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James Abbott McNeill Whistler, «Arrangement in Grey: Portrait of the Painter», 1872, Detroit Institute of Art, Bequest of Henry Glover Stevens in memory of Ellen P. Stevens and Mary M. Stevens (particolare)

Foto © Detroit Institute of Arts / Bridgeman Images

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James Abbott McNeill Whistler, «Arrangement in Grey: Portrait of the Painter», 1872, Detroit Institute of Art, Bequest of Henry Glover Stevens in memory of Ellen P. Stevens and Mary M. Stevens (particolare)

Foto © Detroit Institute of Arts / Bridgeman Images

Il protagonista dell’autunno del Van Gogh Museum sarà l’anticonformista James McNeill Whistler

La prossima stagione culturale del museo olandese mette al centro alcuni degli artisti che con Vincent van Gogh condivisero epoca, sensibilità e interessi, dal giapponese Tsukioka Yoshitoshi alla francese Eva Gonzalès, allieva di Edouard Manet

Alessia De Michelis

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La nuova stagione culturale del Van Gogh Museum di Amsterdam guarda oltre Vincent van Gogh, mettendo al centro alcuni degli artisti che ne condivisero epoca, sensibilità e interessi. Un percorso tra Europa e Giappone che, dall’autunno alla prossima primavera, riscopre figure celebri e protagonisti rimasti a lungo ai margini della storia dell’arte.

Ad aprire la stagione sarà «Yoshitoshi. Master of the Moon» (1 ottobre-4 gennaio 2027), dedicata a Tsukioka Yoshitoshi e alla celebre serie «One Hundred Aspects of the Moon» (1885-90). Cento stampe raccontano guerrieri, amanti, figure storiche e creature mitologiche, rivelando l’originalità dell’ultimo grande innovatore dell’arte xilografica giapponese, di cui Van Gogh fu un attento collezionista e studioso.

Dal 16 ottobre al 10 gennaio 2027 sarà invece la volta di «Whistler. Dandy and Disruptor», realizzata con The Mesdag Collection dell’Aia e la Tate Britain di Londra. È la prima grande retrospettiva nei Paesi Bassi dedicata a James McNeill Whistler (1834-1903, nacque negli Stati Uniti, ma visse per diversi periodi a Londra, dove morì) e la più ampia rassegna europea sull’artista degli ultimi trent’anni. Pittore, incisore, esteta e figura anticonformista, Whistler concepiva l’arte come la musica, capace soprattutto di evocare atmosfere. A L’Aia, in parallelo, «Whistler. Loving the Netherlands» approfondirà i suoi soggiorni olandesi. Il 23 ottobre, in occasione dell’Amsterdam Dance Event, il museo porterà inoltre Whistler nel mondo della notte, tra pittura, musica, luce e ombra, con una nuova interpretazione visiva del collettivo uncloud.

Infine, dal 12 febbraio al 20 giugno 2027, il museo presenterà la prima retrospettiva mai dedicata a Eva Gonzalès (1849-83), in collaborazione con il Petit Palais di Parigi. Allieva di Édouard Manet e artista innovativa della Parigi ottocentesca, Gonzalès fu celebrata in vita ma quasi dimenticata dopo la morte prematura. Prestiti internazionali riuniranno per la prima volta dipinti e pastelli, restituendole il posto che merita nella storia dell’arte.

Eva Gonzalès, «Au bord de la mer (Honfleur)», 1881-82, private collection

Alessia De Michelis, 26 agosto 2026 | © Riproduzione riservata

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