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Una veduta del campanile inclinato di Santo Stefano, nel centro di Venezia

Foto tratta da Wikipedia. Foto: Didier Descouens | Creative Commons 4.0

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Una veduta del campanile inclinato di Santo Stefano, nel centro di Venezia

Foto tratta da Wikipedia. Foto: Didier Descouens | Creative Commons 4.0

Campanili di Venezia: quattro sono stati messi in sicurezza

Dal Patriarcato si esprime soddisfazione per il buon utilizzo dei fondi, il non aver sforato le cifre e l’aver rispettato le tempistiche di realizzo. Tutto finanziato dai fondi Pnrr. Ma vi sono ancora altre torri campanarie su cui occorre intervenire

Vittorio Bertello

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A Venezia sono stati rispettati tempi e budget di spesa per gli interventi più urgenti, quelli di consolidamento e miglioramento statico, dei campanili della Madonna dell’Orto, di San Pietro in Castello, di Santo Stefano in centro storico e di San Martino a Burano, interventi realizzati grazie al sostegno finanziario con fondi del Pnrr.

«C’è un risultato che è oggettivo. Per cui sarebbe il caso di suonare le campane», dice don Gianmatteo Caputo, delegato patriarcale per i Beni culturali ecclesiastici di Venezia, esprimendo un legittimo orgoglio. Stessa soddisfazione per monsignor Fabrizio Favaro, vicario episcopale per gli affari economici del Patriarcato: «Siamo riusciti ad usare bene i soldi, a non sforare rispetto alle previsioni e a stare nei tempi. È un beneficio per noi e un beneficio anche per la collettività».

Si era corso il rischio di perdere finanziamenti europei. Sono una trentina le torri campanarie a Venezia, metà necessitavano di restauri. Quelli più urgenti sono ora terminati. Le cifre sono importanti: quasi 800mila euro per il campanile della Madonna dell’Orto, altrettanti per San Pietro, più di due milioni per quello di Burano.

Per Santo Stefano i milioni stanziati erano quasi 8. La struttura di 72 metri e 4mila tonnellate è messa a repentaglio da una progressiva inclinazione. L’innesto di pali in acciaio e cerchiature alla base garantiscono ora sicurezza. Per completare le parti in elevazione e il restauro della facciata è stata ottenuta una proroga al 30 giugno 2026.

Vittorio Bertello, 11 dicembre 2025 | © Riproduzione riservata

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