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Leggi i suoi articoli«La cultura ha un’intelligenza umana»: non è soltanto uno slogan, ma il manifesto teorico con cui Bassano del Grappa (Vi) lancia la sua sfida al futuro. Nell’era dominata dall’Intelligenza Artificiale, il progetto culturale sceglie di rivendicare la centralità della persona, affidando all’immaginazione e al dubbio critico il compito di interrogare la tecnologia per guidarne il senso e le finalità. Tra montagna e pianura, la città rilegge la propria attitudine storica a tradurre le idee in opere, trasformando la memoria in materia viva per il presente.
L’impianto curatoriale inviato al Ministero della Cultura si articola in quattro pilastri tematici rigorosi: «Bassano a vent’anni», indagine sulle ambizioni e sui linguaggi delle nuove generazioni; «La città delle immagini», che rilegge il patrimonio visivo di Jacopo Bassano, Antonio Canova e la straordinaria epopea editoriale dei Remondini mettendolo in dialogo con la cultura visiva contemporanea; «Geografia della storia», intreccio tra memoria, paesaggio antropico e identità; e «Officine del terzo millennio», che interpreta la secolare tradizione manifatturiera della Pedemontana come laboratorio permanente di sperimentazione e creatività.
Il Ponte Vecchio di Andrea Palladio, simbolo della candidatura, diventa così la metafora ideale del progetto: una «piazza coperta» e uno spazio d’incontro accessibile che riassume la volontà di connettere e generare relazioni. Come sottolineato da Barbara Guidi, dirigente Cultura della città, e Paolo Dalla Sega, advisor di candidatura, la cultura viene concepita qui come un’energia di cambiamento: il dossier traduce questa visione in un calendario di grandi mostre espositive, produzioni originali e festival internazionali distribuito sui «mille giorni» da aprile 2027 a tutto il 2029, affiancato da interventi di rigenerazione urbana come il recupero di Palazzo Bonaguro e l’attivazione di Tag-Tavolo Agenda Giovani.
Questo percorso di progettazione integrata, volto a lasciare un’eredità materiale e sociale duratura oltre la scadenza del 2029, si riflette nelle parole dell’assessore alla Cultura Giada Pontarollo e del sindaco Nicola Ignazio Finco: «Il progetto di candidatura di Bassano nasce dal confronto e dall’ascolto della città, ha dichiarato Finco. È da questo percorso che abbiamo definito una visione chiara: non solo cultura, ma un modello di sviluppo che mette al centro la persona, la qualità dei servizi, l’innovazione e il protagonismo dei giovani, anche attraverso un hub interamente dedicato a loro. Le realtà culturali e associative, i progetti dell’Amministrazione e le nostre infrastrutture culturali sono i pilastri di un programma che vuole lasciare alla città nuove reti, nuove opportunità e una maggiore capacità di progettare insieme. L’ambizione è fare di Bassano del Grappa un modello di crescita culturale e urbana».
L’esito di questo lungo lavoro collettivo trova il suo compimento nell’atto istituzionale: la consegna ufficiale del dossier di candidatura di Bassano del Grappa a Capitale Italiana della Cultura 2029. Un passaggio fondamentale sostenuto da un Comitato promotore di 28 soggetti, da quasi 200 realtà tra enti e associazioni, e dal supporto di oltre 40 Comuni della Pedemontana veneta.
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