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Il crollo della torre della cattedrale di Manizales

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Il crollo della torre della cattedrale di Manizales

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Colombia, il terremoto colpisce anche il patrimonio dell’Eje Cafetero

Le prime rilevazioni, preoccupanti, dei danni ai beni monumentali e artistici

Francesco Bandarin

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I dati sui danni provocati dal terremoto che ha colpito la Colombia occidentale il 10 agosto sono ancora preliminari e vengono aggiornati di ora in ora. Anche per il patrimonio culturale non esiste ancora un censimento ufficiale completo. Le prime informazioni e immagini consentono tuttavia di delineare un quadro preoccupante, soprattutto nell’Eje Cafetero, una parte del quale è iscritta nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’Unesco.

Il terremoto di magnitudo 7,4 che la mattina del 10 agosto ha colpito la Colombia occidentale, con epicentro nell’area di San José del Palmar, nel dipartimento del Chocó, è il più forte registrato nel Paese in questo secolo. Il bilancio umano è ancora in evoluzione, mentre proseguono le ricerche tra le macerie. I danni maggiori sono segnalati a Cali, Pereira, Manizales e Quibdó, oltre che in numerosi centri minori. Secondo le prime stime, oltre 1.600 edifici risultano danneggiati e decine sono completamente crollati.

Per il patrimonio culturale, il caso più evidente è per ora quello di Manizales, capitale del Dipartimento di Caldas. La Catedral Basílica Metropolitana de Nuestra Señora del Rosario, uno dei monumenti più riconoscibili della città, ha subito danni molto gravi, documentati dalle immagini diffuse immediatamente dopo il sisma. Una delle torri è crollata e sono in corso verifiche sulle condizioni dell'intera struttura. La cattedrale è un edificio particolarmente significativo anche per la storia dell'architettura colombiana del Novecento. Costruita tra il 1928 e il 1939 su progetto dell'architetto francese Julien Polti, è una grande struttura neogotica realizzata in cemento armato, una tecnica allora ancora relativamente innovativa. È stata dichiarata Monumento Nazionale nel 1984. La sua storia è inoltre strettamente legata alla vulnerabilità sismica della regione: nel terremoto del 1962 una delle torri laterali era già crollata e fu successivamente ricostruita.

La questione patrimoniale va però ben oltre un singolo monumento. Manizales, Pereira e numerosi centri del territorio colpito appartengono alla grande regione storica e produttiva dell'Eje Cafetero, caratterizzata da insediamenti urbani, architetture tradizionali e coltivazioni del caffè sui ripidi versanti andini. È in questo territorio che si trova il sito del Paesaggio Culturale del Caffé, iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale dell'Unesco nel 2011. Il sito Unesco è un paesaggio culturale seriale, composto da diverse aree agricole e da centri urbani nei dipartimenti di Caldas, Quindío, Risaralda e Valle del Cauca. Il suo valore non dipende quindi da singoli monumenti, ma dal rapporto storico fra coltivazione del caffè, organizzazione del territorio, piccoli insediamenti e architettura tradizionale. Proprio questa diffusione territoriale rende particolarmente importante una valutazione dei danni che non si limiti agli edifici più monumentali. Dal momento che non risulta ancora disponibile un bilancio ufficiale complessivo dei danni subiti dal patrimonio culturale né una valutazione specifica dell'Unesco sugli effetti del terremoto sul sito del Patrimonio Mondiale, mon è possibile affermare che il Paesaggio Culturale del Caff abbia subito danni tali da compromettere il suo «valore universale eccezionale».

Particolare attenzione dovrà essere rivolta anche a Pereira, dove sono segnalati numerosi crolli, e ai centri minori dell'Eje Cafetero. Più difficile è per ora valutare la situazione nel Chocó, vicino all'epicentro, dove le difficoltà di comunicazione stanno rallentando la raccolta delle informazioni. A Cali, dove i danni agli edifici sono estesi, non è ancora disponibile un inventario attendibile delle eventuali perdite al patrimonio storico. Il precedente più grave per questa regione resta il terremoto del 25 gennaio 1999, che devastò numerosi centri dell'Eje Cafetero, provocando gravi perdite anche nel patrimonio edilizio e religioso. L'evento attuale ripropone quindi un problema noto: la forte vulnerabilità sismica di un patrimonio costituito non soltanto da grandi monumenti, ma da migliaia di edifici e insediamenti che contribuiscono al carattere storico del paesaggio culturale.

I paesaggi culturali del caffè della Colombia sono un sito Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco della Colombia dal 2011

Francesco Bandarin, 14 agosto 2026 | © Riproduzione riservata

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