di Machu Picchu

Foto Antonio Aimi

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Panoramica di Machu Picchu

Foto Antonio Aimi

Com’era davvero l’America precolombiana prima del 1492?

Gli Aztechi in Mesoamerica, gli Inca nell’Area Peruviana e i cacciatori raccoglitori in Amazzonia: un mosaico di culture diverse che abitava il nuovo continente e che i resoconti dei cronisti dell’epoca aiutano, in parte, a comprendere

Nel 1492, quando Cristoforo Colombo arrivò in America, il Nuovo Mondo era abitato da popolazioni che avevano sviluppato culture molto diverse. Tali diversità colpirono il navigatore genovese, e poi i cronisti che scrissero delle culture dell’antica America, anche se le loro valutazioni erano in parte condizionate dalla loro formazione e dalle ragioni che li spingevano a scrivere. Ciò non di meno, questi testi, se non sono smentiti da evidenti dati archeologici ed etnografici, sono spesso il punto di partenza per comprendere le culture dell’antica America: di norma gli autori, pur nutrendo pregiudizi nei confronti di queste popolazioni, non scrivevano falsità di sana pianta, poiché, se volevano assecondare i loro committenti, potevano semplicemente ignorare certe cose ed enfatizzarne altre.

Con queste parole, in particolare, Colombo descrisse i Taino e i Caribi che aveva incontrato nelle Antille: «Sono il miglior popolo del mondo e soprattutto il più dolce. Amano il loro prossimo come sé stessi. Sono leali e privi d’avidità / Davano quanto avevano come bestie. È bene che abbiano paura dei Cristiani perché sono malvagi. Trovai altra gente ancora che mangia uomini: ne fa fede la deformità dell’aspetto loro». Queste descrizioni contrastanti furono in seguito confermate da altri cronisti. Ad esempio, Gonzalo Fernandez de Oviedo, un cronista colto, a lungo in Italia e in contatto con gli intellettuali veneziani del XVI secolo, così raccontò di Hispaniola, la seconda isola delle Antille, a quel tempo abitata quasi esclusivamente dai Taino: «Già è stato cacciato Satana da quest’isola, già tutto è finito con la distruzione di quasi tutti gli Indiani». Bartolomé de Las Casas, un vescovo domenicano che aveva preso in esame anche culture dell’America continentale più difficili da valutare, invece, scrisse: «Da tutto quello che si è detto si deduce che le società indiane eguagliarono, e in alcuni casi superarono, in buone leggi e costumi tutte quelle antiche».

Prendendo poi in esame le altre culture dell’America precolombiana e partendo dai risultati delle ricerche archeologiche, etnostoriche e antropologiche, si può dire che le culture più complesse del Nuovo Mondo si erano sviluppate nella Mesoamerica (una macroarea che comprende gran parte del Messico e dell’America Centrale) e nell’Area Peruviana. Nel 1492 la Mesoamerica vedeva l’egemonia dell’impero azteco, governato da Ahuitzotl. Dopo la sua morte nel 1502, il potere passò a Motecuhzoma Xocoyotl, artefice di una serie di riforme che puntavano a dare alla labile e molto tollerante struttura dell’impero le caratteristiche dei regni assoluti del Vecchio Mondo. Nell’area meridionale della Mesoamerica esistevano, invece, diversi Stati, che in parte condividevano i tratti culturali della Mesoamerica (scrittura, calendari più o meno sofisticati, etnemi religiosi in parte comuni, ecc.). Per contro, l’Area Peruviana nel 1492 era segnata dal netto predominio degli Inca, che 22 anni prima avevano conquistato il regno Chimú, l’unico Stato che in parte poteva ostacolare la loro espansione. Successivamente, con gli imperatori Tupac Inca Yupanqui e Huayna Capac, allargarono il loro impero ben oltre l’Area Peruviana. Nonostante la mancanza di scrittura, l’impero inca, come parte di alcune delle culture che l’avevano preceduto, era caratterizzato da un certo dirigismo, dalle «yupane» (abachi, sia materiali che immateriali utilizzati per fare i conti) e dai «quipus» (strumenti mnemotecnici usati per registrare numeri e dati).

Tra la Mesoamerica e l’Area Peruviana era collocata l’Area Intermedia, che comprendeva culture che erano in contatto e avevano influenzato o erano state influenzate da quelle più a Nord e da quelle più Sud. Ai confini dell’Area Peruviana e dell’Area Intermedia si estendevano l’Amazzonia e le macroaree coperte da foreste o da savane della costa del Brasile, del Paraguay, ecc. Anche se oggi l’Area Amazzonica è inevitabilmente associata alle tribù di cacciatori-raccoglitori, che in parte l’abitavano fino a qualche tempo fa, è sbagliato pensare che avesse avuto un ruolo marginale, dato che nuove ricerche dimostrano la presenza delle più antiche tracce di sedentarizzazione e di terracotta dell’America. Inoltre, poco dopo il 1492, le prime descrizioni di Amerigo Vespucci e dei marinai che avevano vissuto a lungo tra i Tupinambá delle coste del Brasile spinsero intellettuali europei di primo piano come Tommaso Moro e Michel de Montaigne a valorizzare il modello di una società senza le pesanti gerarchie dell’Europa del XVI secolo. Nel periodo dei viaggi di Colombo il resto dell’America era abitato da società di cacciatori-raccoglitori o di orticultori, che non hanno lasciato tracce archeologiche particolarmente significative. Tuttavia, è importante ricordare che nel 1492 gli Indiani delle Pianure degli Stati Uniti, i protagonisti dei film western, non avevano cavalli, che entrarono a far parte delle loro culture solo più tardi.

Il centro cerimoniale di Tlatelolco, la città gemella di Tenochtitlan, la capitale dell’Impero azteco. Foto Antonio Aimi

Antonio Aimi, 12 ottobre 2026 | © Riproduzione riservata

Antonio Aimi

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