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Daria Berro
Leggi i suoi articoli«Una figliuola unica che con possibil diligenza, in tutte le virtù, sì di donna, come anche d’uomo, f’ammaestrare»: è il sintetico ritratto di Giustinana Guidotti Borghese che Giovanni Baglione delinea nella biografia (1642) di Paolo Guidotti, il «Cavalier Borghese», padre della pittrice. Formatasi nella bottega paterna e avviata agli studi umanistici, Giustiniana (1600?-1634) fu tra le prime donne ammesse nella romana Accademia di San Luca. Il suo unico dipinto firmato, un’«Allegoria della poesia e della musica», olio su tela del 1629 ca in Collezione Koelliker a Milano, di recente è stato esposto nella mostra «Roma pittrice», a Palazzo Braschi.
Di quest’artista rara, e dalla biografia ancora lacunosa (il nome Giustiniana è forse un omaggio al cardinale Benedetto Giustiniani e al fratello Vincenzo, mecenati e collezionisti, grandi estimatori di Caravaggio, del quale possedevano quindici opere), attiva nella composizione di opere d’arte devozionale ispirate anche da influenze fiamminghe, la Collezione d’arte della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca ha di recente acquisito il «Cristo crocifisso che trionfa sulla Morte, il Male e il Peccato», 1631. Commissionatole dal cardinale Giovanni Francesco Guido di Bagno, il dipinto s’ispira a una composizione con il medesimo titolo eseguita nel 1621 dal «Cavalier Borghese» per Maffeo Barberini, futuro papa Urbano VIII, oggi conservata nel Minneapolis Institute of Art.
Dopo il «Ritratto della poetessa Teresa Bandettini Landucci nelle vesti di una Musa» (1794) di Angelica Kauffmann, è la seconda opera di una pittrice a entrare nella Collezione lucchese. L’acquisizione, come anticipa Massimo Marsili, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio, ha la doppia finalità di «valorizzare il ruolo di una donna artista e incrementare la collezione, destinata all’esposizione permanente nel futuro Centro delle Arti, completandola con opere di autrici e autori ad oggi non presenti».
Il «Cristo crocifisso che trionfa sulla Morte, il Male e il Peccato», 1631, di Giustiniana Guidotti Borghese
Il retro del dipinto
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