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Leggi i suoi articoliDopo la morte dell’operaio Andrea Moretti, il Ministero della Cultura ha deciso di prolungare la sospensione delle visite al Parco archeologico del Colosseo anche al 25 settembre. Prima di disporre la riapertura, il ministro Alessandro Giuli attende ulteriori elementi sulle indagini in corso e intende incontrare i lavoratori e le lavoratrici del Parco.
L’obiettivo, spiegano fonti del Ministero, è verificare anche le condizioni psicologiche del personale dopo il grave incidente e capire se esistano i presupposti per una ripresa delle attività in sicurezza. Una decisione che si inserisce nel clima di forte attenzione seguito alla morte dell’operaio e che coinvolge non soltanto gli aspetti legati alle indagini, ma anche il benessere di chi lavora quotidianamente all’interno del sito archeologico.
Intanto, all’esterno del Colosseo il flusso dei turisti non si è fermato. Molti visitatori non erano a conoscenza della chiusura e hanno raggiunto comunque l’Anfiteatro. I gruppi organizzati, in particolare, hanno scelto spesso di fermarsi davanti al monumento, rinunciando alla visita interna.
Le guide turistiche si sono così adattate alla situazione, trasformando l’esterno del Colosseo in una sorta di aula a cielo aperto. Ai visitatori vengono raccontate l’architettura dell’Anfiteatro, la storia dei gladiatori e quella degli spettacoli che per secoli hanno caratterizzato uno dei simboli più conosciuti di Roma.
Per chi aveva programmato il viaggio da mesi, la chiusura rappresenta però una delusione. «È frustrante», racconta Jessica, arrivata a Roma dal Michigan, «ma rispetto la decisione e sono vicina alla famiglia del ragazzo morto».
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Oliver Riedl aveva già trovato alcune monete d’argento in un campo di Wesseling, a sud di Colonia, quando il suo metal detector ha continuato a segnalare qualcosa sotto il terreno. Gli archeologi chiamati sul posto hanno riportato alla luce quasi 1.000 denari romani per 3,1 chilogrammi d’argento: è il più grande tesoro monetale di questo periodo scoperto finora in Germania. La moneta più antica risale addirittura al 148 a.C.
Donato dall’artista, questo pezzo unico diventerà il cuore pulsante della terza edizione di «Chiamiamola per nome», la Charity Dinner dell’Irccs-Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri. I proventi raccolti dall’asta finanzieranno la ricerca per offrire risposte e diagnosi a pazienti e famiglie



