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Gaspare Melchiorri
Leggi i suoi articoliÈ morta a Roma il 16 agosto, all’età di 75 anni, Susanna Nobili, architetta e docente che ha attraversato quasi mezzo secolo di architettura italiana con uno sguardo capace di tenere insieme rigore funzionale, sensibilità ambientale e attenzione alla luce. Lascia un’opera articolata, sviluppata tra architettura pubblica e privata, restauro, design e allestimenti espositivi.
Figlia di Franco Nobili (1925-2008), presidente dell’Iri dal 1989 al 1993, Susanna si era laureata in architettura a Roma nel 1976; si specializzò poi a Parigi e Vienna e mosse i primi passi professionali nello studio di Pier Luigi Nervi. Una formazione internazionale che avrebbe accompagnato una carriera lunga e ricca di esperienze. Tra i suoi progetti figurano la Cancelleria dell’Ambasciata italiana di Città del Guatemala e quella dell’Ambasciata italiana a Washington, realizzata con Piero Sartogo e premiata con l’Award of Excellence for Extraordinary Achievement in Architecture nel 2000 e con il Marble Architectural Awards nel 2003.
Nobili lavorò anche alla Galleria Centrale del Palazzo Italia per l’Expo 1992 di Siviglia e a importanti interventi nel patrimonio storico romano. Sono suoi, tra gli altri, progetti di restauro di edifici storici della Capitale (come Palazzo Poli, il complesso di San Michele a Ripa, Palazzo Baldassini) o ancora di monumenti antichi (il Tempio di Iside). Nel settore privato si occupò inoltre di abitazioni e della sede centrale della Banca di Roma a New York.
Particolarmente significativo fu il suo rapporto con gli allestimenti. Per Nobili progettare significava anche guidare lo sguardo e l’esperienza del visitatore: rendere comprensibile un oggetto, suggerirne l’uso, costruire un percorso attraverso la luce, le proporzioni e gli elementi dello spazio. Un approccio che emerge anche nelle mostre dedicate a Puvis de Chavannes (al Musée de Picardie, ad Amiens), a «Il Secolo dell’Avvocato» (Roma, Vittoriano, e poi Torino, Mole Antonelliana e Milano, Palazzo della Ragione) e a «I libri che hanno fatto l’Europa» (Roma, Biblioteca dell’Accademia Nazionale dei Lincei e Corsiniana).
Tra le sue opere più suggestive c’è l’installazione realizzata alcuni anni fa con il graphic designer Sergio Metalli nella Chiesa degli Artisti, a piazza del Popolo. La cupola berniniana venne trasformata in un immenso cielo luminoso, popolato da ammassi stellari, nebulose e comete: un intervento in cui tecnologia e immaginazione dialogavano con l’architettura storica.
Alla Triennale di Milano Nobili fu consigliere dal 1983 al 1992. Dal 2008 insegnava al Master in Interior Design dello Ied, continuando a trasmettere alle nuove generazioni una concezione dell’architettura lontana dalla spettacolarizzazione e vicina all’esperienza concreta delle persone.
Nel ricordarla, il ministro della Cultura Alessandro Giuli ha parlato di un’architetta di «grande sensibilità e raffinata cultura», sottolineandone competenza e rigore professionale. Anche il critico e storico dell’architettura Luigi Prestinenza Puglisi ne ha ricordato il valore, osservando come Nobili sia stata una delle figure femminili dell’architettura italiana ancora in attesa di una piena riscoperta.
Gaspare Melchiorri
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