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Nella foto, la performance di Matteo Nasini «Splendore neolitico», che si è tenuta a Vulcano nella scorsa edizione del festival di cultura contemporanea «Volcanic Attitude»

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Nella foto, la performance di Matteo Nasini «Splendore neolitico», che si è tenuta a Vulcano nella scorsa edizione del festival di cultura contemporanea «Volcanic Attitude»

Arte e scienza, abissi marini e profondità celesti

Dal 18 al 21 giugno, tra Napoli e l’isola di Vulcano, la terza edizione di «Volcanic Attitude», festival di cultura contemporanea, con le opere di Riccardo Arena, Loredana Longo, Emilio Messina, Ignazio Mortellaro, Filippo Romano, Shaken Grounds

Giusi Diana

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«Alte profondità»: è questo il tema della terza edizione di «Volcanic Attitude», festival di cultura contemporanea organizzato quest'anno da Centro Itard Lombardia, Fondazione Arthur Cravan e That’s Contemporary, che si terrà dal 18 al 21 giugno tra Napoli e Vulcano, nell'arcipelago siciliano delle Isole Eolie. L'esplorazione dei territori vulcanici guiderà anche questa edizione di uno dei festival estivi più interessanti, per il connubio tra arte e scienza, avvalendosi della collaborazione di autorevoli partner come l'Ingv, Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. Artisti, scienziati e ricercatori daranno vita anche quest'anno a un viaggio visionario che metterà in dialogo gli abissi marini e le profondità celesti, navigando a bordo di una nave, visitando laboratori scientifici e ascendendo vulcani. Si parte da Napoli il 18 giugno, con una conferenza performance introdotta dalla visita alla sede dell’Osservatorio Vesuviano dell'Ingv, in compagnia del ricercatore Sandro De Vita.

Protagonisti saranno gli artisti austriaci di Shaken Grounds. Seismography of Precarious Presences: si tratta di Nikolaus Gansterer, Mariella Greil, Peter Kozek, Lucie Strecker e Victor Jaschke, un collettivo che esplora il ruolo degli artisti come sismografi per «allenare la percezione dell'interconnessione tra l'uomo l'imprevedibilità dell'ambiente geologico». Il festival si caratterizza per la natura itinerante, con il viaggio in nave da Napoli verso l’isola di Vulcano, meta principale del Festival. A bordo della nave Laurana, sarà proiettato «1000 Vulcani» del fotografo e documentarista Emilio Messina, in dialogo con il vulcanologo Gianfilippo De Astis, per parlare del Marsili, un vulcano sottomarino nel Tirreno meridionale. Nel pomeriggio del 19 giugno il festival apre sull’isola di Vulcano con «Hymn to the stone I (ascent to Vulcano)», un’azione collettiva processionale guidata dall’artista Ignazio Mortellaro, che si svolgerà al tramonto, ascendendo al cratere La Fossa.

Il 20 giugno di mattina presso la Baia di levante-Acque Calde s’inaugura «Quadrantidi», un'installazione ambientale dell’artista Riccardo Arena, accompagnata da una conversazione del vulcanologo Gianfilippo De Astis, mentre alle 19 al moletto della spiaggia Sabbia Nere, nella Baia di Ponente, si terrà la performance dell’artista Loredana Longo, dal titolo «Black Phoenix». La giornata conclusiva del festival si apre con il fotografo Filippo Romano, in dialogo con il naturalista Pietro Lo Cascio. Alle 17 ancora una salita al Cratere La Fossa, dove con Nancy Spanò, biologa marina dell'Università di Messina, si parlerà di profondità marine.

A conclusione del festival, la performance filmata «Trembling Teorema. A live re-enactment of Pasolini's final scene from the 1968 film» di Lucie Strecker, Mariella Greil e Peter Kozek, in collaborazione con Victor Jaschk. Il festival ha tra gli altri la sponsorizzazione di Caronte & Tourist Isole Minori e il sostegno della Regione Siciliana.

Giusi Diana, 14 giugno 2024 | © Riproduzione riservata

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