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Gaspare Melchiorri
Leggi i suoi articoliUna nuova scoperta archeologica rivela un altro tassello della presenza romana in Germania. Nella zona montuosa del Taunus, in Assia (Germania centro-occidentale), gli archeologi hanno individuato i resti di un tempio romano finora sconosciuto, a poca distanza dall’antico forte di Kapersburg, una delle fortificazioni militari romane meglio conservate sul «limes» germanico-retico, la linea di fortificazioni lunga circa 550 chilometri che segnava il confine settentrionale dell’Impero romano tra i fiumi Reno e Danubio. A rendere particolarmente importante il ritrovamento sono le condizioni delle strutture murarie, insolitamente ben conservate, e numerosi frammenti di statue raffiguranti divinità.
La scoperta è avvenuta quasi per caso: i danni provocati da una tempesta hanno fatto infatti emergere una particolare disposizione di pietre, circostanza che ha spinto gli archeologi a condurre ulteriori indagini. Gli scavi hanno permesso di identificare una struttura rettangolare lunga circa cinque metri, con un ambiente centrale più piccolo, delimitato da muri spessi una cinquantina di centimetri.
Secondo gli studiosi, potrebbe trattarsi di un «tempio a deambulatorio», caratterizzato da una camera sacra centrale circondata da un passaggio coperto. Uno dei lati dell'ambiente centrale sembra inoltre essere stato aperto, forse protetto in origine da un cancello in legno oggi scomparso.
«Eravamo assolutamente entusiasti», ha commentato agli organi di stampa Katharina Griesshaber del Landesmuseum Saalburg, rilevando che il ritrovamento di strutture murarie romane in condizioni così buone rappresenta un evento di particolare rilievo.
Ancora più interessanti sono i reperti recuperati nell’area. Tra questi figura una mano appartenuta a una statua che forse raffigurava Marte, il dio romano della guerra, insieme a frammenti di animali. È stata inoltre rinvenuta la parte superiore quasi completa di una divinità femminile identificata come Vittoria: la presenza delle ali, del ramo di palma e della corona d’alloro permette di riconoscere la dea associata al successo militare e alla vittoria.
Queste figure non erano semplici elementi decorativi. Le statue e gli altri oggetti potevano essere offerte votive, doni destinati alle divinità in cambio della loro protezione o del loro aiuto. Un ulteriore elemento di grande interesse è una pietra votiva con un’iscrizione latina, attualmente sottoposta all’esame degli specialisti.
Il tempio sarebbe stato costruito nel III secolo d.C., quando Kapersburg costituiva uno dei forti della frontiera romana in Germania. Un gioiello rinvenuto nello stesso contesto e databile alla tarda antichità suggerisce però che l’area potrebbe essere rimasta frequentata anche dopo la fine della presenza militare romana.
Ora gli archeologi sperano che le nuove indagini possano ricostruire la storia della comunità che abitava l’insediamento, comprendendone meglio credenze, pratiche religiose e vicende. L’obiettivo più ambizioso è riuscire a identificarne persino il nome antico, restituendo un’identità a una comunità rimasta per secoli nascosta sotto il terreno del Taunus.
Una figura di divinità rinvenuta sul sito scoperto presso il Kastell Kapersburg, in Assia. © Hessisches Landesamt für Denkmalpflege
Gaspare Melchiorri
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