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Susanna Nobili

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Susanna Nobili

Addio all’architetta e docente Susanna Nobili

Tra i suoi progetti, quello della Cancelleria dell’Ambasciata italiana a Washington (con Piero Sartogo) e quello del restauro di palazzi storici romani (Palazzo Poli, Complesso di San Michele a Ripa) o ancora di monumenti antichi (Tempio di Iside). Curò anche l’allestimento di varie mostre

Gaspare Melchiorri

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È morta a Roma, all’età di 75 anni, Susanna Nobili, architetta e docente che ha attraversato quasi mezzo secolo di architettura italiana con uno sguardo capace di tenere insieme rigore funzionale, sensibilità ambientale e attenzione alla luce. Lascia un’opera articolata, sviluppata tra architettura pubblica e privata, restauro, design e allestimenti espositivi.

Figlia di Franco Nobili (1925-2008), presidente dell’Iri dal 1989 al 1993, Susanna si era laureata in architettura a Roma nel 1976; si specializzò poi a Parigi e Vienna e mosse i primi passi professionali nello studio di Pier Luigi Nervi. Una formazione internazionale che avrebbe accompagnato una carriera lunga e ricca di esperienze. Tra i suoi progetti figurano la Cancelleria dell’Ambasciata italiana di Città del Guatemala e quella dell’Ambasciata italiana a Washington, realizzata con Piero Sartogo e premiata con l’Award of Excellence for Extraordinary Achievement in Architecture nel 2000 e con il Marble Architectural Awards nel 2003.

Nobili lavorò anche alla Galleria Centrale del Palazzo Italia per l’Expo 1992 di Siviglia e a importanti interventi nel patrimonio storico romano. Sono suoi, tra gli altri, progetti di restauro di edifici storici della Capitale come Palazzo Poli, il complesso di San Michele a Ripa, Palazzo Baldassini) o ancora di monumenti antichi (il Tempio di Iside). Nel settore privato si occupò inoltre di abitazioni e della sede centrale della Banca di Roma a New York.

Particolarmente significativo fu il suo rapporto con gli allestimenti. Per Nobili progettare significava anche guidare lo sguardo e l’esperienza del visitatore: rendere comprensibile un oggetto, suggerirne l’uso, costruire un percorso attraverso la luce, le proporzioni e gli elementi dello spazio. Un approccio che emerge anche nelle mostre dedicate a Puvis de Chavannes (al Musée de Picardie, ad Amiens), a «Il Secolo dell’Avvocato» (Roma, Vittoriano, e poi Torino, Mole Antonelliana e Milano, Palazzo della Ragione) e a «I libri che hanno fatto l’Europa» (Roma, Biblioteca dell’Accademia Nazionale dei Lincei e Corsiniana).

Tra le sue opere più suggestive c’è l’installazione realizzata alcuni anni fa con il graphic designer Sergio Metalli nella Chiesa degli Artisti, a piazza del Popolo. La cupola berniniana venne trasformata in un immenso cielo luminoso, popolato da ammassi stellari, nebulose e comete: un intervento in cui tecnologia e immaginazione dialogavano con l’architettura storica.

Alla Triennale di Milano Nobili fu consigliere dal 1983 al 1992. Dal 2008 insegnava al Master in Interior Design dello Ied, continuando a trasmettere alle nuove generazioni una concezione dell’architettura lontana dalla spettacolarizzazione e vicina all’esperienza concreta delle persone.

Nel ricordarla, il ministro della Cultura Alessandro Giuli ha parlato di un’architetta di «grande sensibilità e raffinata cultura», sottolineandone competenza e rigore professionale. Anche il critico e storico dell’architettura Luigi Prestinenza Puglisi ne ha ricordato il valore, osservando come Nobili sia stata una delle figure femminili dell’architettura italiana ancora in attesa di una piena riscoperta.

Gaspare Melchiorri, 18 agosto 2026 | © Riproduzione riservata

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