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Alessia De Michelis
Leggi i suoi articoliLa nuova stagione culturale del Van Gogh Museum di Amsterdam guarda oltre Vincent van Gogh, mettendo al centro alcuni degli artisti che ne condivisero epoca, sensibilità e interessi. Un percorso tra Europa e Giappone che, dall’autunno alla prossima primavera, riscopre figure celebri e protagonisti rimasti a lungo ai margini della storia dell’arte.
Ad aprire la stagione sarà «Yoshitoshi. Master of the Moon» (1 ottobre-4 gennaio 2027), dedicata a Tsukioka Yoshitoshi e alla celebre serie «One Hundred Aspects of the Moon» (1885-90). Cento stampe raccontano guerrieri, amanti, figure storiche e creature mitologiche, rivelando l’originalità dell’ultimo grande innovatore dell’arte xilografica giapponese, di cui Van Gogh fu un attento collezionista e studioso.
Dal 16 ottobre al 10 gennaio 2027 sarà invece la volta di «Whistler. Dandy and Disruptor», realizzata con The Mesdag Collection dell’Aia e la Tate Britain di Londra. È la prima grande retrospettiva nei Paesi Bassi dedicata a James McNeill Whistler (1834-1903, nacque negli Stati Uniti, ma visse per diversi periodi a Londra, dove morì) e la più ampia rassegna europea sull’artista degli ultimi trent’anni. Pittore, incisore, esteta e figura anticonformista, Whistler concepiva l’arte come la musica, capace soprattutto di evocare atmosfere. A L’Aia, in parallelo, «Whistler. Loving the Netherlands» approfondirà i suoi soggiorni olandesi. Il 23 ottobre, in occasione dell’Amsterdam Dance Event, il museo porterà inoltre Whistler nel mondo della notte, tra pittura, musica, luce e ombra, con una nuova interpretazione visiva del collettivo uncloud.
Infine, dal 12 febbraio al 20 giugno 2027, il museo presenterà la prima retrospettiva mai dedicata a Eva Gonzalès (1849-83), in collaborazione con il Petit Palais di Parigi. Allieva di Édouard Manet e artista innovativa della Parigi ottocentesca, Gonzalès fu celebrata in vita ma quasi dimenticata dopo la morte prematura. Prestiti internazionali riuniranno per la prima volta dipinti e pastelli, restituendole il posto che merita nella storia dell’arte.
Eva Gonzalès, «Au bord de la mer (Honfleur)», 1881-82, private collection