Image

Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine

Image

Piazza Vittorio Emanuele a Niscemi vista dal retro della Chiesa di Santa Maria d’Iltria

Image

Piazza Vittorio Emanuele a Niscemi vista dal retro della Chiesa di Santa Maria d’Iltria

Il patrimonio ferito e perduto di Niscemi

Oggi sopralluogo dell’assessore ai beni culturali e all'identità siciliana Francesco Paolo Scarpinato insieme con la soprintendente di Caltanissetta Daniela Vullo per verificare lo stato di conservazione di edifici e chiese storiche e avviare le necessarie operazioni di tutela

Il Terrazzo del Belvedere di Niscemi non esiste più, è stato inghiottito per primo dalla frana che ha creato un dirupo alto 25 metri e lungo ben 4 chilometri. La terrazza panoramica costruita nel 1803, dove si concludevano le passeggiate lungo il centro storico, per godere di una magnifica vista sulla piana di Gela e sulla vallata del fiume Maroglio, era stata ricostruita già nel 1921 a seguito delle lesioni riportate nel corso di un precedente smottamento. In stile barocco, con una forma sinuosa era contornata da una lunga ringhiera e panche in ferro battuto.

Sul bordo del dirupo, scavato dalla frana, oltre ai ricordi dei niscemesi degli splendidi tramonti dal Belvedere e gli effetti personali di chi ha visto le proprie case sventrate all'improvviso, ci sono anche i 4mila volumi, tra cui alcune cinquecentine, appartenuti allo storico Angelo Marsiano. La biblioteca collocata proprio nell’ultima stanza del basso edificio a un piano, sospesa nel vuoto, si trova in via Roma al numero 67. Siamo nel cuore del quartiere Sante Croci, dove la chiesa da cui prende il nome, danneggiata dalla frana del 1997, era stata poi demolita. Si sta valutando in queste ore se e come intervenire con i vigili del fuoco per mettere in salvo un patrimonio librario e archivistico che è memoria storica di Niscemi, sempre che sia possibile vista la pericolosità che comporterebbe l'operazione. 

Per uno scherzo del destino, il 2026 è l'anno in cui ricorre il centenario dalla nascita di Marsiano e il 400mo anniversario dalla fondazione di Niscemi, cittadina che conserva splendide architetture barocche, tra chiese, conventi e dimore storiche. Gli eredi dello storico (Giuseppe, Francesca e Filippo Alberghina),, come riporta «Il Giornale di Sicilia», stavano lavorando alla realizzazione di una casa museo in via Pirandello a lui intitolata, un progetto che prevedeva anche l’inventariazione, la catalogazione e la digitalizzazione del patrimonio librario e archivistico. La biblioteca di via Roma, di proprietà della famiglia Pisa Alberghina, sarebbe dovuta essere aperta al pubblico quest'anno in occasione del doppio anniversario. 

Oggi intanto si terrà un sopralluogo dell’assessore ai beni culturali e all'identità siciliana Francesco Paolo Scarpinato insieme con la soprintendente dei beni culturali di Caltanissetta Daniela Vullo, per verificare lo stato di conservazione dei beni presenti sul territorio e avviare le necessarie operazioni di tutela. Dall’assessorato fanno sapere che «nei giorni scorsi sono già state avviate interlocuzioni con il Comune, con l’obiettivo di intervenire nel più breve tempo possibile. Il sopralluogo interesserà, tra i vari siti, anche le chiese storiche e Palazzo Iacona di Castellana».

Anche l’Archeoclub d’Italia interviene sulla frana di Niscemi: «Gli eventi meteorici in Italia nel 2025 sono aumentati del 5,6% rispetto al 2024, spiega Rosario Santanastasio, geologo e Presidente Nazionale di Archeoclub d’Italia. Questi fenomeni evidenziano l’urgenza di una pianificazione urbanistica nazionale a tutela di cittadini e beni culturali», ribadendo la necessità di mappare le emergenze urbane, artistiche e monumentali, attivare squadre specializzate per prevenzione e soccorso e aprire tavoli di confronto con le autorità regionali e la Protezione Civile.

 

                                      

La Chiesa Sante Croci di Niscemi: dopo la frana del 1997 venne demolita perché pericolante

Giusi Diana, 02 febbraio 2026 | © Riproduzione riservata

Giusi Diana

Leggi i suoi articoli

Altri articoli dell'autore

Nell’ambito di Gibellina Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2026, il Museo d’Arte Contemporanea Ludovico Corrao riunisce 15 artisti per riflettere sullo spostamento come condizione strutturale dell’esistenza contemporanea

Non più MaXXI Med, sede locale del museo nazionale romano, il Mediterranean Institute for research and arts sarà una fondazione a sé stante con un’ambizione internazionale

Sarà presentato il 2 luglio Mira-Mediterranean Institute for Research and Arts, che avrà sede nelle Torri Morandi e a Villa Pace, il cui obiettivo è «rafforzare il ruolo della Sicilia come piattaforma di dialogo tra Europa, Africa e Medio Oriente»

La località siciliana più frequentata dal turismo internazionale, fino al 22 giugno è il «place to be» per scrittori, giornalisti, filosofi, scienziati e artisti che incontreranno il pubblico, tra cui l’indiano di nascita, ma inglese d’adozione, che per l’occasione espone alcune sue opere a Palazzo Corvaja

Il patrimonio ferito e perduto di Niscemi | Giusi Diana

Il patrimonio ferito e perduto di Niscemi | Giusi Diana