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Una veduta del Museu Calouste Gulbenkian di Lisbona riallestito

Courtesy Museu Calouste Gulbenkian

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Una veduta del Museu Calouste Gulbenkian di Lisbona riallestito

Courtesy Museu Calouste Gulbenkian

Il Museo Gulbenkian di Lisbona viaggia indietro nel tempo, fino al 1969

Il progetto di riallestimento, firmato dall’architetta Teresa Nunes da Ponte e concluso in un anno e mezzo con un investimento di circa 8 milioni di euro, punta a recuperare lo spirito originario del museo, riaperto al pubblico dal 18 luglio

Alessia De Michelis

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A settant’anni dalla nascita della Fondazione Calouste Gulbenkian (che comprende anche il Centro d’Arte Moderna José de Azeredo Perdigão, una sala concerti con relative Orchestra Gulbenkian e Coro Gulbenkian, gli uffici della fondazione e un parco pubblico), il Museu Calouste Gulbenkian di Lisbona riapre al pubblico dopo un importante intervento di riallestimento che restituisce leggibilità e respiro a una delle più straordinarie collezioni private d’Europa. Guidato dal direttore Xavier F. Salomon, già vicedirettore e curatore capo della Frick Collection di New York, il progetto punta a recuperare lo spirito originario del museo inaugurato nel 1969.

L’intervento, firmato dall’architetta Teresa Nunes da Ponte e concluso in un anno e mezzo con un investimento di circa 8 milioni di euro, ha riportato in luce i materiali originali, eliminato partizioni che ostacolavano la continuità degli spazi e valorizzato il dialogo tra interno ed esterno grazie alle grandi vetrate affacciate sul parco. Anche l’illuminazione è stata completamente ripensata, con il contributo dello specialista Frédéric Ladonne, per garantire una migliore fruizione delle opere senza rinunciare alla luce naturale.

L’atmosfera è stata resa più raccolta nelle sale dedicate al XVIII e XIX secolo, dove moquette e pavimenti meno riflettenti esaltano mobili di maestri come Riesener, Oeben e Boulle. Nuove vetrine valorizzano la raccolta di porcellane cinesi, mentre didascalie uniformi accompagnano il percorso espositivo.

Le collezioni testimoniano il gusto raffinato di Calouste Gulbenkian, imprenditore e collezionista di origine armena soprannominato «Mr. Five Percent», da cui prende il nome la Fondazione. Tra i capolavori figurano dipinti di Rembrandt e Rubens provenienti dalle dismissioni dell’Ermitage, una celebre sala dedicata ai gioielli di René Lalique, preziosi tappeti e tessuti dall’Italia alla Persia, arazzi europei, argenti francesi del Settecento e un’intera sala riservata alle vedute di Francesco Guardi.

Il museo, nuovamente accessibile dal 18 luglio, rimane un esempio emblematico dell’incontro tra una collezione di arte antica e un’architettura modernista di matrice brutalista.

Una veduta del Museu Calouste Gulbenkian di Lisbona riallestito. Courtesy Museu Calouste Gulbenkian

Alessia De Michelis, 21 luglio 2026 | © Riproduzione riservata

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