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Daria Berro
Leggi i suoi articoliL’acquisizione di quindici fotografie di Lisetta Carmi (Genova, 1924-Cisternino, Le, 2022) grazie al programma Strategia Fotografia 2025, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, è il punto di partenza di una mostra che la Gam-Galleria civica d'arte moderna di Torino allestirà dal 21 maggio 2026. Gli scatti entrati nella collezione torinese fanno parte di «Erotismo e autoritarismo a Staglieno», una serie del 1966-67 nata su invito del Comune di Genova che si differenzia dai coevi reportage cittadini che Carmi dedicò, per esempio, al porto e all’ambiente industriale, segnando un passaggio cruciale nella sua opera, anche grazie all’uso del colore. Nel cimitero antico di Staglieno, che Carmi stessa definì «una galleria meravigliosa di tombe imponenti», la contrapposizione creata dalle sfumature di grigio del marmo delle sculture funebri e dai colori accesi dei fiori posati sulle, o accanto alle, figure si fa metafora della riflessione sulla morte: nell’immagine fotografica il gelido ed esanime marmo, coperto dalla polvere del tempo, è destinato a durare in eterno, mentre il colore acceso dei fiori, che pure sembra parlarci di vita, è l’elemento caduco e perituro.
La mostra «Lisetta Carmi. Erotismo e autoritarismo a Staglieno», a cura di Elena Volpato, e realizzata in collaborazione con l’Archivio Lisetta Carmi, la Galleria Martini & Ronchetti di Genova e la Galleria Ciaccia Levi di Parigi, metterà in dialogo questi scatti, con alcune sculture di secondo Ottocento e primo Novecento, ad opera di Innocenzo Spinazzi, Edoardo Rubino, Pietro Canonica e Gaetano Cellini, della collezione della GAM. «Attraverso l’accostamento con le sculture, si legge in una nota del museo, emergeranno con chiarezza alcuni dei temi ricercati da Carmi nei suoi scatti: la presenza di bambini come immagine di innocenza e devozione, messa però al servizio della rappresentazione della autorità genitoriale nelle famiglie dell’alta borghesia commerciale o intellettuale di Genova, e la sensuale raffigurazione delle figure angeliche o delle anime di donne defunte, a partire dall’epoca pre simbolista fino all’intero sviluppo del Liberty». Sarà anche l’occasione per riconsiderare la storia di scultori che, come Medardo Rosso e Constantin Brâncuși, utilizzarono il mezzo fotografico, e di fotografi che hanno tentato di «dare vita» alla scultura, come Mimmo Jodice e Gianni Berengo Gardin, entrambi da poco scomparsi.
Il programma Strategia Fotografia 2025, che s’inserisce nel quadro delle azioni istituzionali volte a promuovere e a sostenere la pratica, i talenti e le eccellenze italiane nel campo della fotografia e in attuazione del Piano strategico per lo sviluppo della fotografia in Italia e all’estero 2024-2026 per la selezione di proposte di acquisizione, committenza e promozione della fotografia e del patrimonio fotografico italiano, ha individuato 64 progetti in tutta Italia, con un finanziamento complessivo di 3 milioni di euro.
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