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Approdando alle rive di un altro mare

Il tema di quest’anno della fiera Flashback è preso a prestito da un romanzo di fantascienza di Chad Oliver

Vittorio Bertello

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Sono «Le rive di un altro mare» il tema scelto quest’anno dalle curatrici della fiera torinese Flashback (ospitata dall’1 al 4 novembre nel foyer centrale del Pala Alpitour), Stefania Poddighe e Ginevra Pucci. L’espressione è il titolo di un romanzo di fantascienza dello scrittore americano Chad Oliver (The Shores of Another Sea, del 1971, proposto in Italia nel 1972 nella collana «Urania» di Mondadori). Il tema dell’opera è il dialogo tra diversi mondi e diverse civiltà, un tema attualissimo, riproposto da un’opera appositamente creata per Flashback dall’artista Francesco Valeri, che in essa riflette sul concetto di mescolanza, già elaborato in precedenti suoi progetti sulle periferie urbane.

Sono circa 50 le gallerie partecipanti alla rassegna. Per iniziare con l’arte antica, la torinese Galleria Giamblanco ha una tela inedita di Mattia Preti raffigurante «San Giacomo maggiore», databile agli anni Trenta del Seicento, il periodo romano dell’artista. Flavio Pozzallo di Oulx esporrà una terracotta policroma lombarda, del secondo quarto del ’400, rappresentante una «Madonna del Latte con angeli» e, insieme alla torinese Benappi Fine Art, un dipinto recto-verso («Natività» e «Volto di Cristo (Veronica)») da poco riconosciuto opera di Eleazaro Oldoni, membro di una famiglia lombarda trasferitasi nella seconda metà del Quattrocento a Vercelli. La monegasca Maison d’Art, nuovo espositore, avrà una «Maria Maddalena» di Orazio Gentileschi, che probabilmente utilizzò nella circostanza come modella la figlia Artemisia. W. Apolloni (Roma) presenta invece le «Quattro stagioni» del bolognese Francesco Albani e una parete dedicata a Pelagio Palagi (1775-1860), con una jardinière in marmo e bronzo dorato realizzata su disegno del decoratore d’interni bolognese.

L’arte moderna è rappresentata per esempio dalla veronese Galleria dello Scudo, che presenta una «Maternità» di Arturo Martini realizzata in pietra di Finale Ligure, mai più esposta dal 1961. Altre presenze romane: Aleandri Arte Moderna espone per esempio un «Paesaggio» del 1906 di Francis Picabia e avrà nello stand un focus su «Il Liberty a Torino 1900-20»; Russo ha un «Busto di donna» di Umberto Boccioni e una terracotta di Arturo Martini, «Uragano». Il fiorentino Frascione Arte esibisce una targa (bassorilievo in bronzo) di Leonardo Bistolfi del 1906 ca per un asilo intitolato alla memoria della contessa Teresa di Bricherasio, mentre la torinese Mazzoleni ha tra l’altro un olio senza titolo del 1930 di Alberto Savinio che idealmente chiude il cerchio, riproducendo un approdo «alle rive di un altro mare».

Vittorio Bertello, 31 ottobre 2018 | © Riproduzione riservata

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