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Ginevra Borromeo
Leggi i suoi articoliCinquanta monete d’oro nascoste dentro un piccolo vaso di ceramica e mai più recuperate dal loro proprietario. A circa 2.500 anni dalla loro deposizione, un tesoro di darici persiani è riemerso nell’antica città di Notion, sulla costa egea della Turchia occidentale, offrendo agli archeologi una testimonianza eccezionalmente ben contestualizzata della circolazione della moneta achemenide in una regione a lungo contesa tra Persiani e Ateniesi.
Il ritrovamento è avvenuto nel 2023 durante gli scavi del Notion Archaeological Project, diretto dall’Università del Michigan, nei pressi dell’attuale Ahmetbeyli, nel distretto di Menderes, provincia di Smirne. Le monete erano raccolte all’interno di un recipiente collocato accanto al muro di un edificio più antico, successivamente sepolto sotto il cortile di una grande abitazione di epoca ellenistica. La notizia è tornata ora all’attenzione in seguito alla diffusione di nuovi dettagli sul rinvenimento.
Le 50 monete sono state identificate come darici persiani, la celebre monetazione aurea dell’Impero achemenide, e vengono datate dagli archeologi tra la fine del V e l’inizio del IV secolo a.C. Sul diritto compare la caratteristica figura dell’arciere persiano, rappresentato in posizione inginocchiata, uno dei tipi iconografici più riconoscibili della monetazione achemenide. È probabile che gli esemplari siano stati coniati a Sardi, capitale della satrapia di Lidia e fondamentale centro politico ed economico persiano nell’Anatolia occidentale. Il valore del deposito rende particolarmente interessante l’ipotesi avanzata dagli studiosi. Secondo Senofonte, un darico corrispondeva approssimativamente alla paga mensile di un soldato mercenario. Presa come riferimento questa equivalenza, il vaso di Notion avrebbe contenuto una somma sufficiente a pagare cinquanta mercenari per un mese. Non significa necessariamente che ci si trovi davanti a una cassa militare: il denaro potrebbe essere appartenuto a un comandante, a un funzionario incaricato dei pagamenti oppure semplicemente a un individuo particolarmente facoltoso. Il contesto storico rende tuttavia l’ipotesi militare plausibile.
L’antica Notion occupava infatti una posizione strategica sulla costa ionica, circa 50 chilometri a sud dell’odierna Smirne. La presenza di un porto, la prossimità a Colofone e al santuario di Apollo a Claro ne fecero un punto importante nel sistema politico e militare dell’Egeo orientale. Nel corso del V secolo a.C. la città si trovò ripetutamente coinvolta nello scontro tra l’espansione ateniese e gli interessi dell’Impero persiano in Asia Minore.
Forze mercenarie sostenute dai Persiani occuparono una parte della città, mentre successivamente Atene utilizzò Notion come base navale. All’inizio del IV secolo a.C. la città tornò nell’orbita achemenide, rimanendovi fino alla campagna asiatica di Alessandro Magno nel 334 a.C. È all’interno di questa geografia instabile, fatta di eserciti, alleanze e continui passaggi di controllo, che deve essere letto il tesoro. Secondo Christopher Ratté, direttore del Notion Archaeological Project, le monete sarebbero state intenzionalmente occultate per ragioni di sicurezza. La domanda destinata a rimanere senza risposta riguarda ciò che accadde subito dopo. Perché nessuno tornò a recuperare una quantità tanto considerevole di oro? Una morte improvvisa, una sconfitta militare, l’abbandono forzato della città sono alcune delle possibilità. È proprio il mancato recupero a trasformare un gesto privato di protezione del denaro in un documento archeologico. I tesori monetali vengono spesso interpretati come indicatori indiretti di fasi di crisi: l'occultamento segnala il bisogno di mettere rapidamente al sicuro una ricchezza, mentre il suo abbandono definitivo suggerisce che qualcosa abbia impedito al proprietario di tornare.
Il dato più importante riguarda però il contesto del ritrovamento. Molti nuclei conosciuti di darici persiani sono arrivati agli studiosi attraverso scoperte fortuite o senza informazioni archeologiche sufficientemente precise. A Notion, al contrario, posizione, stratigrafia e rapporto con gli edifici sono stati documentati durante uno scavo scientifico. Il tesoro può quindi contribuire alla cronologia della monetazione achemenide e, contemporaneamente, alla ricostruzione delle diverse fasi di vita della città. Le monete sono state trasferite al Museo Archeologico di Efeso, dove saranno sottoposte a ulteriori analisi. Una datazione più precisa dei singoli esemplari potrebbe restringere l'arco cronologico dell'occultamento e forse mettere il deposito in relazione con una delle numerose crisi politiche e militari che attraversarono Notion.
Ginevra Borromeo
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