Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Vittorio Bertello
Leggi i suoi articoliA Venezia sono stati rispettati tempi e budget di spesa per gli interventi più urgenti, quelli di consolidamento e miglioramento statico, dei campanili della Madonna dell’Orto, di San Pietro in Castello, di Santo Stefano in centro storico e di San Martino a Burano, interventi realizzati grazie al sostegno finanziario con fondi del Pnrr.
«C’è un risultato che è oggettivo. Per cui sarebbe il caso di suonare le campane», dice don Gianmatteo Caputo, delegato patriarcale per i Beni culturali ecclesiastici di Venezia, esprimendo un legittimo orgoglio. Stessa soddisfazione per monsignor Fabrizio Favaro, vicario episcopale per gli affari economici del Patriarcato: «Siamo riusciti ad usare bene i soldi, a non sforare rispetto alle previsioni e a stare nei tempi. È un beneficio per noi e un beneficio anche per la collettività».
Si era corso il rischio di perdere finanziamenti europei. Sono una trentina le torri campanarie a Venezia, metà necessitavano di restauri. Quelli più urgenti sono ora terminati. Le cifre sono importanti: quasi 800mila euro per il campanile della Madonna dell’Orto, altrettanti per San Pietro, più di due milioni per quello di Burano.
Per Santo Stefano i milioni stanziati erano quasi 8. La struttura di 72 metri e 4mila tonnellate è messa a repentaglio da una progressiva inclinazione. L’innesto di pali in acciaio e cerchiature alla base garantiscono ora sicurezza. Per completare le parti in elevazione e il restauro della facciata è stata ottenuta una proroga al 30 giugno 2026.
Altri articoli dell'autore
La dichiarazione dell’Agence France Muséums arriva dopo una ripresa degli attacchi missilistici iraniani agli Emirati Arabi Uniti. Il trasferimento delle opere prestate dalla Francia non è quindi all’ordine del giorno
Trentaquattro anni fa un suo impiegato, Nigel Peverett (morto nel 2023), fu colto sul fatto. Gli inquirenti procedettero immediatamente alla perquisizione della sua abitazione, dove trovarono decine di altre opere d’arte. A dare ora al pubblico la notizia, della quale le forze dell’ordine britanniche sono sempre state al corrente, è un libro pubblicato in questi giorni
Prevista per il 17 marzo un’apertura straordinaria nel Museo napoletano con un percorso di visita tattile gratuita (anche sui bassorilievi della Pudicizia e del Disinganno) per non vedenti e ipovedenti. Anteprima per la stampa il 10 del mese, nella giornata di formazione delle guide non vedenti
Nel Sud-ovest del paese una missione archeologica ispano-svedese ha scoperto una serie di sei siti minerari risalenti all’Età del Bronzo. Da raffronti basati sull’analisi degli isotopi di piombo e su studi chimico-metallurgici di manufatti scandinavi, l’ipotesi è che il metallo di cui questi sono composti sia proprio di provenienza iberica



