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Alessia De Michelis
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Un’audizione al Congresso destinata a lasciare il segno nel dibattito sulle istituzioni culturali statunitensi ha visto, il 21 luglio, lo Smithsonian al centro di un duro confronto politico sul ruolo dei musei nella costruzione della memoria nazionale. Convocata dalla Commissione di vigilanza della Camera, la seduta ha sottoposto a un serrato interrogatorio Anthea Hartig, direttrice del National Museum of American History, accusato dall’amministrazione Trump di promuovere una narrazione «antiamericana» della storia degli Stati Uniti.
Per oltre due ore i parlamentari repubblicani hanno incalzato Hartig su contenuti espositivi, interpretazioni storiche e temi legati all’identità di genere, arrivando a domande provocatorie come «Ama l’America?» e «Quando ha scoperto di essere una donna?». Particolarmente contestata è stata la mostra «Girlhood, It’s Complicated», criticata per alcuni contenuti dedicati all’identità di genere e all’adolescenza.
Nel difendere il lavoro del museo, Hartig ha ribadito che lo Smithsonian basa le proprie esposizioni su rigore scientifico, fonti documentarie e pluralità di prospettive, con l’obiettivo di raccontare «la storia completa e ricca dell’America». A sostenerne la posizione anche lo storico di Yale David Blight, ascoltato come esperto durante l'audizione, secondo cui una narrazione esclusivamente celebrativa della storia nazionale è incompatibile con il metodo storiografico.
L’udienza si inserisce nella più ampia offensiva dell’amministrazione Trump contro lo Smithsonian. Il 4 luglio la Casa Bianca ha pubblicato il rapporto «Saving America’s Story», che accusa l’istituzione di presentare gli Stati Uniti principalmente attraverso il prisma di schiavitù, razzismo, colonialismo e ingiustizia sistemica. Il documento nasce da una revisione di 19 musei dello Smithsonian e preannuncia ulteriori controlli sui finanziamenti agli artisti e sugli allestimenti delle collezioni.
Dal fronte democratico è arrivata una dura replica. La deputata Melanie Stansbury ha definito il rapporto una «caccia alle streghe» e ha presentato una proposta di legge per tutelare l’indipendenza dello Smithsonian dalle interferenze dell’esecutivo. Al di là dello scontro politico, l’audizione ha riportato al centro una questione cruciale per il mondo dei musei: chi stabilisce il modo in cui una nazione racconta la propria storia e quali margini di autonomia devono essere garantiti alle istituzioni culturali.
Alessia De Michelis
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