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Vittorio Bertello
Leggi i suoi articoliAd Afragola, comune di 61mila abitanti nella zona nord della Città Metropolitana di Napoli, un nuovo sito archeologico è venuto alla luce a pochi passi da un cantiere in cui si sta costruendo la stazione del rione San Marco, che verrà collegata alla vicina stazione Tav e alla linea della metropolitana.
In un lembo di terra di 5mila metri quadrati i tecnici della Soprintendenza archeologica di Napoli sono impegnati a scovare quanti più reperti possibile per creare una cornice storica per i ritrovamenti che si stanno effettuando. Ne ha scritto sul sito del quotidiano online Napolitoday, in un suo blog, Francesco Celardo.
A prima vista potrebbe sembrare un borgo dell’Età del Bronzo. Per alcune vestigia pare invece trattarsi di qualche villa rustica romana, una tipologia di reperti già venuti fuori in altri scavi precedenti in zona. Ora si attendono i pareri dei tecnici della Soprintendenza.
Sui nuovi affioramenti si è pronunciato l’architetto Paolo Sibilio: «Un altro piccolo insediamento tardoantico. Un’altra testimonianza del nostro passato che dimostra come questi territori siano stati, sotto il profilo economico e produttivo, parte integrante della Campania Felix. Un cosmo di piccoli villaggi nell’Età del Bronzo, prima. Una costellazione di ville rustiche romane, poi. Uno sviluppo interrotto dalla furia distruttiva del Vesuvio e, peggio ancora, dall’oblio. Questo dovrebbe essere il nostro retaggio, il nostro futuro. Invece tutto si copre».
Questo ritrovamento è l’ennesima dimostrazione di una zona, all’interno del circondario Afragola-Acerra-Casalnuovo, abitata da nativi dell’Età del Bronzo. Già una ventina di anni fa venne realizzata la scoperta di un villaggio risalente all’età del Bronzo Antico, cioè a più di 1.500 anni fa, durante i lavori per la costruzione di una rete fognaria. Il soprintendente di allora ritenne quel villaggio un «unicum assoluto» in Campania.
Vennero addirittura delle ricercatrici dal Regno Unito a studiare il sito, in quanto ritenuto di elevata importanza storica per la presenza di attrezzature per la caccia, l’agricoltura, nonché la presenza di capanne e fossili di animali. Ora invece è una discarica di rifiuti e l’insediamento è stato sventrato da una fogna: il tutto a pochi metri dalla stazione dell’Alta Velocità.
Nel frattempo, a pochi passi da questo sito, ne sono stati trovati altri due, finiti entrambi nell’oblio. La domanda che tutti si stanno ponendo è: questo sito, come tutti gli altri, sarà occultato alla cittadinanza? Per il momento si è pensato di effettuare delle coperture con teli di plastica di colore bianco per poi decidere che cosa fare.
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