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Vittorio Bertello
Leggi i suoi articoliOggi 5 dicembre, alle ore 16.30, al Museo dell’Arte Salvata di Roma si è tenuta la cerimonia ufficiale per la firma del rinnovo del «Memorandum of Understanding» tra Italia e Stati Uniti, relativo alle limitazioni sull’importazione di materiale archeologico proveniente dal territorio nazionale. L’appuntamento ha costituito un nuovo capitolo nella collaborazione tra i due Paesi per contrastare il traffico illecito di beni culturali e favorire il rientro dei reperti sottratti illegalmente.
A sottoscrivere il rinnovo sono stati il ministro della Cultura Alessandro Giuli e il sottosegretario per la Diplomazia Pubblica del Dipartimento di Stato Usa, Sarah Rogers, dopo un incontro bilaterale nella sede del Ministero della Cultura, al Collegio Romano. L’accordo ha rafforzato una cooperazione internazionale che negli anni ha portato al recupero di migliaia di opere e reperti di valore storico artistico, molti dei quali trafugati e immessi illegalmente sul mercato internazionale.
In occasione della cerimonia, il Museo dell’Arte Salvata ha esposto alcuni dei reperti recentemente rientrati in Italia grazie all’intervento dei Carabinieri del Comando Tutela Patrimonio Culturale, il corpo specializzato che da decenni rappresenta un’eccellenza mondiale nel contrasto ai crimini contro il patrimonio culturale. Gli oggetti esibiti testimoniano l’efficacia dell’azione congiunta tra le autorità italiane e statunitensi, nonché l’importanza di accordi bilaterali come quello oggi rinnovato.
Il rinnovo del Memorandum rafforza un modello di collaborazione che coniuga diplomazia culturale, investigazione specialistica e sensibilizzazione internazionale sul valore della protezione dei beni archeologici. Un intervento che conferma la centralità dell’Italia nel panorama della tutela del patrimonio e la solidità delle relazioni con gli Stati Uniti in questo ambito.
Il ministro Alessandro Giuli ha così commentato: «È un’intesa mutualmente vantaggiosa, perché tutela l’Italia e il suo patrimonio culturale, ma al tempo stesso consente di recuperare alla funzione pubblica opere esportate illecitamente dall’estero e all’estero. Ma porta benefici anche alle istituzioni museali e ai collezionisti statunitensi, riducendo il rischio di truffe al loro danno grazie allo scambio di informazioni tra le forze di Polizia, favorisce i prestiti di opere d’arte dall’Italia, accorcia le distanze e ci rende più forti e più uniti».
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