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Roberto Mercuzio
Leggi i suoi articoliUn capolavoro del primo Seicento romano ritrova la sua luce originale. La Fabbrica di San Pietro ha annunciato il completamento del restauro conservativo della cupola della Cappella Clementina, situata all’interno della Basilica Vaticana. I lavori hanno riguardato 371 metri quadrati di mosaici, realizzati tra il 1601 e il 1604 sui cartoni preparatori di Cristofano Roncalli, detto il Pomarancio. L’intervento, avviato nel maggio 2025, non si è limitato alle superfici musive: ha compreso anche la coeva decorazione in stucco, restituendo l’unitarietà di lettura all’intero apparato decorativo dell’ambiente.
La Cappella prende il nome da papa Clemente VIII (al secolo, Ippolito Aldobrandini), che ne promosse la ricca decorazione. Progettata originariamente da Michelangelo Buonarroti e completata nel 1580 da Giacomo della Porta come controparte simmetrica della Cappella Gregoriana, l’opera fa parte del complesso di ambienti che circondano la Confessione di San Pietro. In pieno clima di Controriforma, il programma iconografico fu definito con il contributo determinante del cardinale Cesare Baronio. La realizzazione pratica dei mosaici fu affidata a un’équipe di oltre dieci maestri mosaicisti, tra i quali spiccano i nomi di Marcello Provenzale, Paolo Rossetti e Ranuccio Semprevivo. Nei pennacchi sono raffigurati i quattro Dottori della Chiesa.
La necessità del restauro è emersa durante le (e grazie alle) periodiche attività di monitoraggio della Fabbrica di San Pietro. Con il montaggio del ponteggio, avvenuto nel gennaio 2025, i tecnici e i restauratori hanno potuto esaminare da vicino lo stato di conservazione delle superfici, evidenziando le criticità dovute al naturale degrado dei materiali e ai precedenti interventi manutentivi.
Prima di procedere con le operazioni manuali, è stata condotta un’articolata campagna diagnostica: documentazione fotografica ad alta risoluzione, analisi di laboratorio sui materiali, mappatura digitale dei degradi e indagini endoscopiche. Per la gestione complessiva dell’opera è stata adottata la metodologia Bim (Building Information Modeling). Al modello 3D della cupola sono stati associati tutti i dati di rilievo, la mappatura e i dettagli dei lavori eseguiti, creando un archivio digitale dinamico, interrogabile e aggiornabile, destinato a guidare la manutenzione futura.
Il lavoro sulle tessere e sugli stucchi ha seguito rigorosi criteri scientifici. Si è partiti dalla spolveratura e prepulitura, seguite dal preconsolidamento delle tessere e delle cartelline mobili. Successivamente si è proceduto alla pulitura controllata, al trattamento delle efflorescenze e ai consolidamenti sia superficiali sia profondi. Infine, sono stati rimossi gli elementi incongrui aggiunti in passato e si è curata la stuccatura delle lacune e la presentazione estetica.
Un iter analogo ha interessato gli stucchi e la pellicola dorata. Tutti i prodotti impiegati garantiscono la massima compatibilità chimico-fisica, reversibilità e ritrattabilità, nel pieno rispetto delle norme vigenti sui beni culturali. Grazie a questo intervento, la cupola della Cappella Clementina è oggi al sicuro da rischi di distacco e ha ritrovato la sua corretta leggibilità cromatica e formale.
Roberto Mercuzio
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