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Daniela Ventrelli
Leggi i suoi articoliIl premio Riccardo Francovich 2025 conferito a Canosa di Puglia (Bat) dalla Società archeologi medievisti italiani (Sami), rappresenta per la cittadina pugliese un importante riconoscimento della vivace sinergia che enti pubblici e privati stanno dedicando alla sua valorizzazione. La giuria, presieduta dal professor Paul Arthur, ha proclamato Canosa come il migliore sito archeologico d’Italia per divulgazione e rigore scientifico, considerando il 75,48 di preferenze ricevute su un totale di 12.495 votanti, rispetto al 20,63 riportato dal Museo multimediale della Torre di Satriano in Tito a Potenza, e il 3,89 del Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza. Custode di uno dei palinsesti più affascinanti della Puglia tardoantica e medievale, Canosa vanta siti eccezionali come la Basilica di San Leucio, il Battistero di San Giovanni e la prima cattedrale di Santa Maria, la Chiesa dei Santi Giovanni e Paolo (inglobata successivamente nella cattedrale medievale di San Sabino), la Chiesa di San Pietro e la Catacomba di Ponte della Lama. Un sistema monumentale che testimonia in particolare l’opera del vescovo Sabino e il ruolo centrale di Canosa nella cultura mediterranea del VI secolo, di cui il Museo dei Vescovi (MU.VE. di Canosa) custodisce importanti testimonianze.
La candidatura, promossa dalla Fondazione Archeologica Canosina (Fac) il cui impegno trentennale è ormai istituzionalizzato, è stata fortemente sostenuta dal Comune di Canosa di Puglia insieme alle sezioni locali di note associazioni territoriali (Pro Loco, Italia Nostra e Associazione Via Francigena). «Quasi 10mila voti rappresentano una mobilitazione popolare straordinaria: la comunità ha riconosciuto nei suoi complessi paleocristiani, da San Leucio a San Giovanni, non solo monumenti antichi significativi, ma l’anima stessa della nostra identità», ricorda Sergio Fontana, imprenditore e presidente della Fac. «Canosa rappresenta un caso esemplare: capoluogo regionale in età tardoantica e sede della diocesi primaziale, conserva uno dei sistemi paleocristiani più articolati d’Italia e del Mediterraneo», sottolinea il professor Giuliano Volpe, coordinatore del Comitato scientifico della Fac e curatore della candidatura. Un consenso così ampio conferma, dunque, la buona direzione di una strada condivisa da Università, Ministero, Regione e Comune: «Fare dell’archeologia uno strumento di conoscenza, un volano di sviluppo culturale e sociale, un elemento di costruzione di una coscienza di luogo da parte della comunità locale», conclude Volpe.
Il premio sarà conferito il 27 febbraio prossimo, a Firenze, nell’ambito delle attività organizzate da Tourism(A).
Una veduta aerea della Basilica Paleocristiana di San Pietro a Canosa di Puglia. © Itc Canosa
Una veduta di San Leucio a Canosa di Puglia. © Mariangela Intraversato
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