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Cinque gallerie italiane alla conquista di Abu Dhabi: Continua, Noero, P420, Voena e Vistamare alla prima Frieze

Galleria Continua, Franco Noero, P420, Robilant+Voena e Vistamare saranno tra gli 84 espositori della prima edizione di Frieze Abu Dhabi, dal 19 al 22 novembre 2026 a Manarat Al Saadiyat. La presenza italiana si inserisce in una fiera fortemente internazionale, con gallerie da 36 Paesi e una quota del 43% proveniente dalla regione SWANA. Il debutto conferma soprattutto la crescente centralità del Golfo nella geografia mondiale del mercato dell’arte.

Ginevra Borromeo

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Sono cinque le gallerie italiane che parteciperanno alla prima edizione di Frieze Abu Dhabi: Galleria Continua, Franco Noero, P420, Robilant+Voena e Vistamare. Una rappresentanza significativa all’interno degli 84 espositori annunciati dalla fiera, che debutterà dal 19 al 22 novembre 2026 a Manarat Al Saadiyat, nel cuore del Saadiyat Cultural District.

La presenza italiana mette insieme realtà molto differenti per storia, generazione e posizionamento. Galleria Continua, nata a San Gimignano e ormai strutturata come una rete internazionale; Franco Noero, tra le gallerie torinesi maggiormente proiettate sul contemporaneo internazionale; la bolognese P420, fondata da Alessandro Pasotti e Fabrizio Padovani e caratterizzata da una ricerca che intreccia pratiche contemporanee e riletture di esperienze storiche del secondo Novecento; Robilant+Voena, attiva tra antico, moderno e contemporaneo e con una forte vocazione internazionale; e Vistamare, fondata a Pescara da Benedetta Spalletti e oggi presente anche a Milano.

Cinque profili che, nel loro insieme, restituiscono una fotografia piuttosto articolata del sistema galleristico italiano: dal contemporaneo alle riletture del secondo Novecento, fino al mercato storico. E soprattutto cinque operatori che scelgono di essere presenti alla nascita di una fiera destinata a diventare uno dei principali punti di osservazione sull’espansione del mercato nel Golfo. Frieze Abu Dhabi riunirà infatti 84 gallerie provenienti da 63 città e 36 Paesi. Particolarmente rilevante è il peso della regione SWANA: 36 espositori, circa il 43% del totale, hanno sede nell’area. Tra questi Carbon 12 e The Third Line da Dubai, Dastan tra Teheran e Toronto, Gypsum dal Cairo, Loft Art Gallery da Casablanca e Marrakech e Sfeir-Semler Gallery tra Beirut e Amburgo.

Accanto a loro arriveranno alcuni dei maggiori operatori internazionali, da Gagosian a Pace Gallery, Thaddaeus Ropac, Victoria Miro e Perrotin. È precisamente l'incontro tra una forte componente regionale e i grandi marchi del mercato globale a definire l'identità che Frieze intende assegnare alla nuova fiera. Il debutto, del resto, non avviene nel vuoto. Frieze Abu Dhabi prende il posto di Abu Dhabi Art, la fiera che per diciassette anni ha accompagnato la costruzione della scena artistica dell’Emirato. L'operazione nasce dalla collaborazione tra Frieze e il Department of Culture and Tourism – Abu Dhabi e trasferisce nella capitale emiratina uno dei marchi più riconoscibili del sistema fieristico internazionale. La sede è altrettanto significativa. Manarat Al Saadiyat si trova all’interno di quel Saadiyat Cultural District sul quale Abu Dhabi ha concentrato una parte decisiva della propria politica culturale. La fiera entra quindi in un ecosistema istituzionale già costruito e in ulteriore espansione, rafforzando il collegamento tra musei, collezionismo privato e mercato.

La sezione principale sarà affiancata da Focus, riservata a presentazioni personali o collettive di artisti emergenti e sperimentali. Le sei gallerie selezionate riceveranno contributi destinati a sostenere i costi di partecipazione. A questa si aggiungerà «Global Futures», curata da Tarini Malik, dedicata ad artisti le cui ricerche intercettano storie e questioni particolarmente rilevanti per gli Emirati e la regione. Un ulteriore tassello sarà Frieze Masters Abu Dhabi, affidata alla curatela di Marika Sardar, che porterà in fiera opere e oggetti dall’antichità al XX secolo. Il tema scelto è l’Oceano Indiano, osservato attraverso la circolazione storica di oggetti, persone e idee prodotta da commerci, collezionismo e scambi culturali. Una scelta che amplia deliberatamente il raggio cronologico della manifestazione e prova a collegare il mercato contemporaneo alla storia materiale della regione. Ma il dato forse più interessante resta la geografia. L'arrivo di Frieze ad Abu Dhabi avviene nello stesso anno del debutto di Art Basel Qatar, segnalando quanto rapidamente il Golfo stia diventando terreno di competizione anche tra i maggiori brand fieristici internazionali. Non si tratta più soltanto dell'apertura di nuove destinazioni commerciali: le grandi fiere seguono e contemporaneamente accelerano la formazione di nuovi centri del collezionismo, delle istituzioni e della produzione culturale.

Ginevra Borromeo, 28 agosto 2026 | © Riproduzione riservata

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